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Sovrappeso in Gravidanza: Il pericolo è dietro l’angolo

22 maggio, 2012

Dalla comparazione di più di quaranta studi ai quali hanno partecipato complessivamente quasi ottomila donne è stata evidenziata l’importanza di tenere una dieta sana durante la gestazione.

Non si tratta solo di mangiare bene, il discorso è ben più ampio e comprende il non ingrassare oltremodo e tenere un regime calorico adeguato al proprio stato.

Quindi, non si tratta solo di mangiare alimenti salutari e bilanciati ma anche di nutrirsi nel modo giusto così da evitare possibili complicazioni sia per la mamma sia per il bambino.

Il sovrappeso in gravidanza può infatti portare a gravissime conseguenze come il diabete gestazionale, probemi durante il parto, la nascita di bambini prematuri o ancora peggio una patologia che si manifesta dopo la ventesima settimana di attesa chiamata preclampsia che è l’aumento improvviso della pressione arteriosa.

Questi problemi, in paesi come gli Stati Uniti e l’Inghilterra dove il numero delle madri obese è molto alto sono costantemente monitorati perché i casi sono in aumento.

Questo dovrebbe spingere i dottori ad informare e controllare le proprie pazienti nel migliore dei modi, rendendole consapevoli dei rischi nei quali incorrono assumendo comportamenti alimentari scorretti.

Esistono ancora persone in tutto il mondo che sono fermamente convinte che durante la gravidanza bisogna mangiare per due, addirittura anni fa le madri un po inappetenti venivano quasi forzate a nutrirsi più del normale.

Con il tempo si è capito che questa credenza era sbagliata. Ad una futura madre basta infatti con l’aiuto del proprio dietologo o ginecologo rivedere l’alimentazione prestando attenzione alle regole igienico alimentari che gli vengono prospettate.

L’equazione appare quindi semplice: mangiare sano per avere figli più sani, anche se poi nell’atto pratico come ben sapete non è così semplice. E voi, avete fatto molta fatica a non salire di peso e a mangiare in maniera salutare durante la gravidanza? Avete trucchi o suggerimenti per non aumentare di peso se non il giusto?

 

Inquinamento atmosferico in gravidanza: Può peggiorare le crisi d’asma dei vostri figli

21 maggio, 2012

Un nuovo studio che sarà presentato a breve all’American Thoracic Society di San Francesco mette in strettissima correlazione l’inquinamento atmosferico e le crisi d’asma nei nostri figli.

Dai dati rilevati sembrerebbe che i bambini affetti da asma che in grembo materno sono stati esposti ad inquinamento atmosferico abbiano crisi peggiori e ben più violente degli altri. Lo stesso principio abbiamo visto era applicabile anche per il fumo di sigaretta ma a quanto pare l’inquinamento gioca un ruolo di primo piano nella salute del nostro piccolo.

É vero anche però che una futura mamma non si può chiudere in casa e restarci per nove mesi per assicurarsi, nel caso in cui ci sia predisposizione all’asma in famiglia che suo figlio nasca sano e con i bronchi perfettamente funzionanti.

Ma d’altra parte è anche vero che mentre per il fumo passivo o per il fumo attivo, ad esempio, possiamo trovare un rimedio, per l’inquinamento ambientale purtroppo non è ancora stato possibile far nulla.

Durante la gestazione, se si ha davvero così tanta paura, si possono indossare mascherine anti smog ma potrebbe diventare un problema fare la strada per andare fino al supermercato o dal ginecologo per una visita di controllo se si vive nel panico da inquinamento.

Pertanto, questo studio non ci dovrebbe allarmare, semplicemente dovremmo prenderlo come un dato di fatto e quando ci è possibile quindi, cercare di frequentare ambienti salubri e con aria pulita e fare sempre, se le condizioni di salute lo permettono, tante passeggiate a piedi nel verde.

Grazie a queste osservazioni scientifiche quindi, si dovrebbe anche spingere a riflettere ogni futura madre sulla necessità di educare i propri figli a vivere in un mondo più ecologico dove ci sia aria più pulita ma non deve in alcun modo spaventare, perché, per quanto noi possiamo cercare di evitare l’inquinamento atmosferico per nostra sfortuna ci siamo sempre perennemente in contatto che lo vogliamo oppure no.

E voi, cosa ne pensate? Come vi comportereste per evitare di inalare grandi quantità di smog?

Charlize Theron: Splendida mamma ci presenta Jackson

19 maggio, 2012

A marzo di quest’anno Charlize Theron l’attrice Sud Africana premio Oscar ha adottato un bimbo, il suo nome è Jackson e le ha decisamente cambiato la vita.

É sempre stupenda la neo mamma e si racconta stupita ad un giornale Americano di nome E! News. Spiega come il piccolo Jackson l’ha illuminata e riempita di gioia, dice non aver mai provato un amore così grande per nessuno e fa fatica a ricordarsi con precisione la sua vita prima, come se fosse iniziata con l’arrivo di suo figlio che per lei è diventato semplicemente la sua unica ragione di esistere.

Anche ora che sta girando il film Hancock, il bambino è venuto con lei e la madre dell’attrice tra una ripresa e l’altra la aiuta tenendoglielo e curandoglielo di modo che suo figlio non si senta mai abbandonato e solo e Charlize possa continuare a lavorare.

Inoltre, sembra che eliminare il tacco dopo la nascita o l’adozione di un bambino sia molto di moda per le star di Hollywood dal momento che anche Charlize famosa per non rinunciare mai ai tacchi in nessuna occasione è stata pizzicata a passeggio con Jacks in sneakers arancioni.

Un bel cambio di stile per una delle donne più sexy del mondo e ricordata per pubblicità decisamente provocanti.

Per la festa della mamma ha inoltre deciso di far indossare lo smoking al suo piccino e di portarlo a cena fuori per celebrare lei certo, ma anche per festeggiare lui ed il suo arrivo nella sua vita. Racconta la serata dicendo che si è divertita spendendo il suo tempo con lui e che hanno celebrato questa festività nel migliore dei modi.

Dopo circa due mesi quindi l’attrice ha rotto il silenzio sull’adozione del bimbo e ha finalmente iniziato a raccontare qualcosa anche ai giornali.

Noi siamo davvero immensamente felici per lei e sopratutto dalle sue parole e da come lo accudisce traspare davvero una gioia immensa e un istinto materno molto pronunciato. E voi cosa ne pensate?

Bambini autistici: La scienza sta facendo passi avanti

18 maggio, 2012

Recentemente, negli Stati Uniti sono stati presentati alcuni dati che darebbero all’autismo una parvenza di ereditarietà.

Detto così suona assolutamente illogico me ne rendo conto, per chi conosce un po questo disordine sa benissimo che non è mai stato rivelato un gene o un cromosoma responsabile della malattia autistica, di conseguenza parlare di ereditarietà è errato ma è molto più corretto che parlare di genetica; ad ogni modo, per farvi capire meglio è giusto che vi spieghi come si è svolto lo studio.

In famiglie aventi due o più figli di cui uno con autismo, sono stati prelevati alcuni campioni di saliva sui bambini a partire dai sei mesi d’età e sono stati analizzati. É risultato quindi, che l’autismo potrebbe essere causato da un particolare modo in cui si combinano i geni questo almeno, è quanto è stato rilevato nei bambini che hanno fratelli affetti da autismo.

Questo studio ad ogni modo non può e non deve essere considerato ancora una regola dal momento che gli esami sui campioni di DNA estratto dalla saliva stanno continuando.

Non sempre infatti la correlazione si è evidenziata veritiera, bambini e bambine che sembrava avrebbero sviluppato la patologia entro l’anno sono risultati poi essere completamente sani e senza nessun sintomo evidente del disordine, ne porterebbero quindi solo una traccia nell’ordine dei geni.

Questi studi tutt’ora in corso sono molto incoraggianti anche perché in questo modo si è potuto prendere in esame anche il soggetto autistico e fare una valutazione più accurata dei rischi che potrebbero esserci per i suoi fratelli.

Anche se i campioni di DNA vengono prelevati nei primi sei mesi ed esaminati immediatamente i bambini che hanno prestato la loro saliva alla scienza continueranno fino ad un anno di vita ad essere osservati.

La sperimentazione in America è aperta a tutte le famiglie con almeno un caso di autismo o con un sospetto caso non ancora accertato. Possono, pagando una cifra parecchio alta, chiedere l’esame del DNA e il controllo del neonato fino all’anno di vita quando ormai i sintomi di autismo dovrebbero iniziare a diventare evidenti.

 

Il segreto per far mangiare la verdura ai bambini? dargli tanta acqua!

17 maggio, 2012

In tutto il mondo, dalla bocca di ogni madre, in qualsiasi lingua venga pronunciata la lamentela è sempre la stessa: Mio figlio mangia poca verdura o non ne mangia affatto. E la richiesta è sempre una, quella di suggerimenti o trucchetti per far si che il piccino la mangi.

Non è per generalizzare dal momento che esistono anche tanti bambini che amano i vegetali, ma non si sa per quale motivo in generale i più piccoli sono restii a nutrirsi di verdura specialmente a foglia verde.

Non occorre ricordarvi quanto sia comunque importante introdurli quotidianamente nell’alimentazione per un discorso sia di benessere fisico che di completamento della dieta.

Alcuni ricercatori americani avrebbero scoperto il trucco per incentivare i bimbi a mangiare più verdura.

Sembra che togliendogli bevande zuccherine o diverse dall’acqua durante i pasti la risposta del bambino sia migliore nei confronti dei vegetali prima snobbati.

Oltre a subire un taglio di calorie che si potrebbe definire solo salutare dal momento che potrebbe prevenire in futuro l’obesità, l’abitudine di dare tanta acqua ai propri figli sembra che li spinga verso la verdura piuttosto che altri tipi di cibi.

Se quindi il vostro piccolo ha difficoltà ad approcciarsi con i vegetali, prima di correre ai ripari allarmandovi, provate questo tipo di strada. Bere in ogni caso fa bene all’organismo e aiuta anche l’intestino a funzionare meglio nel caso serva un piccolo aiutino.

Inoltre, almeno negli Stati Uniti questo studio potrebbe, come ogni cosa a modo suo, aiutare a fronteggiare il problema dell’obesità dando ai più piccoli una visione sicuramente più sana e salutare del cibo e delle bevande che possono consumare durante il giorno.

E voi ed i vostri bambini? Che rapporto avete con i vegetali? Ci sono trucchi o suggerimenti che vorreste condividere con le mamma in difficoltà?

Madri Obese e bambini obesi, esiste una strette correlazione

16 maggio, 2012

L’obesità pare possa essere ereditaria, in particolare uno studio ha evidenziato una correlazione stretta tra l’obesità di una donna incinita ed il sovrappeso del bambino.

É stato rilevato che i figli nati da donne gravemente in sovrappeso durante la gestazione hanno avuto nel corso della loro vita ed in età adulta maggiori problemi di linea rispetto ai figli nati da donne che durante la gravidanza sono rimaste in normopeso.

É stato evidenziato inoltre che i figli di madri obese hanno avuto in età adulta maggiori problemi cardiaci e di colesterolo.

Essere in sovrappeso inoltre espone la madre ad un maggior rischio di diabete gestazionale e di parto cesareo a causa delle grosse dimensioni che potrebbe avere il bambino, mentre al feto può causare problemi quali labbro leporino e il piede storto in casi meno gravi, perché in quelli più estremi si può arrivare anche alla morte.

In Inghilterra dove il problema dell’obesità è particolarmente grave, si inizia addirittura a trattare i bambini con farmaci anti obesità già in grembo. Perdonate la mia considerazione ma sarebbe forse preferibile educare le future madri ad uno stile di vita sano così che una volta nato il bambino possa apprendere abitudini alimentari corrette e arginare i potenziali problemi genetici derivati dall’obesità materna che se non è stata curata prima della gravidanza lo potrà essere almeno dopo.

Questo studio è stato effettuato esaminando persone ormai adulte nate in Israele negli anni settanta e ha messo in luce una correlazione genetica tra il sovrappeso della madre e quello del figlio.

Naturalmente, non è giusto fare di tutte le erbe un fascio. L’obesità è comunque una malattia e come tale va trattata e quando possibile prevenuta specialmente se a farne le spese potrebbero essere i nostri figli. Fare quindi informazione ed educare le future madri ad una alimentazione corretta è il primo passo per ridurre un problema che in molte parte del mondo è veramente serio e potrebbe in futuro compromettere molte vite.

 

Fumare in gravidanza: Le peggiori crisi d’asma del vostro bambino

15 maggio, 2012

I bambini le cui madri hanno fumato in gravidanza corrono il rischio di avere maggiori problemi nella gestione degli attacchi d’asma, almeno questo è ciò che rivela uno studio americano.

Come considerazione personale, posso dire che fumare fa male a prescindere dallo stato interessante, e sapere che si danneggerà non solo la nostra persona ma anche la la vita che noi portiamo in grembo dovrebbe spingerci a riflettere, quindi, come suggeriscono i medici se pianificate un figlio smettete di fumare o se vi rendete conto di essere incinta fate altrettanto.

Lo studio americano, dopo aver preso in analisi diversi campioni di bambini rivela che quelli che hanno avuto madri che durante la gravidanza fumavano, sviluppano una predisposizione ad avere l’asma e altri problemi polmonari anche se il fumo che noi gli facciamo assumere non passa direttamente da noi a loro.

Ma se non sviluppano subito l’asma, non significa che potrebbero averla in età più avanzata e li, nasceranno ulteriori primi problemi di controllo della patologia. Non è ancora scientificamente provato che in età non neonatale il rapporto tra asma e controllo dell’attacco sia strettamente correlato al tabagismo materno ma dai 2500 campioni di bambini presi in esame sino ad ora emerge proprio questo.

Inoltre, come ben saprete, il fumo può causare malformazioni fetali e altri scompensi gravi al nascituro.

Questo studio però, non evidenzia in alcun modo che il fumo prenatale possa dare luogo ad un peggioramento della condizione asmatica nel corso degli anni anche se, esperimenti su alcuni particolari tipi di animali condurrebbero proprio a questa conclusione.

Se durante la gravidanza e l’allattamento avete smesso di fumare ma state pianificando di ricominciare o lo avete già fatto, sappiate che il fumo passivo sul bambino può avere effetti altrettanto gravi. Quindi, resta importante quando possibile proteggere il proprio bambino dal fumo di sigaretta vostro e di chi gli sta intorno.

Non serve ricordarvi quanto faccia male fumare ed i danni che questo malefico vizio causa.

Però, potrei chiedervi, se voi ce la fareste o ce l’avete fatta a rinunciare alla sigaretta per tutta la vita per amore del vostro piccolo? Fatemi sapere.

 

Tanti auguri Mamma: Beyoncè dice la sua

14 maggio, 2012

Vorrei aprire questo post facendo gli auguri a tutte le mamme d’Italia e raccontarvi, come una moderna mamma d’America ha festeggiato la sua.

La maternità ha davvero cambiato la pop star Beyoncè, che ha messo il suo cuore ed i suoi sentimenti nelle mani della rete.

A quanto pare, la cantante non si è accorta di tutti i sacrifici che sua madre Tina ha fatto per lei sino alla nascita della sua bimba Blue Ivy.

Sul suo sito, fa dunque sapere quanto amore provi per la donna che l’ha concepita e ha anche spiegato che ora più che mai capisce pienamente cosa voglia dire essere madre.

La lettera è stata pubblicata grazie ad una foto fatta al bigliettino originale che è assolutamente toccante e molto commuovente ma non perché contiene parole particolari o pensieri rivelatori.

Ciò che sorprende e lascia di stucco è la semplicità e l’immediatezza delle frasi che ha usato per dichiarare amore alla donna che l’ha messa al mondo.

Quello che non riesco a capire però, è il fatto che la pop star abbia dovuto diventare madre per riuscire a vedere i sacrifici e gli sforzi che sono stati fatti per lei.

Ma, affinché possiate capire anche voi cosa intendo dire, vi vorrei riportare (tradotto) il contenuto del messaggio:

A mamma, auguri miss T da miss B,

Tutto ciò che sono lo devo a te, tu sei la prima voce che ha cantato per me, e ogni volta mi spingevi ad essere migliore, mi hai insegnato ad essere fedele a me stessa e a ciò che amo, quando ti guardo negli occhi sono così orgogliosa, ora che sono madre, ho davvero realizzato tutti i sacrifici che hai fatto per noi, il mio amore per te va oltre tutte le parole che potrei dire.

Buona festa della mamma, con amore Beyoncé”

Comunque, è innegabile, seppur semplici, queste poche parole scritte con il cuore in mano fanno davvero scendere una lacrimuccia, e per voi, come è stata questa festa della mamma? L’avete trascorsa bene?

Incubatrice bambini: migliorerà il contatto madre e figlio

12 maggio, 2012

Avere il proprio bambino rilegato in un incubatrice è un’esperienza traumatica per la madre e per il piccolo, specialmente se avviene al primo figlio può diventare molto difficile gestire ed accettare la cosa anche se, bisogna ammettere non è facile nemmeno dopo aver avuto tanti bambini.

Fortunatamente, anche se non è ancora disponibile negli ospedali è in sperimentazione macchinario chiamato Baby Bloom.

Si tratta di una vera e propria incubatrice silenziosissima che permette alla madre di stare a contatto con il proprio bambino e alle infermiere, in caso di necessità di poter intervenire sul piccolo paziente.

La rivoluzionaria macchina ha un aspetto molto simile ad un grosso trasportino quando è chiusa. Nel momento però in cui vengono sollevate le due ali laterali che servono principalmente per poter ricreare delle condizioni di benessere per il neonato, ne capiamo pienamente il funzionamento.

Baby Bloom monta infatti quattro fori, due per lato dove possono essere inserite le mani e le braccia della madre indispensabili per creare un legame con il figlio. I due fori posti sull’altro lato dovrebbero invece servire agli infermieri o ai medici per intervenire in caso di necessità ma possono essere lasciti chiusi in qualsiasi momento.

La cosa più rivoluzionaria comunque, è che l’incubatrice può facilmente essere spostata da una parte all’altra del letto per un numero infinito di volte di modo che la madre in qualsiasi condizione si trovi riesca a trovare il modo migliore per poter toccare il proprio bambino. É inoltre estremamente silenziosa e questo permette al piccolo di riuscire a riposare in maniera ottimale cosa che generalmente a causa dei brusii delle macchine riesce molto difficile. Di fatto questo macchinario permette già da subito alla madre di stabilire un legame con il neonato cosa che in molti casi se si ha un bimbo con dei problemi non può avvenire subito.

É risaputo ormai quanto sia importante per il bambino ricevere immediatamente un contatto materno nel modo più naturale possibile.

E voi mamme cosa ne pensate? Trovate che Baby Bloom sia una buona soluzione per i bimbi che hanno bisogno di incubatrice?

Autismo: Negli Stati Uniti Nuovi criteri di diagnosi

11 maggio, 2012

L’American Psychiatric Association rivede i criteri di diagnosi dell’autismo.

L’autismo è un disordine neurologico che insorge nei primi anni di vita. É impossibile per varie ragioni quindi, diagnosticarlo appena il neonato viene al mondo ma si può riscontrare nei casi più precoci entro un anno dal lieto evento.

Come ogni per ogni disabilità anche l’autismo ha un costo e, spesso, molto elevato. Per permettere a questi bambini di avere un rapporto normale o il meno traumatico possibile con la vita occorrono infatti cure, macchinari e strutture estremamente costose.

Una revisione dei criteri di diagnosi potrebbe quindi disorientare tantissime famiglie che hanno anche più di un figlio con questo problema.

Prima, venivano presi in considerazione tre parametri e altri fattori, ora quelli su cui si focalizzeranno i medici saranno di disordini del linguaggio e la capacità o l’incapacità di formulare determinate parole o di pronunciarne correttamente solo alcune e successivamente l’ossessione per determinati tipi di oggetti e comportamenti.

Le diagnosi già fatte verranno comunque lasciate stare e i nuovi criteri saranno applicati ai nuovi casi.

Al fine però di ottenere una diagnosi tempestiva per questo disturbo i medici invitano a fare molta attenzione a certi comportamenti del bambino se si sospetta una patologia di questo tipo.

I criteri da tenere in stretta considerazione sono assenza di sorriso per più di sei mesi, fastidio per quanto riguarda i rumori (ad esempio lo sbattere delle porte) e l’ossessione maniacale per uno o per un certo numero di oggetti che resteranno invariati.

Nonostante questo cambiamento nei criteri di diagnosi per autismo stia avvenendo oltre oceano ci rendiamo perfettamente conto dei problemi di queste famiglie e delle difficoltà che potrebbero derivare da tutto ciò.

Tralasciando gli episodi di mala sanità e di finti invalidi che non possono e non voglio essere trattati ne menzionati in questo caso, voi cosa ne pensate di questo nuovo modo di concepire il disordine autistico? Fatemi sapere la vostra.

 

 

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