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Mi chiamo: Francesca

Scrivo su questo blog dal: 2008-08-18 14:35:04

Su di me ti dico che: La Dott.ssa Francesca Saccà è una psicologa che esercita privatamente a Roma la libera professione ed è iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio (n. iscrizione 13754). Conseguita la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità c/o l’Università La Sapienza di Roma nel Dicembre 2000, ha svolto il tirocinio post lauream presso L’Associazione Italiana di Sessuologia Clinica di Roma dove si è occupata della gestione e conduzione di seminari rivolti al pubblico, attività di ricerca ed è stata coinvolta nella progettazione ed erogazione del servizio telefonico di consulenza, informazione, orientamento e supporto psicologico e sessuologico denominato SOS PSICOLOGIA. Nel Settembre 2002 ha iniziato a lavorare presso la RAI Rai Radiotelevisione Italiana nell’ambito della programmazione per ragazzi. Dal 2005 collabora, in qualità di consulente per siti web, con Rai Educational. Scrive inoltre per le riviste romane “Rai Fly” e “Familiaria” dove è rispettivamente curatrice delle rubriche “La pagina della Psicologa” e “Relazioni di Famiglia”. Gestisce un blog personale dal titolo “Psicologo in famiglia” il cui obiettivo è avvicinare la famiglia e i singoli componenti di essa alla conoscenza della psicologia al fine di individuare in essa un valido strumento d’aiuto per il benessere del gruppo famiglia e degli individui che lo compongono. Riceve su appuntamento presso il suo studio sito in Via Magliano Sabina n. 68, c.a.p.00199, Roma

Leggi tutti i miei post:



    Mamma e papà si separano: le reazioni più comuni al divorzio

    4 marzo, 2009

    Le reazioni dei figli al divorzio dei loro genitori cambiano a seconda della loro età:

    • 0-2 anni: gli studi ancora non ci hanno offerto molti risultati  circa gli effetti del divorzio su bambini di età inferiore ai due anni.
    • 3-5 anni: i bambini dai 3 ai 5 anni sono generalmente spaventati e manifestano comportamenti aggressivi, molto spesso si dimostrano confusi riguardo a ciò che sta accadendo.I bambini nell’età prescolare possono essere meno fantasiosi e cooperativi nei loro giochi; possono spendere più tempo giocando da soli che Leggi tutto

    Le regole per imparare a giocare con i propri figli

    20 febbraio, 2009

    Quale è il ruolo dei genitori nei confronti del gioco dei figli?

    Secondo lo psicologo dell’età evolutiva B. Bettelheim (1987) esistono delle preziose "regole" che i genitori possono seguire al fine di condividere con i propri figli il momento del gioco valorizzandone i percorsi fantastici , creativi e di apprendimento:

    - I genitori devono cercare di creare un ambiente favorevole al gioco: il bambino ha bisogno di Leggi tutto

    Stasera ti racconto una favola…

    29 gennaio, 2009

    libro delle favoleIl momento in cui un genitore racconta una favola al proprio figlio è importante e necessario nella fase della crescita del piccolo. E’ per questo che va gestito con attenzione ma anche con naturalezza e fantasia.

    Spesso i genitori si preoccupano di ricordare con precisione tutti dettagli delle fiabe più famose ma sono altri gli elementi importanti che rendono prezioso questo momento.

    Innanzitutto è bene tener conto delle richieste del bambino, dei suoi vissuti e delle sue attitudini: per il principio delle differenze individuali ciò che va bene per un bambino può non andar bene per un altro. Leggi tutto

    Quando a casa arriva un cucciolo…

    17 gennaio, 2009

    cani in casaSono numerose le ricerche che dimostrano quanto sia importante per i bambini convivere con un animale domestico: il rapporto tra bimbi e cuccioli infatti aiuta i più piccoli a costruire un buon rapporto con se stessi, con gli altri e con l’ambiente circostante. La relazione con l’animale, la possibilità di prendersi cura di lui portandolo a spasso o provvedendo ai suoi bisogni, permetterà poi al bambino di essere più responsabile e di crescere.

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    Piccole pesti: come gestire le esplosioni di rabbia dei nostri piccoli

    1 gennaio, 2009

    Le esplosioni di rabbia nei bambini sono del tutto naturali; il più delle volte il problema è dei genitori che non sanno come reagire di fronte a tali manifestazioni.

    Gli adulti infatti non sono abituati all’espressione spontanea delle emozioni.

    Insieme alla gioia e al dolore la rabbia è una delle emozioni più istintive e i genitori devono imparare a gestirla sin da quando i bambini sono molto piccoli e, soprattutto, insegnare ai loro figli a controllare la frustrazione.

    E’ bene che di fronte a manifestazioni aggressive dei piccoli Leggi tutto

    Genitori e “Nonni-Sitter”

    6 dicembre, 2008

    In una famiglia non sempre si ha la possibilità di riferirsi ai nonni per farsi aiutare nella gestione dei piccoli e quando ciò avviene è bene sfruttare al meglio questa preziosa "risorsa" .

    I genitori spesso, prima di affidare i loro figli ai nonni, si interrogano se questi rispetteranno le loro indicazioni, se interferiranno nell’educazione del bambino, se li criticheranno, se si comporteranno col bambino come si sono comportati con i figli, etc.

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    I bambini e i sogni

    28 novembre, 2008

    I bambini sognano sin dai primi giorni di vita ma poichè fino all’età di 2 anni non sono in grado di raccontare verbalmente i loro sogni, ai genitori può sembrare che non sognino affatto.

    Nei bambini molto piccoli i sogni sono di tipo prettamente "fisiologico" e "percettivo", (rielaborano sensazioni di fame, sete, freddo etc.).

    Il contenuto dei sogni cambia progressivamente in funzione dello sviluppo cognitivo del piccolo: a partire dai 4/5 anni i bambini iniziano a raccontare quello che accade nei  loro sogni, ma solo tra i 6 e gli 8 anni i sogni diventeranno più elaborati ed acquisteranno il significato "simbolico" tipico del sogno degli adulti. Leggi tutto

    Perché nasce la rivalità tra mamma e baby-sitter?

    18 novembre, 2008

    babysitterE’ assolutamente naturale che una mamma provi gelosia nei confronti di un’altra donna che si sostituisce a lei durante il giorno nelle cure del suo bambino. Spesso la mamma prova tali sentimenti proprio perché si sente in colpa nel lasciare il piccolo (o la piccola) per tante ore da solo con una figura "estranea".

    Ma può accadere anche il contrario: ossia che la baby-sitter provi sentimenti di rivalità con la mamma. Come è possibile? Leggi tutto

    Quando il bimbo fa la pipì a letto

    11 novembre, 2008

    pipì a lettoIl rilascio involontario di pipì, che tecnicamente definiamo "enuresi", è un fastidio che colpisce molti bambini e preoccupa i genitori. Questo disturbo solitamente scompare verso i cinque-sei anni di età ma quando si protrae nel tempo è bene rivolgersi ad un pediatra, che opererà un’analisi sulla situazione e indirizzerà i genitori verso la soluzione del problema.

    Ci sono molti casi in cui possiamo parlare di

     

    "enuresi secondaria" ossia influenzata da fattori di tipo relazionale o emotivo. I genitori possono capire quando si tratta di enuresi secondaria poichè solitamente il bambino è in grado di trattenere la pipì ma, in relazione a qualche evento, riprende a bagnare il letto.Cambiamenti di vita, piccoli traumi, conflitti nell’ambito familiare: questi gli eventi più frequenti che possono dar luogo a questo disturbo.

    Ci sono  dei piccoli accorgimenti che i genitori possono provare ad adottare per risolvere da soli il problema, tra questi quello di non rimproverare i bambini, anzi, rassicurarli sulla normalità del problema; non fare bere al piccolo troppa acqua prima di andare a dormire, se necessario accompagnarlo al bagno durante la notte, coinvolgerlo al momento del cambio delle lenzuola o del pigiamino tranquillizzandolo che non è accaduto nulla di drammatico.

    Se il problema è particolarmente  frequente, persistente e comporta notevole disagio al piccolo così come ai suoi genitori, questi possono rivolgersi ad uno psicologo che li aiuterà a capire l’origine del problema e soprattutto ad individuarne le modalità più efficaci di risoluzione.

    Dott.ssa Francesca Saccà
    http://psicologoinfamiglia.myblog.it

    L’importanza del momento dell’allattamento per la mamma e il suo bambino

    4 novembre, 2008

     

    Il periodo dell’allattamento è una tappa cruciale nello sviluppo infantile; il momento del pasto è infatti per il piccolo la prima occasione di scambio con il mondo esterno e la qualità dell’interazione tra mamma e bambino durante questa fase è determinante nel gettare le basi per una modalità di attaccamento sicuro nel bambino.

    Il contatto fisico, lo sguardo, gli odori e i suoni che accompagnano il “tempo dell’allattamento” sono molto importanti per i bambini in quanto questi registrano, fin da piccolissimi, tutte le sensazioni provate.

    E’ quindi fondamentale che questo momento venga vissuto da mamma e bambino con la massima serenità.

    Alcuni utili accorgimenti al riguardo Leggi tutto

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