Mi chiamo: Maddalena
Scrivo su questo blog dal: 2008-04-28 20:45:12
Su di me ti dico che: Sono Maddalena, una quasi mamma di 28 anni. mancano meno di 3 mesi al lancio e ancora non si sa chi ha deciso di occupare la mia pancia. Maschio o Femmina? sa Signora, questa creatura si nasconde, è un pò timida. Sembra femmina cmq, sembra Ginevra. Il quasi-papà si chiama Ivan, ha 37 anni, e non vede l'ora di avere in braccio la sua creatura. Ginevra o William che sia.
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Pancia all’aria
18 luglio, 2008
Da che ricordo, la mia adolescenza è sempre stata caratterizzata dal problema della lunghezza di maglie, canotte e qualsiasi altro tipo di vestiario per la parte superiore del corpo.
Sono molto alta e al molto alta si aggiunge una lunghezza della vita esagerata rispetto alla mia solita magrezza (di cui oramai ho un ricordo lontano essendo ingrassata di buoni e suonati 10 kg).
Nessuna maglia, nessuna canotta, nessuna camicia è mai riuscita a coprirmi per bene la panza! figurativi poi l’avvento dei pantaloni a vita bassa quello che ha provocato nel mio modo di vestire. Leggi tutto
3 mesi al lancio
7 luglio, 2008
Questa piccola sorpresa che mi cresce dentro alla pancia non dorme mai.
Mi tiene compagnia con i suoi calci quando mi sveglio, mentre lavoro, durante il pranzo, la sera quando esco con il quasi-papà e anche mentre tento di dormire.
E ancora il quasi-papà si lamenta quando invece di scalciare, la piccola si muove dolcemente. Leggi tutto
Colpi bassi
26 giugno, 2008
Io sto bene, lo continuo a ripetere a tutti.
A parte questa pancia che cresce e non mi lascia dormire nelle posizioni che preferisco,
a parte il caldo che sfianca e mi fa sudare come una pazza.
A parte la cellulite sulle mie ex-gambe sceletriche
I cambiamenti nella mia vita sono stati pochi e tutti positivi.
Io sto bene, non ho nulla che non vada, ho la forza di un toro e
la voglia di fare di sempre.
Ma.. Leggi tutto
Ginevra chiama Italia
17 giugno, 2008
La piccola Ginevra avrà una mamma fuori di testa
di quelle che quando gioca l’Italia non parla per 90 minuti più recupero
di quelle che piangono per una sconfitta tanto quanto per una vittoria
di quelle che passano tutto il giorno prima della partita con la pelle d’oca per l’agitazione
di quelle che se il papà l’avessa lasciata avrebbe chiamata Ginevra Azzurra
di quelle che si consolano pensando che Ginevra->Svizzera->Europeri->Italia
La mamma di Ginevra è sulle spine da più di due settimane
con dei livelli di agitazione e adrenalina che solo lei giudica ‘normali’
La piccola Ginevra, dal canto suo, se ne frega.
Continua a crescere, dormire e giocare nella pancia di questa pazza senza fare una piega.
Sembra che del destino dell’Italia a lei non importi molto.
Per adesso la cosa può anche passare
ma quando nasce, bisognerà che gli faccio un bel discorsetto…
non vorrei mai mi uscisse francese.
Maddy
Una futura di ballerina…
5 giugno, 2008
La mia piccola Ginevra ha oramai preso la mia pancia per un parcogiochi.
La sera, dopo lavoro, sdraiata sul divano, è come essere davanti al gioco delle talpine..
non sai mai da dove sbucherà una gamba, un piede, un culetto..
comunque sei sicura che sbucherà.
Il quasi-papà chiede ad ogni ora del giorno
conferma dei movimenti della piccola.
Avevo pensato di stufarlo mandandogli un sms ad ogni colpo ma.. mi sono stufata prima io
al n. 100 nel giro di 2 ore.
Alla fine gli ho scritto un ultimo sms: “Amore.. sono incinta di una futura ballerina…”
risposta: “.. speriamo almeno non di Lap Dance…”
Maddy
Morfologicamente …
27 maggio, 2008
Ieri mattina, finalmente, abbiamo fatto la morfologica.
L’agitazione e la paura era altissima… tutte quelle cose da controllare, tutti quei problemi che si potevano presentare.
Ed invece, uno a uno i problemi sono stati scongiurati
e le cose controllate
con fatica, perchè nella mia pancia..
come sempre..
qualcuno ballava il cha cha cha
in 10 minuti ha fatto almeno 2 rotazione complete su stesso (tanto per farvi capire)
e la ginecologa ha dovuto corrergli dietro per tutto il tempo
sembrava una trottola impazzita
e tutto questo movimento,
di cui io ero gia a conoscenza da un bel pò,
non ha fatto altro che rendere molto orgogliosi la futura mamma e il futuro papà.
Poi sapere che forse (ma forse è..)
quella che ho in pancia è Ginevra (ma forse forse.. mica si può essere sicuri ovviamente il cordone ombelicale era li bello in mezzo)
mi ha reso 1000 volte più felice
ed ora mi sento un pixel più mamma…
morfologicamente parlando.
Maddy
Sarò rosa o Piccolo Principe?
12 maggio, 2008
C’erano sempre stati sul pianeta del piccolo principe dei fiori molto semplici, ornati di una sola raggiera di petali, che non tenevano posto e non disturbavano nessuno.
Apparivano un mattino nell’erba e si spegnevano la sera.
Ma questo era spuntato un giorno, da un seme venuto chissa’ da dove, e il piccolo principe aveva sorvegliato da vicino questo ramoscello che non assomigliava a nessun altro ramoscello.
Poteva essere una nuova specie di baobab.
Ma l’arbusto cesso’ presto di crescere e comincio’ a preparare un fiore.
Il piccolo principe che assisteva alla formazione di un bocciolo enorme, sentiva che ne sarebbe uscita un’apparizione miracolosa, ma il fiore non smetteva piu’ di prepararsi ad essere bello, al riparo della sua camera verde.
Sceglieva con cura i suoi colori, si vestiva lentamente, aggiustava i suoi petali ad uno ad uno.
Non voleva uscire sgualcito come un papavero.
Non voleva apparire che nel pieno splendore della sua bellezza.
Eh, si, c’era una gran civetteria in tutto questo!
La sua misteriosa toeletta era durata giorni e giorni.
E poi, ecco che un mattino, proprio all’ora del levar del sole, si era mostrato.
E lui, che aveva lavorato con tanta precisione, disse sbadigliando:
“Ah! mi sveglio ora. Ti chiedo scusa… sono ancora tutto spettinato…”
Il piccolo principe allora non pote’ frenare la sua ammirazione:
“Come sei bello !”
Quello che ho dentro
8 maggio, 2008
quello che ho dentro è una rabbia incontenibile per l’angoscia con cui apro
le mie analisi,
per la paura di tutte le cose storte che potrebbero accadere
ad un esserino che ancora non conosco
di cui non so nulla
che non posso giudicare, ammirare, criticare …
che non posso conoscere
L’angoscia allo stato puro che mi blocca le azioni
quando mi trovo sull’orlo di sapere se c’è qualcosa che non va
ma senza poter veramente sapere se tutto va bene
Quello che ho dentro, è la consapevolezza
che da adesso in poi
questa paura sarà sempre con me
per sempre
Che qualsiasi via, vita, strada e scelta prenderà questo esserino
che ancora non conosco
porterà per me paura, speranza, attesa
una maree di sensazione che solo
i miei genitori
fratelli
migliori amici
e unico amore
mi regalano
persone però che ho imparato a conoscere con il tempo,
che in alcuni casi ho scelto
con cui ho vissuto e condiviso.
Quest’esserino ancora non esiste
e gia mi dà e prende tutto questo…
cosa accadrà quando finalmente lo vedrò
vero e concreto
tra le braccia del mio
quasi-papà?
Maddy
Questo non è mio
7 maggio, 2008
Ma mi ha fatto ridere e piangere quindi lo regalo anche a voi… lasciando il link del blog in cui l’ho letto….
Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona,protagonista dei romanzi di Alicia Gimenez Bartlett, è
la donna che tutte noi, prima o poi, abbiamo recitato con soddisfazione.
Preparata e sicura nel lavoro, insofferente rispetto ai riti sociali e mondani, ribelle, intuitiva, competente, rude,
ironica, severa. Petra fatica a rinunciare all’indipendenza e alle abitudini da single-perciò continua a vivere da sola,
anche a costo di arrivare a casa la sera, prepararsi una zuppa Knorr da uno e mangiarsela in silenzio, fagiolo
dopo fagiolo.
“Petra” è una che basta darle il là e lei prende e parte, per una nuova inchiesta o una nuova avventura. E’ una
che gli uomini li seduce e li innamora, così, in una sera d’autunno, solo muovendo la piega della gonna. Petra
è anche sensibile, leggera, idealista, sognatrice e “delicada” – ma solo quando le va.
Petra, prima o poi, troverà un compagno. Prima o poi, magari, farà dei figli. Just in case, B l’aspetta al varco.
Muteranno le tue priorità, i tuoi gusti, le tue inclinazioni.
Non sarai più una double-face, poichè la parte Delicado
prenderà drammaticamente sopravvento su quell’altra.
Tu farai le vocine “cucù ciciùp” per far ridere un poppante
e ti scioglierai come burro nel sentire un nanetto travestito
da pirata che ti chiama “la mia mamma”. Tu diventerai una
rammollita in pantaloni d’ordinanza e rigurgito sulla spalla
sinistra, e ti sentirai intrigante come un piatto di ravioli.
Tu cercherai di mantenere uno straccio di equilibrio tra
l’impenitente single che eri e tutto quello che “poi” hai scelto
di essere.Tu sarai divisa, maledettamente divisa, ma forse
più piena e più felice. Io te lo auguro, cara Petra-Delicado,
perché tu mi fai parecchia simpatia.
da http://www.mammaepoi.splinder.com/
Quello che le coppie non dicono…
5 maggio, 2008
Quando una coppia aspetta un bambino,
anche se è il primo e soprattutto
se è insieme da piu di 7 anni,
nel bene e nel male ognuno dei componenti pensa di
conoscere cosa l’altro pensa di lui (o lei).
Poi arriva il momento del speriamo che sia come…
e, finalmente, si capisce cosa l’altro pensa veramente di te…
“Speriamo che abbia il mio carattere… che tu sei permaloso e non sai perdere”
“Speriamo invece che non prenda le tue gambe storte e la tua acidità”
Frasi banali che possono portare a enormi litigi…
“Speriamo sia come me! Allegro, simpatico pieno di vita…”
“Ma va… piuttosto come me… concreto, intelligente, tollerante aperto alle nuove cose!”
“Beh, di bellezza mi aspetto che prenda da me… tu sei troppo magra…”
“Cosa?”
“E poi hai le gambe storte”
“Scusa? vogliamo parlare della tua pancia immensa o del tuo naso storto?”
“e i capelli… speriamo siano i miei… ricci e scuri…”
“ma sei hai in testa un cespuglio incolto… ma non cè proprio nulla che vorresti prendesse da me?”
“Si certo amore…”
“Ah si? e cosa?”
“Il buon gusto nel scegliersi il compagno e (se è una femmina) le tette ….”
“…”
“…”
Maddy
