Famiglia e lavoro: forse ci siamo
25 gennaio 2010 · scritto da barbapapa
Qualcuno forse si ricorderà che a fine agosto dello scorso anno deliravo sul fatto che avrei voluto più aiuti per le famiglie da parte del nostro amato Stato (vedi post: Aiuti alle famiglie).
Una serie incredibile di coincidenze ha fatto sì che conoscessi Silvia Maltoni, presidente della associazione 1535 (www.1535.it) che ha organizzato per il 5 febbraio un incontro proprio su questo tema con molte persone tra cui anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
Chi meglio di lui ha il potere per poter davvero a cambiare le cose? Ha accesso a molte leve di comando e incrocio le dita fin da ora: magari ne uscirà qualcosa davvero di buono e non le solite promesse fumose.
A questo incontro ci sarò anche io. Avrò 10 minuti per raccontarmi, per parlare dei papà in rete e di questa bellissima avventura targata bravibimbi.it. Perchè non vieni anche tu a darmi man forte?
Per chi volesse unirsi, l’appuntamento è fissato per il 5 febbraio, alle ore 9.30 al Pirellone di Milano.
Clicca qui per scaricare la locandina dell’incontro.
Ora però…avrei bisogno del tuo aiuto. Anche se non vivi a Milano o nella regione Lombardia…cosa vorresti che facesse la tua città per la tua famiglia? Che cosa ti piacerebbe cambiasse nel mondo del lavoro? Più flessibilità per le mamme e i papà al lavoro? Più aree verdi per i bambini? Più asili nido? Orari diversi? Part-Time verticale concesso con più facilità? Un figlio uccide necessariamente la carriera di una mamma?
Riesci a darmi qualche spunto di riflessione?
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decisamente AREE VERDI, possibilmente recintate (vista la maleducazione dei proprietari di cani che non rispettano le aree a loro dedicate)
poi ancora: FATE QUALCOSA PER QUESTO SMOG, è un’indecenza. siamo pieni di bambini ingolfati da catarro (la mia compresa) e di malattie respiratorie serie, è una vergogna.
ancora: incentivi alle aziende per i part time
permessi/agevolazioni quando le scuole sono chiuse
vai barbapapa, sei tutti noi!!!
grazie Cate! Ho proprio bisogno di feedback come il tuo!
Eccoci….a richiesta accorro!!! Ebbene…caro barbapapà sfondi una problematica apertissima!!! Toccherò 3 punti cardine:
1-Sicurezza e sanità sul posto di lavoro.
2- Part-time
3-Asili nido.
Pur abitando sulle prime colline dell’Oltrepò lavoro per una delle più grandi realtà aziendali energetiche di Milano A2A spa… ora…ci crediate o no: sono stata costretta a mettermi in maternità a rischio poichè da maggio scorso hanno strasferito i nostri uffici nella centrale elettrica di Milano Sud e qualsiasi ginecologo o medico di base ritiene l’esposizione costante a radiazioni un’altissimo rischio per il feto…sarebbe stato sufficiente spostarmi di sede ma la cosa non è stata nemmeno presa in considerazione….così ho dovuto rinunciare mio malgrado alle mie ambizioni sul lavoro restando inevitabilmente in un cantuccio aspettando che la mia cova finiesse al sicuro anzichè partecipare attivamente, così come avrei voluto fare, fino almeno all’ottavo mese accontentandomi di tenermi aggiornata tramite il controllo a distanza della posta di lavoro…
Punto due: non concedono part-time…almeno con il mio tipo di contratto… Per ridurre le spese hanno commutato il fantastico contratto elettrico(che insieme a quello gas, com’era giusto fosse, era l’identificativo dei dipendenti di un’azienda energetica!!!) in contratto commercio e, nonostante i dirigenti abbiano già largamente navigato nell’oro grazie ai vantaggi derivati da questa scelta, che ha portato tutte le assunzioni degli impiegati del reparto Customer Service dopo il 2002 ad avere un costo pari alla metà di tutti i loro predecessori(ora siamo oltre 260 assunti a commercio), si rifiutano di concedere part-time a tutta l’area commerciale. Per fortuna loro e nostra…solo dall’anno scorso una collega che rientrerà a febbraio dalla maternità ha fatto da spartiacque e la prossima a dover rientrare sarò ovviamente io… Il problema non è da poco perchè non abitando a Milano e non potendo usufruire del part-time, i tempi di spostamento con i mezzi sono veramente da salasso (se dovessi riprendere a viaggiare con auto-treno-metro-bus/tram…questi sarebbero in sequela i cambi da fare…ma il modo più economico) impiegherei per il ritorno 2 ore e mezza salvo ritardi…alternativa: usare solo l’auto…costo che si aggirerebbe sulle 320€ mensili. Trascuriamo l’ultimo aspetto…un part-time mi aiuterebbe a ridurre la spesa probabilmente e a rendere più umana la gestione del bimbo ed il distacco.
Ti suggerirei, se potrai e se riuscirai a sortire effetto,di chiedere al nostro esimio Presidente di Regione come mai la società energetica che aspira a diventare baluardo della lombardia per investimenti e sviluppo sul territorio non è altrettanto all’avanguardia nella tutela dei diritti delle neo-mamme permettendo loro di non trascurare i propri bimbi e nel contempo di svolgere a dovere il loro ruolo nel mondo del lavoro!!!!
Ulteriore spunto potrebbe essere la creazione di più asili nido pubblici. Nella nostra zona prettamente collinare per la maggior parte sono asili privati con i costi non da poco che comportano…
Credimi…se non dovessi portarmi dietro una pancia da fine ottavo mese verrei a darti man forte e sarei curiosa di ascoltare le risposte ed i buoni propositi….ma so che posso contare su un’ottimo portavoce!!!
Grazie infinite per ora
Silvia
Ciao Silvia, grazie anche a te per il preziosissimo feedback! (in questi giorni la Barbamamma proverà a chiedere nell’azienda dove lavora il part time verticale…speriamo le dicano di sì, altrimenti dovrà cercare una altro posto di lavoro!)
ciao Barbapapà,non so quanto il mio feed possa esserti utile,ma provo lo stesso…io e il mio compagno svolgiamo un’attività autonoma e ciò ha reso possibile la mia entrata in maternità senza problemi,l’unico grosissimo neo è che girando una persona sola,il nostro fatturato si è ridotto della metà!girare in macchina durante la gravidanza era pesantissimo,ma se anche avessi voluto continuare a farlo dopo la nascita della mia cucciola,mi è praticamente impossibile!io sono sola,completamente sola,non ho nessuno che possa occupartsi della mia cucciola in mia assenza e con quello che costano le baby sitter,tanto vale rimanere a casa e godermi io la cucciola!!!da noi mancano strutture convenzionate!perchè lo stato non aiuta anche quelle mamme che al proprio domicilio ospitano altri bimbi,svolgendo con loro le attività che farebbero al nido?un piccolo contributo a fondo perduto per quelle mamme che hanno bisogno di un aiuto che è allo stesso tempo una sorta di incentivo per le donne che fanno dell’accudimento dei figli una sorta di “lavoro”.
per esempio :un corso accelerato con le basi per diventare puericultrici.SE FOSSI ancora impiegata come dipendente, sarei già dovuta rientrare al lavoro.Capisco i datori di lavoro per le tasse che devono pagare,quindi anche esoneri fiscali per i datori di lavoro che hanno mamme lavoratrici.orari più flessibili per le mamme.parte dello stipendio erogato anche dallo stato.
beh, se ci fossero più strutture pubbliche idonee per i nostri cuccioli…sarebbe l’ideale. Perchè, ad esempio, non sfruttare le tante scuole materne, elementari e medie (che tipicamente chiudono verso le 16-17) come luoghi per “intrattenere” i bambini da personale specializzato fino a quando mamma e papà non possono andare a prenderli (verso le 18)? Così si risparmierebbe il costo di una baby-sitter e i bimbi starebbero tra di loro.
Ciao a tutti,
io sono di Bitonto (Ba) e certamente quello che manca sono dei parchi giochi per i bimbi, aree verdi attrezzate di bagni puliti, gelaterie, giochi, un punto di pronto soccorso, animazione etc… Per quanto riguarda la tutela del lavoro, mi piacerebbe che la legislazione contemplasse per la gravidanza un maggiore tempo per rimanere a casa prima e dopo il parto preservando lo stipendio e il posto di lavoro. Mi piacerebbe che le lavoratrici a progetto avessero le stesse tutele anche economiche delle altre lavoratrici. Mi piacerebbe che ci fossero più asili nido e scuole materne statali fidati e referenziati per poter lasciare il bimbo durante le ore lavorative o ancora meglio fare in modo che le aziende, almeno quelle più grandi, aviassero il progetto di incorporare all’interno degli asili nido per i bimbi dei dipendenti.
Ciao a tutti.
Mariella da Bitonto (in attesa di Francesco che nascerà il prossimo 26/05/10).
Ciao mi unisco anche io….sono in attesa della mia prima figlia e vi scrivo dalla Toscana….lavoro per una grande azienda di telecomunicazione a Pisa.qui di aree verdi ce ne sono per fortuna a volonta’,purtroppo mi sono resa conto ke, essendo sola o meglio senza familiari qui in toscana,sono Napoletana di origine,i permessi per la maternita’ sono davvero ristretti ….se nn volessi usufruire dell’astensione facoltativa perche’ ridotta del 30% diciamo ke dopo 4mesi dalla nascita doovrei mettere gia’ la mia piccola all’asilo nido!!!!!!! perche’ nn allungano la maternita’ almeno fino al 1°anno di vita dei figli?????o perche’ nn c’e’ l’obblogo di asili nido nelle societa’ o perche’ gli asili privati costano quanto un mutuo????????e’ assurdo!!!!!!! intanto spero ke qualcosa in piu’ per noi donne mamme sia fatto senza necessariamente dover sacrificare il nostro lavoro o il nostro stipendio soprattutto!!!!!!!!!! vi saluto con affetto felice di far parte di questo gruppo!!!!
che bella iniziativa, speriamo abbia seguito e possa risolvere qualche problema.
sarebbe bello che le aziende facessero gli asili internamente, e se per caso in qualche anno non ci sono bambini possono concedere i posti liberi alle altre mamme in lista d’attesa.bisognerebbe però che lo stato o la regione o il comune finanziassero i costi per le insegnanti, cmq organizzare dei progetti che diano incentivi anche alle aziende per realizzarli.
sarebbe bello rivedere i mesi di maternità obbligatoria: logicamente i 2 mesi (o 1) prima del parto, ma vorrei aumentassero i mesi successivi importantissimi per la donna e per il bambino. 3 mesi di obbligatoria dalla nascita sono pochi.
nella mia esperienza ho fatto, 4 mesi obbligatori (ho lavorato fino all’ottavo) + 1 facoltativo al 100% + 2 facoltativi al 30%, al mio rientro mio figlio aveva 7 mesi.
volevo tornare a lavorare e tornare a pieno ritmo, ma se tornassi indietro rimarrei a casa fino al compimento dell’anno di età. al lavoro, pensavo sempre a mio figlio, in 4 ore mi sembrava di essere poco utile ai colleghi, che fino al giorno prima avevano una persona che mi sostituiva a tempo pieno…potrebbero rendere obbligatorio 12 mesi di maternità…. sembrano tantissimi ma volano.
io, per fortuna ho 30 giorni all’anno per la malattia del bimbo fino ai 3 anni compiuti (mai usati fin’ora, ma ce li ho), ma mi sembra che negli altri contratti non ci sia questa possibilità.
anche questo è importante: dare la possibilità alla mamma o al papà di assentarsi per accudire il figlio. senza però fargli passare la voglia dopo..senza mobbing o altre vessazioni solo perchè hai esercitato un tuo dirittto.
altra cosa importante è questa, far maturare la mentalità dei datori di lavoro e colleghi: non devono vessare i dipendenti che hanno figli, ci deve essere rispetto di entrambi i ruoli, delle persone, che oltre a dipendenti sono anche mamme e papà e sono le mamme ed i papà del nostro futuro…a volte su questo blog si sono lette cose assurde…..
Ciao barbapapà,
da parecchio tempo seguo il vostro bellissimo sito e spesso mi riconosco nelle mille difficoltà che raccontate, tu la barbamamma e tutte le altre mamme, nel gestire bimbi-famiglia-lavoro. Questo argomento mi stà molto a cuore ed ora ti spiego perchè: ho una bimba di quasi cinque anni e sono in attesa, all’ottavo mese, della sua sorellina; quando sono rientrata dalla prima maternità ho chiesto il part-time e mi è stato concesso, rinovandolo di 6 mesi in 6 mesi, per 2 anni. Posso sembrare fortunata, ma a conti fatti quando mia ha figlia ha compiuto i 3 anni sono dovuta rientrare a tempo pieno, ora io mi domando posso dare le chiavi di casa a una bambina di 3 anni. Scherzi a parte, lavorare 6 ore al giorno, a mio parere, è la soluzione ideale, consente di seguire famiglia e figli (che ad ogni età ne hanno bisogno) senza rinunciare allo stipendio, certo forse la carriera ne risente ma del resto nella vita si fanno delle scelte.
Quindi tonando al nociolo della questione io sicuramente metto al primo posto il problema dei part-time troppo poco concessi. Al secondo posto, indubbiamente concordo con chi propone di portare la maternità, decentemente pagata, fino a 12 mesi. Poi c’è il problema degli asili nido, ne serveno di piu’ e piu’ accessibili economicamente parlando (vi garantisco, perche’ ne ho usufruito per 3 anni, che le srutture pubbliche non costano meno delle private). Infine, menziono la questione degli spazi verdi, non che lo ritenga meno importatnte, ma abitando fuori città risento meno del problema, nei paesi in provicia di Milano i parchi e affini non mancano.
Mi piacerebbe molto partecipare a quest’incontro del 5 febbraio, barbapapa’ è necessario iscriversi o mi posso semplicemente presentare e assistere?
Ciao Silvietta, come non essere completamente d’accordo su ogni tua singola riflessione?
Puoi tranquillamente partecipare il 5 febbraio! Vieni!
Per iscrizioni al convegno inviare una mail entro il 3 febbraio 2010 a: iscrizioniconvegno@1535.it
Per interventi inviare una mail entro il 3 febbraio 2010 a: domandeconvegno@1535.it
ahi ahi…
Oltre agli spunti che ha dato Christine e che appoggio, vi racconto la mia.
Come sapete io sono attualmente casalinga. PER SCELTA FORZATA. In attesa di tempi migliori e di un lavoro con condizioni contrattuali più decenti rispetto a un contratto a progetto di quelli che impongono nei call center (a Palermo le uniche opportunità di lavoro se non godi di raccomandazioni varie pare provengano solo dai call center…).
Dopo una serie di colloqui di lavoro falliti per il semplice motivo che nessun datore di lavoro assume una donna di quasi trent’anni sposata e ancora senza figli (il ragionamento che fa qualsiasi datore di lavoro è: questa è in gamba, ha le referenze, ma se io me la metto sotto contratto dopo sei mesi si fa mettere incinta e addio…), ho infatti scelto mio malgrado di rinunciare ad un’occupazione e godermi la maternità per poi eventualmente ricominciare daccapo con corsi di formazione/aggiornamento per reintrodurmi nel mondo del lavoro nonappena il pargolo sia ammesso all’asilo comunale – altro tasto dolente, per via delle assurde liste d’attesa – .
Che il padre abbia gli stessi obblighi e gli stessi diritti della mamma di occuparsi dei figli, e che la casalinga sia una donna che lavora, sono ancor oggi due concetti difficili da accettare e mettere in pratica. E vi spiego il perché: il ministero del lavoro ha chiarito più volte che Il padre ha diritto ai riposi giornalieri nel primo anno di vita del bambino, quando la madre è casalinga. E non solo in caso di malattia o di oggettivo impedimento della mamma. Sono i cosiddetti permessi per allattamento. Mio marito, PRECARIO da otto anni presso un instituto nazionale di ricerca, quando ha chiesto al direttore dell’istituto di potersi avvalere del suo DIRITTO, si è visto rispondere: “certo, tu puoi prenderti i permessi, ma sappi che per come vanno adesso le cose, con le intenzioni del ministro Brunetta, perdere delle ore di lavoro ti penalizzarà quando e se faranno quei benedetti concorsi per la stabilizzazione che si aspettano da secoli. Morale della favola, ti sconsiglio di prenderti i permessi per l’allattamento!”
Un precario è un lavoratore con tutti i doveri degli altri ma senza diritti e ci si ritrova a trentadue anni col cappio alla gola e con un piede sempre fuori, perché c’è pure il rischio che nel duemilaundici, quando a mio marito scadrà il contratto, non si sarà fatto nulla per stabilizzarlo e saremo entrambi disoccupati…
Nella nostra posizione c’è mezza Italia ed un’intera generazione, è facile definirci bamboccioni, ma chi invece bamboccione non è e si è creato una famiglia, che tutele ha?
Nella fattispecie l’ideale per me sarebbe un tele-lavoro, ma ancora in Italia sembra una prospettiva avveniristica… Se mio marito potesse godere di questi permessi di allattamento, io potrei dedicarmi almeno tre ore al giorno alla mia formazione professionale, per non essere poi “fuori mercato”… ma niente…
intanto gli anni passano…
In bocca al lupo Barbapapà, per questo evento… sei tutti noi!!!
wow marika non sapevo tutta la situazione…
Ciao Barbapapa’. Io abito a Castelnuovo Rangone una provincia di Modena.
I problemi principali qui sono collegati al part time NON CONCESSO alle mamme o ai papa’ che ne richiedono la necessità e sopratutto per mia esperienza personale, ancora oggi le ditte dopo che rimani incinta ti mettono in condizione di licenziarti perche’ ti fanno del mobbing .
Io infatti sto rimanendo senza lavoro solo perche’ sono incinta e sono assunta regolarmente con contratto a tempo indeterminato.
Gli spazi verdi lontani dal centro, infatti li fanno solo in centro in quasi tutte le cittadine. Ma esistono anche le persone che abitano fuori dal centro….
il problema asili nido naturalmente anche qui si fa sentire.
Entrano in graduatoria quelli che lavorano, senza contare che chi è a casa ha bisogno di far entrare al nido i bimbi per cercare un lavoro. Se trovo un lavoro ma mio figlio non è al nido , non lo posso accettare, senza parlare dei Costi…troppo esosi . ciao
Per me e mio marito che lavoriamo anche sabato domenica e festivi, asili o associazioni che garantiscano a chi come noi lavora anche il 15 agosto di poter lasciare i figli
Ciao Barbapapà,
io vivo in questa grande metropoli da 12 anni e sinceramente nn ho ancora avuto problemi riguardanti lavoro/asilo,perchè adesso sono una casalinga..
Ora a settembre dovrò iscrivere il mio piccolo di 9 mesi all’asilo nido,e abitando in periferia di Milano(buccinasco)è un casino….
Ci sono pochissimi nidi e sono strapieni,costretti cosi a mandarli al privato con una retta che ci uccide…
i tempi di attesa x i comunali sono infiniti e se risulti disoccupata te lo lasciano a casa!
Ma se prima nn sistemo il bambino nn posso impegnari nel lavoro….
Poi altra cosa che mi lascia veramente indignata,è la SANITA’!
Rimango scioccata nel modo che usano certi ospedali,quando noi mamme arriviamo con dei piccini che piangono disperati.
L’ultimo episodio ieri sera al pronto soccorso del San Paolo..
Mio figlio piange disperato da circa 2 ore,la saletta pediatrica d’attesa(se cosi si pùò chiamare) e’ piena,quindi mi tocca stare nella sala d’attesa normale,in mezzo agli adulti che nn stanno bene..
Mi hanno lasciato in attesa 1 ora e mezza,(sempre con il bimbo disperato),e nessuno,ma nessuno, si è degnato a venire a dare un’occhiata!
Ho chiesto una tacpirina perchè aveva febbre altissimama nessuna risposta,il cucciolo affamato e nn hanno neanche un po di latte,e alla fine mi sento dire,(dopo circa 2 ore)ma nn c’è l’ha la pediatra?????
Sono ritornata a casa senza neanche visitarlo,nn si può dare questo tipo di servizio,specialmente quando si parla dei bambini…
Quindi io vorrei che il signor Maroni,si impegni a far in modo che ci siano strutture più adeguate x i bambini,in ogni ospedale della città…..
Spero che con questo incontro si riescano ad evidenziare i problemi di noi mamme e delle famiglie!
Grazie Barbapapà,che mi hai permesso di collaborare a questo incontro!
A presto
Ho sbagliato presidente della regione!ho scritto Maroni!
Pardon!
Ciao Barbapapà,
do il mio contributo dicendo che , anche se sono fortunata ad avere nonni in sostegno, volendo mandare al nido la piccola ci sono file di anni.
Inoltre ho appena dovuto riprendere il lavoro(la piccola ha 8 mesi)perchè stare a casa col 30% dello stipendio ( e io ci sono stata 3 mesi perchè volevo ancora allattare) è davvero da fame!! Se fosse stato già del 70 % sarebbe stato diverso!!!
[...] ho paura che non si possa fare molto. Settimana prossima parteciperò ad un incontro proprio su Famiglia e Lavoro dove si parlerà della realtà di noi genitori ma…a questo punto non nutro molte [...]
[...] Venerdì mi ritroverò parlare del mio “essere padre” in un convegno sul tema “famiglia e lavoro”. [...]
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obbligo di concedere part time almeno fino allla fine della scuola elementare!!!!! Flessibilità di orario. Sono fortunata che abito in una zona dove i servizi funzionano molto bene (novara -scuole, asili nido) ma non avendo l’appoggio dei miei genitori che vivono all’estero, è difficile gestire le giornate. Cerco disperatamente da 2 anni un lavoro part time o orario ridotto (che potrei anche permettermi!) ma non esistono!!!