UN ANGELO DI PASSAGGIO SULLA TERRA
4 dicembre 2008 · scritto da Liliana
Buongiorno a tutti , come vi ho accennato , vorrei riportare qui sul blog la lettera di quella mia cara amica di cui vi ho parlato ieri in un mio commento sull’art. riguardante il 7 piano, inserito da barbapapà:
UN ANGELO DI PASSAGGIO SULLA TERRA
Il più delle volte si pensa che gli angeli siano solo quelle creature che stanno in Paradiso, ma non è così, ogni bambino a noi vicino se lo si guarda con attenzione e lo si ascolta può aprirci gli occhi, quegli occhi che il più delle volte sono occupati a guardare altrove e quelle orecchie che vogliono sentire altro e non ci accorgiamo che anche i nostri bambini sono angeli in terra mandati da Dio per insegnarci quell’amore semplice che Lui vuole da ognuno di noi. Anch’io avevo un angelo di nome Cristian.
C. nacque di venerdì alle ore 8.30 ed era il 19-9-1997. Un bambino cresciuto in fretta, a soli 6 mesi chiamava mamma e papà e ad 1anno era già un ometto attento a guardare le meraviglie che lo circondavano. Amava guardare il cielo, le stelle, il sole, i fiori. Ricordo che un giorno andavamo in macchina, mentre guardava il cielo, mi disse:" Mamma chi ha fatto il cielo?" Io risposi "Dio" e lui "le stelle?" Ed io sempre "Dio" allora lui mi guardò in silenzio e dopo qualche istante disse:" Bravo questo Dio vero?" .
Giorno dopo giorno diventava sempre più curioso. Aveva 2 pappagallini molto colorati, un giorno ne trovammo uno a terra, era morto; lui disse:" mamma dove è andato?" Ed io risposi:"da Gesù in Cielo" lui con un bel sorriso esclamò che doveva essere bello andare con Gesù.
C. era il nostro primo figlio quindi il tutto ci sembrava naturale, che fosse quella fase in cui i bambini vogliono sapere sempre tutto e chiedere il perchè di ogni cosa, ma ci sbagliavamo, perchè il suo sapere era come un interrogarci per vedere fino a che punto "noi" sapevamo sulle cose che ci circondano e su chi ce le ha date. Ora posso dire che per un lungo interminabile anno, ci stava insegnando ad avvicinarci a Dio, quel Dio che lo avrebbe ripreso.
C. fu un bambino che fino a 2 anni e 10 mesi non aveva mai dato segni di essere malato, si ammalò di uno dei più terribili tumori infantili oggi presenti nel mondo, di un neuroblastoma, un tumore che cresce in fretta, prende gli organi vitali; lui lo aveva nei reni, nel fegato, nel midollo con delle ramificazioni alle gambe. Ricordo che la diagnosi fu terribile, cominciò la chemioterapia e in più fece due interventi e un autotrapianto.
Fu un bambino molto forte, reagiva a tutto e sopratutto dava forza a chi gli era accanto. I medici dell’oncologia del Bambin Gesù dicevano che era strano che un bambino metastatico terminale avesse così tanta forza. Ricordo che un giorno piansi molto davanti a lui, si avvicinò, mi asciugò le lacrime con le sue piccole manine e mi disse che non dovevo piangere perchè lui stava bene.
C. fu un bambino dolcissimo. Quando mi domandano ma chi fosse C. io rispondo sempre UN ANGELO DI PASSAGGIO SULLA TERRA, perchè un bambino che vuole le preghiere cantate(il Padre Nostro, Ave Maria, San Michele Arcangelo) e non le favole per addormentarsi, un bambino che a soli tre anni dice ai genitori siate uniti e voletevi bene, cosa dovrebbe essere se non un Angelo.
La sua preghiera preferita era quella dedicata a San Michele Arcangelo, lui diceva che era la preghiera del combattimento. Ci fu insegnata da una suora tedesca che gli praticava la pranoterapi. Ricordo che C. fu molto attratto da Padre Pio, prendeva la statuetta che avevamo in casa e la baciava e terminava dicendo che nelle mani doveva avere tanto dolore, allora prendeva una delle sue caramelle preferite e gliela metteva accanto.
Nella sua malattia C. non potè viaggiare molto ma un solo viaggio riuscimmo a farlo a San Giovanni Rotondo per pregare sulla tomba di Padre Pio. Ricordo che fu un viaggio lampo, poichè partimmo di notte e il pomeriggio successivo tornammo. Fu un viaggio meraviglioso e C. non sembrava neppure ammalato. La nostra famiglia cominciò ad amare sempre più quell’umile frate il quale ci ricompensava con delle dolci ventate di profumo di rose, gelsomino e incenso. La prima volta accadde quando C. fu ricoverato per quasi due mesi, era il 18 settembre quando i medici ci comunicarono che sarebbe potuto tornare a casa per soli due giorni e poter festeggiare il compleanno; ma C. non volle tornare subito a casa sua, voleva prima salutare i suoi nonni, mise il piede sul primo scalino e lì cominciammo a sentire un intenso profumo di rose e pensammo subito che era Padre Pio che ci stava vicino.
Di tutto questo ci confedammo con la suora la quale ci disse che se avessimo sentito altro profumo dovevamo chiamarla poichè anche lei voleva essere testimone. Mia madre la chiamò due volte ma ogni volta che lei arrivava il profumo era già svanito. Io non so se la suora avesse capito fino a che punto fosse speciale C. Ci furono degli eventi in cui lui diceva di vedere Gesù ma lei rispondeva che erano allucinazioni dovute alle forti quantità di farnaci che assumeva. Ricordo che era ricoverato per l’ultima chemioterapia quando mi chiamò e disse :" Mamma ma non l’hai visto?" io risposi :"No, chi dovevo vedere?" e lui:"Gesù", io fui subito presa dal panico, pensando che stesse peggiorando, incominciai a fargli delle domande:"Come era?" Cosa ti ha detto?" C. rispose :" Non mi ha detto niente mi sorrideva ed era pieno di giallo, una luce forte." Di tutto questo ci confidammo con la suora la quale rimase scettica sull’accaduto.
Qualche settimana dopo C. si trovava a casa, mi chiamò urlando e dicendo che il suo Grande Amico Gesù stava giocando con i suoi giochini e gli diceva che sarebbe ritornato a trovarlo nella piccola cameretta dell’ospedale. Quel giorno aspettavamo la suora per la pranoterapia appena la vide gliene parlò subito, lei rimase ancora scettica solo che la sera C. si aggravò e lei stessa lo adagiò in macchina e lì rimase sbigottita poichè la macchina venne invasa da un fortissimo profumo di rose ed allora lei capì.
Le camerette dell’oncologia del Bambin Gesù sono sette, sei grandi e una piccola; il mio C. si è spento proprio in quella piccola ed era un venerdì del 13 Luglio alle 21,30. Non è stato facile ricordare alcuni dei tanti momenti della vita del mio C. ma so che se Padre T.P. ha ritenuto giusto che io scrivessi tutto questo, sicuramente il Volere di Dio si è espresso nuovamente. Non bisogna però dimenticare che C. è uno dei tanti Angeli, credetemi ce ne sono molti. Tanti altri bambini da me conosciuti nell’ambito della sofferenza, che hanno dato testimonianza che qualcosa di grande è intorno a noi.
Porto una semplice testimonianza di un bimbo di nome Enrico, aveva due anni e a causa di due interventi subiti a livello celebrale, era impedito nella parola e le uniche parole che diceva erano "Mamma e Papà" entrato in coma per pochi attimi prima che volasse in cielo si è svegliato ed ha indicato alla mamma la Madonna dicendo appunto:" Mamma la Madonna" da lì a poco è volato via.
P.P. LUGLIO 2004
credo di non dover aggiungere altro un abbraccio Liliana
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sai che non sono proprio riuscito a leggerla tutta? Mi sono fermato a metà, troppo forte o sono troppo sensibile su questo tema. Ci riprovo più tardi.
Liliana,
ho gli occhi pieni di lacrime!!!
grazie per la testimonianza che i hai fatto leggere!!!
non ho parole per descrivere quello che sento!!!!
non ho parole, solo lacrime….
grazie Lili
Sono una persona molto credente…. ma anche se non lo fossi stata, dopo aver letto questa lettera avrei di nuovo creduto all’esistenza degli Angeli.
Vi abbraccio forte.
Virginia
mi spiace ma non ne ho letto nemmeno metà… mi dispiace… non sono riuscita… non ho parole!!!
Ho letto questo racconto appena lo hai pubblicato. Non ho lasciato subito un commento perchè sono rimasta senza parole. Per quanta fede si possa avere, è un dolore troppo atroce veder soffrire i bambini… Nonostante io abbia tanta fede non so se sopravviverei ad un tormento simile… Lo so è la volontà di Dio, ma è una volontà molto difficile da accettare quando a pagarne le conseguenze sono delle anime tanto innocenti… Non sta nell’ordine naturale delle cose, quello che alla fine impariamo tutti ad accettare, veder morire un bambino, dover subire la perdita di tuo figlio dopo un’agonia. Quando vedo mamme tanto coraggiose affrontare tutto questo con tanta forza mi dico che forse Dio laddove toglie, lì dà anche la forza di accettare, di sopportare e di continuare. Non si spiega altrimenti! E guardo estasiata queste donne combattere dicendomi che ho ancora tanto da imparare….
Si Sandra è così ti garantisco che anche io quando sto vicino a Roberta mi sento “piccola” è una donna ed una mamma eccezionale !!! Ed ha una FEDE incrollabile che la rende una “fortezza” ed è questo che le ha dato la forza di reagire ed andare avanti, la cosa che mi ha colpito di più è quando ci dice:”io non sono arrabbiata con Dio per avermelo tolto ma Lo ringrazio per avermelo dato….”, perchè lei dice che senza il suo piccolo non sarebbe diventata la donna che è ora…..io la ammiro e la stimo tantissimo…..
un abbraccio Liliana
Direi che non c’è veramente nient’altro da aggiungere, hai ragione. Dio ha un disegno per ognuno di noi.
Vorrei avervi tutte vicine,
un abbraccio e carezze alle vostre pance,
Alessia con Irene piccina…