Il 7° Piano
3 dicembre 2008 · scritto da barbapapa
Il 7° piano è quello dove curano i bambini all’Istituto dei tumori di Milano. Ne sono venuto a conoscenza per caso, leggendo la rivista Style Piccoli. Ed ho pianto. Forse perchè anche mia madre un paio di anni fa era in cura da un dottore di quell’ospedale. Ma anche perchè il racconto del presidente della associazione Settimo Piano, Silvia Tedesco, è davvero struggente. Lo riporto: (racconto preso da www.settimopiano.com)
"Il 7° piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Pediatria. Ci sono arrivata con Simone di giovedì.
C’era già il suo nome scritto a pennarello su un cartoncino colorato sopra un letto che rifiutavo potesse essere suo. Con lo stesso pennarello su altri cartoncini a fiorellini c’è scritto “Isolamento”, stanno fuori dalle stanze. Mi sposto per far passare una carrozzina, non riesco a guardare il bimbo, attaccato ai fili della chemioterapia. Cerco di nasconderlo anche a Simone, che ha poco più di un anno e da qualche giorno un rene in meno.
Ora deve fase sei mesi di chemioterapia, mi dice l’oncologo. Gli chiedo se perderà i capelli, è una domanda stupida, e lui risponde sì. Un’assistente sociale mi spiega dov’è la lavatrice, la cucina, la sala giochi, il terrazzo e la tartaruga, a cui si prega di dare solo lattuga fresca. Voglio andare a casa, ho paura.
È difficile accettare che il 7° piano diventerà il nostro secondo domicilio. Ora viene l’infermiera, attacca Simone alla sua prima che mio, lui mangia una banana e mi sorride. Sopporta bene le cure, anche quando il tumore tornerà dopo un anno a un polmone, e ancora sarà operato e ancora che mio. Sono passati cinque anni da quel giovedì, ho fatto amicizia con la tartaruga, ho imparato a guardare i bimbi, a vivere al 7° piano e a capire le difficoltà, le frustrazioni dei giovani oncologi-ricercatori, che hanno scelto di occuparsi di bambini pur sapendo di non beneficiare di sovvenzioni istituzionali per i loro studi.
I tumori infantili sono classificati “tumori rari”, e anche le case farmaceutiche non hanno interesse a investire in medicinali per pochi pazienti. Ma i “piccoli numeri” esistono e sembrano grandi quando riempiono silenziosamente un piano d’ospedale dove vivono, studiano, giocano. Con i loro genitori che devono trovare alloggio a Milano, lasciare altri figli a casa, chiedere permessi al lavoro per seguire cure con tempistiche imprevedibili che possono durare mesi o anni.
L’Associazione 7° piano è nata per aiutare a rendere nota questa realtà, che non ha altro modo di progredire se non per iniziativa privata."
E’ una ingiustizia della vita che ci siano dei bambini costretti a vivere dentro un ospedale. A crescere nei corridoi.
Nel mio piccolo farò una donazione.
Mi sentirei male a non farla.
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Mi sembra il miglior regalo di Natale che si possa fare
Una volta ho letto “Dona un sorriso, anche se triste, perchè più triste di un sorriso triste è la tristezza di non saperlo donare!”.
Una donazione accresce più chi la fa che chi la riceve…..
Non ho una grande posizione economica, questo non mi permette di fare grandi donazioni, ma lavoro nel sociale da tanti anni e ho imparato a valorizzare i piccoli gesti… che spesso non si accompagnano ad una valutazione economica.
Quando ci siamo sposati io e mio marito abbiamo deciso di non fare bomboniere e abbiamo donato i soldi all’AIRC per la ricerca sul cancro.
Io dono il sangue, sono iscritta all’ASL come donatrice di organi, da qualche anno mi sono iscritta all’ADMO come donatrice di midollo osseo perchè ho visto il figlio di una mia amica malato di leucemia morire in attesa di un trapianto e farò certamente la donazione del cordone.
Credo che ognuno debba pensare, nel suo piccolo, agli altri… la lotta alle multinazionali farmaceutice è come la lotta tra Davide e Golia… ma ricordate chi ha vinto???
Donate mammine, anche un semplice sorriso. Vi abbraccio Virginia
pienamente d’accordo. Anche noi quando ci siamo sposati abbiamo fatto le bomboniere appoggiando la ricerca sul cancro. Piccole cose. Ma si possono fare.
Completamente e assolutamente d’accordo …. mentre leggevo avevo i brividi ….quanto è grande il dolore di quella mamma e di tutte le altre coinvolte in eventi tragici come questi …. io ho una cara amica che purtroppo ha avuto la stessa esperienza , è una grande donna dopo quella tragedia si è rafforzata la sua fede ed ha scritto una lettera x raccontare quello che ha vissuto affinchè potesse essere d’aiuto ad altre mamme se riesco oggi la pubblico sul blog…cmq tante piccole gocce d’acqua fanno il mare…
Un abbraccio liliana
sono stata per anni in cura alla LILT e sarò per sempre grata a tutti quelli che mi hanno curato.
le malattie sono brutte, ma sono ancora più atroci quando colpiscono i bambini. ho una cuginetta che soffre di una malattia rara. e assicuro che ti si strappa un pezzo di cuore ogni volta che la vedi o la senti parlare, o che vedi i suoi genitori che sanno benissimo che siccome la malattia è rara la ricerca non investe in qs tipo di malattie, e quindi le speranze di farcela sono sempre troppo poche.
ammiro il coraggio di qs genitori, e spesso mi dico che se succedesse a me mi butterei giù dal balcone per la disperazione.
barbapapà, hai ragione, poco è meglio di niente.
un abbraccio a tutti
tapas e mati
Ho i brividi.
[...] di quella mia cara amica di cui vi ho parlato ieri in un mio commento sull’art. riguardante il 7 piano, inserito da [...]
Ho i brividi dalla punta dei capelli a quella dei piedi… chi di noi si aspetterebbe mai che una cosa simile possa accadere?… eppure succede… continuamente intorno a noi, e l’unica via di scampo è la speranza di non passarci mai e lo struggente senso di impotenza di non poter comprendere fino in fondo ciò che provano i genitori che hanno bimbi così malati.
Un abbraccio a tutte e carezze a tutte le vostre pance e bimbi…
buongiorno
sono Silvia Tedesco, presidente dell’associazione 7°piano.
vedo ora questo sito e i vostri commenti e i brividi li ho io.
Per il vostro fermarvi a pensare, parlare.
Per aver compreso a fondo quello che pensate di non comprendere.
Vi ringrazio di cuore
Silvia Tedesco
Ciao Sivia! Quando puoi ci incontriamo? Perchè ho una idea che mi frulla per la testa e vorrei metterla in pratica!
A distanza di oltre un anno: Silvia non ti sei più fatta sentire, davvero triste…