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allattamento

3 luglio 2009 · scritto da

 La nostra nuova vita si sta lentamente regolarizzando. Tra quattro giorni il  piccolo Adriano compirà un mese, e la quotidianità ha trovato un suo andamento più o meno regolare. Francesco, dopo un primo momento di iper-agitazione e nervosismo, si è tornato allegro e amoroso come sempre:spesso si accoccola accanto a me mentre allatto, e mi da modo così di accarezzare e sbaciucchiarmi anche lui. Le "ragazze" hanno deciso che era quasi ora di dare un pò più un aiuto nele faccende domestiche e…diciamo che ci stanno provando!

Il tempo è quello che è, ma ormai me ne sono fatta una ragione… Leggendo però giorni fa l’ultimo post di Silvana, oltre a dispiacermi per i suoi problemi con il latte, mi sono anche ripromessa di riuscire a scrivere per raccontare la mia esperienza. Giulia e Sara le ho allattate entrambe sei mesi, ma con le aggiunte e mille problemi annessi. In famiglia mia vigeva la "leggenda metropolitana" che io non avessi molto latte:fondata su cosa?non saprei, forse sul fatto che sono sempre stata magra e con pochissimo seno. Quando ero incinta di Francesco ho deciso che i conti non mi tornavano:avevo letto sulla rivista Insieme che in America del sud e in Asia allatta il 98% delle donne,contro percentuali molto più basse dell’Europa. Per non parlare dell’Italia, solito fanalino di coda, con percentuali di allattamento quasi ridicole. Allora mi sono chiesta come era possibile:siamo così diverse dalle donne di altri paesi? O è che qui l’industria farmaceutica ci ammorba da anni con questo stramaledetto latte in polvere?(che per inciso le fa guadagnare miliardi!!). Allora ho deciso che avevo bisogno di aiuto. Ho cominciato a frequentare gli incontri gratuiti con le volontarie della Lega del Latte. All’inizio tutto quello che spiegavano mi sembrava assurdo:andava contro tutti i principi che avevo sentito dire in famiglia e comunemente in giro. Però più le ascoltavo parlare, più sentivo che quello che dicevano era logico, aveva un senso. Così ho comprato il libro "L’arte dell’allattamento materno", scritto dalla Lega con il patrocinio dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità):un libro molto illuminante! Pieno di consigli pratici, commenti di medici e pediatri illustri, racconti di esperienze di altre mamme.

Quando così è nato Francesco ho deciso di tentare. Prima di tutto via orologi:altro che pause, scadenze…quando Francesco lo desiderava gli davo il seno. Fine di doppie pesate, barbarie di ogni tipo:lo pesavo una volta a settimana e fine. Niente ciuccio, niente tisanine inutili, biberoncini di ogni sorta:solo il seno di mamma. Il mio allattamento con Francesco è diventato così un viaggio belissimo:ho allattato due anni, sei mesi in esclusiva, poi l’ho svezzato tranquillamente, ma continuando anche con il mio latte. Lui è cresciuto come un torello,ed io mi sono sentita davvero soddisfatta e appagata.

Anche adesso con Adriano, sto ripetendo lo stesso cammino:ormai mi sento forte e sicura di me. Ma credo che senza quell’aiuto della Lega del Latte non ce l’avrei fatta. Il problema è che questo paese non ha pediatri formati per aiutare, sostenere e proteggere l’allattamento materno. Casi come il pediatra di Sandra sono proprio perle rare (a proposito…hai fatto benissimo Sandra a consigliarlo a Silvana).La maggior parte di questi medici invece pare non aspettare altro che di propinarci la fatidica aggiunta. Per di più le "leggende metropolitane" che in questo paese circolano sulla questione allattamento sono miliardi:tutte ugualmente assurde e prive di fondamento. La realtà è che siamo mammiferi, e come tutte le altre femmine di mammiferi siamo "programmate" dalla natura per partorire e allattare i nostri cuccioli. Questa dovrebbe essere la regola con poche sporadiche eccezioni e non l’eccezione alla regola.

La maggior parte delle persone che mi è veuta a trovare dopo la nascita di Adriano non ha resistito a chiedermi :"ce l’hai il latte?". E io sempre a domandarmi:"perchè non dovrei?". Un pediatra collega e amico di mio marito ha persino sostenuto che l’allattamento così, a richiesta completa, secondo lui pur facendo oggettivamente bene al bambino mi avrebbe fatto venire un esaurimeto nervoso.  Mai sentita sciocchezza più colossale! A me l’esaurimento mi veniva quando le prime due figlie mi piangevano disperate ed io impotente piangevo dietro a loro, senza pensare che poteva bastare attaccarle, perchè invece non erano trascorse le fatidiche tre ore. Allattando Francesco come voleva lui non l’ho mai sentito piangere. Ne sento piangere adesso Adriano. Forse lui, pediatro uomo, non ha idea di come ci si senta serene e appagate quando si ha la sensazione di fare proprio la cosa più giusta, quella migliore.








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Commenti a questo post

13 commenti a “allattamento”

  1. Marika ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 11:02 am

    ciao Claudia, sei sempre un punto di riferimento per me neo mamma…concordo in pieno con tutto quello che hai scritto tu sull’allattamento e anche io sono convinta che in Italia l’allattamento materno non venga incentivato solo per ragioni economiche. Poi però mi sovviene che una mia cugina milanese lo scorso anno ha partorito il suo bambino che dopo un mese è stato ricoverato in ospedale perché denutrito e disidratato. Il suo pediatra dell’epoca (ovvio che dopo il ricovero lo cambiò) continuava ad insistere col seno ma il bambino perdeva peso. Credo che se lei lo avesse attaccato ogni volta che il bambino lo richiedeva, prima o poi il latte le sarebbe bastato, con la regola delle tre ore invece non riusciva a sfamarlo, col rischio di compromettere la sua salute. Morale della favola, lei poi è passata all’artificiale, più comodo e più costoso. Più comodo per la mamma, di certo, ma anche per il bambino, che col biberon ciuccia facilmente e si disabitua poi alle poppate lunghe e faticose dal seno, da dove il latte non esce nella stessa quantità, ma a gocce. La mia amica padiatra mi sconsigliava caldamente di dare il mio latte insieme all’aggiunta, perchè abituato al latte facile, il bambino non si sarebbe più attaccato. E mi ha proprio consigliato quello che hai detto tu: ” senti Marika, non ascoltare nessuno, nè la mamma nè la suocera nè la zia nè la parente nè l’amica”, attacca il tuo bambino al seno tutte le volte che vuole, portalo dal pediatra ogni settimana a pesarlo e se anche per le prime settimane non aumenta di peso, non fa niente, perchè il primo latte è solo colostro e inoltre il bambino ha il calo fisiologico”. Io credo che seguirò il suo consiglio. Vi darò notizia di come mi andrà nei post futuri!!
    Anche io ho preso info nella mia città per incontrare le volontarie della Lega del Latte, oggi vado in libreria alla ricerca del libro che consigli, e che Dio me la mandi buona! Un grosso saluto a te e al piccolo Adriano

  2. Sandra ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 11:36 am

    Carissima Claudia,
    ovviamente sai che la penso esattamente come te… Credo che il 90% delle donne che non allatta si sia fermata difronte alla prima difficoltà, appoggiata da pediatri poco sensibili. A me in clinica non hanno attaccato Ilaria al seno, anzi lei è nata alle 9.00 del mattino ed io l’ho vista direttamente alle 7.00 di sera (non so dirti quante telefonata ho fatto urlando al nido). Quando è arrivata in camera aveva bevuto latte dal biberon, lo ha vomitato. Il giorno dopo la stessa storia: arrivata in camera già sazia, non voleva saperne d attaccarsi al seno. Il terzo giorno ovviamente niente montata lattea per cui, quando sono venuti in camera a prendere la piccola, non gliel’ho data. Ho detto “prendetevela con la forza se volete, chiamate la polizia, i carabinieri… io non ve la do! E’ mia figlia e sta con me”. Così l’ho tenuta attaccata al seno 12 ore consecutive. Lei ciucciava affamata, e tirava come una pazza, e urlava poverina. Ma non mi sono scoraggiata neanche un po’… sapevo che dovevamo pazientare solo qualche ora… Infatti la notte mi è arrivato tanto di quel latte da poter allattare anche due bambini… Purtroppo insieme alla montata sono arrivate le ragadi… Così non riuscivo più ad allattarla continuamente come avrei dovuto, mi usciva il sangue, sentivo un dolore immenso… pazienza ho stretto i denti, ho curato le ragadi… Ilaria ha perso peso ed il resto lo sai… Questo per dire che solo raramente l’allattamento non porta con se problemi,ma nella maggior parte delle volte si tratta di problemi superabili senza necessità di dare l’aggiunta. Se la perdita di peso è contenuta ed il bimbo è vitale bisogna insistere e mai sentirsi inadeguate.
    Ma la logica del mercato ha spesso il sopravvento su quella della natura per cui… si insinua nelle donne l’idea di non essere all’altezza (io non ho abbastanza latte!!! lo dicono tutte) e… latte formulato a tutta forza… tanto crescono bene lo stesso (l’ho sentito dire più volte)!
    Naturalmente sto parlando delle donne vittime del sistema, non di quelle che consapevolmente decidono di non allattare… in quel caso è diverso. Ognuno sceglie la strada che reputa migliore per sè, ed ogni scelta è rispettabile!
    Mi fa piacere che Adriano è un pacioccone esattamente come suo fratello… Mi fa piacere sentirti serena ed appagata. Non vedo l’ora di poterti rivedere.
    Baci

  3. Francesca ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 11:48 am

    Anche se non ho esperienza diretta concordo!!
    Mia madre ha allattatto tutte e tre le figlie anche se per me le avevano detto che aveva poco latte (sono la prima!) e siamo venute sù benone… e poi anche una bimba con un po’ di problemi che era stata momentaneamente rifiutata dalla mamma (tra l’altro, quando l’ha vista al seno di mia madre l’ha rivoluta subito!!)… Lei (mia madre) d’altra parte è nata, quando mia nonna era denutrita a causa della seconda guerra mondiale e dal fatto che mio nonno non era ancora tornato dalla prigionia e non aveva grosse fonti di sostentamento… l’ha allattata comunque, non credo che esistesse il latte in polvere e comunque non se lo poteva permettere!
    La penso come Claudia… siamo fatte a posta per sfamare i cuccioli di uomo!!!

  4. Francesca ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 11:49 am

    scusate volevo scriver apposta!!!!!!!!!!

  5. kate ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 12:39 pm

    Ciao Claudia! Concordo pienamente con te! Io sto ancora allattando la mia Sophie di 7 mesi e spero di farlo ancora x molto, anche se mangia già le pappe, la mattina e la sera le do la mia tetta sia x farla addormentare, che rilassare.. Anche a casa mia c’era la leggenda matropolitana che io non avrei avuto molto latte..mia madre ha allattato sia me che mia sorella x soli 2 mesi, poi ha smesso, e mi ha sempre fatto credere che anche io ne avrei avuto poco..nonostante abbia una seconda ho sempre avuto tanto latte e sono ben felice di poter allattare mia figlia, senza regole e senza imposizioni delle 3 ore.. l’ho sempre attaccata volentieri..è una delle cose + belle che puoi fare per il tuo bambino!
    Un bacione grande a te e alla famiglia! :-)

  6. Christine ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 5:59 pm

    da quando ‘riesco’ ad allattare anch’io, cioè dopo 10 giorni dalla nascita di Marco, dal 9 maggio 2008, dopo dolori, ragadi e seno pienissimo da fare male, dopo che un dottore mi aveva pronosticato che non avrei allattato più di un mese, dopo che volevo smettere….
    sono qui che allatto ancora Marco, e trovo che sia un’esperienza fantastica,naturale, dolcissima, e coccolosa, sia per me che per marco.
    guardare l’orologio ogni tre ore, fare la famosa doppia pesata e tirare il latte per vedere quanto ce n’è, porta all’esaurimento!
    guardare gli occhi del proprio bambino mentre mangia è davvero fantastico ed appagante.
    hai ragione claudia, è la natura, è quello che dobbiamo fare per i nostri piccoli, perchè ci inculcano tutte queste storie? sempre solo per il guadagno di qualcuno….
    se avrò un secondo figlio, spero di riuscire ad allattarlo esclusivamente, l’esperienza con marco mi è servita tantissimo.

  7. Claudia ha scritto il 3 luglio 2009 alle ore 10:37 pm

    Fantastica Sandra…la tua esperienza con la piccola Ilaria è proprio d’esempio! Certo che l’allattamento comporta anche fatiche, o intoppi o momenti non proprio facili;ma sono convinta che nella maggir parte dei casi siano problematiche sicuramente superabili.( Anche io spero proprio di rivederti presto:dobbiamo assolutamente “presentarci” i due piccoli nuovi arrivi!) :D
    Comunque anche la storia di Christine la dice lunga, proprio come quella della nonna di Francesca:diamine, allattavano nel dopo guerra, allattano in Africa…ma solo noi italiane saremmo sprovviste?! E poi è proprio vero quello che scrive Christine:quando Adriano ciucciando mi guarda negli occhi, sento sempre qualcosa che mi si scioglie nel cuore. Solo per questi momenti vale la pena certo di tentare tutto il tentabile!!

  8. Lapirupao ha scritto il 4 luglio 2009 alle ore 12:19 am

    Niente da fare…per me i dottori sono sponsorizzati dalle ditte di produzione del latte artificiale…sono mosche bianche quelli che appoggiano e promuovono l’allattamento al seno…pensate che il mio un giorno mi ha proposto di iniziare a dare ad Elia, allora di 3 mesi, oggi di 4, tra una poppata e l’altra, un omogeneizzato di pera, così, per gioco, per vedere se prendeva il cucchiaino…inutile dire che io non ci ho nemmeno provato, 3 mesi son troppo pochi (l’ho già scritto in un altro post)…Ma anche adesso, che continuo ad allattarlo io…ma perché provare con ‘sti omogeneizzati se ho ancora il mio lattuccio???

  9. Elisa ha scritto il 4 luglio 2009 alle ore 2:55 pm

    Ciao, mi chiamo Elisa e sono la mamma di Pietro che ha un mese e mezzo. Vi racconto la mia esperienza. Ho partorito di mercoledì mattina, dopo il parto ho subito provato ad attaccare al seno Pietro. All’inizio è stato difficile, ma ostetriche ed infermiere mi hanno aiutata a cercare la posizione giusta per me e Pietro per allattare. Giovedì notte il “disastro”… Pietro non la smetteva mai di piangere io lo attaccavo continuamente ma l’ostetrica del turno di notte mi ha sgridata perchè secondo lei non dovevo tenerlo sempre attaccato, l’ha preso e l’ha portato al nido. Io non riuscivo nemmeno a dormire perchè pensavo al mio piccolino solo soletto al nido. La mattina dopo, il venerdì ci hanno dimessi ed hanno constatato che ancora non avevo la montata lattea, Pietro piangeva e gli hanno dato il biberon con il latte in polvere e mi hanno consigliato di dargli l’aggiuntina (maledetta aggiuntina!) fino all’arrivo del mio latte, raccomandandosi di non tenerlo sempre attaccato. Io sono uscita in lacrime dall’ospedale sentendomi inadeguata, ma dopo tutto erano passati 2 giorni dal parto, la montata lattea può arrivare anche dopo una settimana! A casa è stata durissima perchè io volevo solo attaccarlo al seno, mentre mio marito insisteva per l’aggiuntina… La notte tra sabato e domenica arriva finalmente il latte, ero al settimo cielo! Pietro però si attaccava per poco tempo e poi voleva il biberon, io cercavo di resistere ma poi cedevo. Il lunedì visita dal pediatra: Pietro pesava come uscito dall’ospedale. Il pediatra (sant’uomo!) mi dice: “bene, non ha perso peso! considerando che il latte è arrivato ieri direi che è buon segno”. Poi trova che Pietro ha l’ittero e ci manda in ospedale per il controllo. In ospedale decidono di ricoverarci per la fototerapia e qui incontro la pediatra più orribile che abbia mai conosciuto. Si arrabbia perchè Pietro non ha preso peso e mi tratta come sei io lasciassi volontariamente mio figlio a digiuno, per fargli del male. Mi fa sentire stupida e incapace e prescrive la doppia pesata con aggiunta di latte artificiale. Durante la fototerapia tolgono Pietro dalla lampada ogni 3 ore e lui in 30 minuti deve mangiare: è ovvio che non mangia la quantità di latte che vogliono i dottori! E vai con l’aggiuntina (che lui puntualmente risputa!). Alla dimissione trovo una dottoressa umana che mi dice che le aggiunte non servono perchè il latte materno è la cosa migliore e se assecondo il mio bambino l’organismo si regolerà di conseguenza. Torno a casa più tranquilla e dopo 2 giorni torno al controllo. In 2 giorni il mio bambino è cresciuto di 150 grammi! Purtroppo però alla visita c’è la pediatra del ricovero che mi dice di dargli comunque l’aggiuntina. Ma a quale scopo mi chiedo io???
    Certi pediatri secondo me andrebbero radiati. Non fanno altro che mettere ansia ai genitori quando non ce n’è la ragione, il pediatra dovrebbe essere un alleato e un supporto, non motivo di ansia.
    Adesso allatto da sola, ma a volte purtroppo Pietro vuole il biberon (poverino, lo hanno abituato nei primi giorni!) io cerco di insistere col seno ma talvolta devo proprio dargli il biberon, allora mi tiro il latte e almeno gli do sempre il latte materno.
    Purtroppo quando si è al primo figlio (ma forse anche con i successivi) si ha paura di sbagliare e quindi ci si affida alle persone che dovrebbero essere più competenti. Se purtroppo si finisce nelle mani di pediatri come quella che ho incontrato io si rischia di compromettere tutto.
    Per fortuna poi il pediatra che ho scelto per Pietro mi ha detto: “Se vuoi allattare al seno lascia stare le doppie pesate, pesalo solo una volta la settimana. Se vuoi dargli il latte in polvere fallo perchè lo vuoi tu, se ti fa sentire meglio, non perchè te lo dicono altri”.
    Io sto ancora lottando per eliminare del tutto il biberon e so che un po’ alla volta io e Pietro ce la faremo. Scusate il lungo sfogo

  10. silvana ha scritto il 7 luglio 2009 alle ore 6:49 pm

    Ciao Claudia,
    hai ragione…e adesso mi sento in colpa….purtroppo per me mamma alle prime armi…senza esperienza…inoltre già stressata perchè all’ospedale dove ho partorito mi facevano fare il sangue amaro + volte al giorno per i loro modi di fare…dove non ho avuto alcun sostegno da parte del personale anzi sono stata demolita…mi hanno tolto la bambina non facendomela allattare (gli davano loro l’agginta) proprio quando aveva la montata Lattea…perchè aveva l’ittero ed era in fototerapia…quando avevo il permesso di allattarla lo potevo fare solo per 20 minuti…ma la fototerapia li stordisce i bambini..quando riuscivo a svegliarla e ad attaccarla mi dicevano che il tempo era scaduto…
    Tornata a casa la bambina voleva stare sempre al seno e via i cosigli sbagliati…portala dal pediatra…magari ha le coliche…oppure non si sazia…forse non si sente bene….etc….
    Così l’ho portata dal pediatra….e lui subito ha detto che la bambina era affamata…che il mio latte era insufficiente e che c’era bisogno dell’agginta in quanto la piccola aveva perso peso rispetto a al peso registrato alla dimissioni…
    Io ho insistito e quindi mi ha fatto provare per 2 giorni a dare solo il mio latte esclusivo….in quei 2 giorni però la bambina dormiva…e io pensavo che andasse tutto bene…invece al controllo la bambina aveva perso altro peso….e qui che ho ceduto…mi sono sentita doppiamente fallita….perche non riuscivo a nutrire mia figlia….e perchè le stavo facendo soffrire la fame….
    Ora penso che forse il pediatra è stato molto precipitoso…e io troppo debole per poter insistere….
    Cmq con l’aggiunta….lei adesso è cresciuta benissimo…e questa è la mia unica consolazione….però avrò sempre il rammarico di non aver potuto darle solo ed esclusivamente il mio latte…mi sono ripromessa però che se Dio vorrà darmi altri figli…non farò lo stesso errore….
    Ciao Claudia….se sempre grande….

  11. Claudia ha scritto il 9 luglio 2009 alle ore 12:16 am

    Cara Silvana, ti prego, non sentirti in colpa. Ci si dovrebbe sentire il personale dell’ospedale, e i medici, NON CERTO TU. Ma se non ci aiutano e sostengono in questo nostro cammino, che ci stanno a fare mi chiedo io:a far fare soldi alla Nestlè o alla Mustela con il loro latte in polvere????
    Guarda la storia di Elisa, poverina:un vero calvario. Ha ragione, certi pediatri andrebbero radiati dall’albo.
    Ma non ti preoccupare Silvana, il tuo amore c’è sempre e comunque, vivo e forte. La tua piccola sente quello, non è che le aggiuntine possono interferire nel vostro rapporto. Stai serena, e non pensare mai di aver fallito.
    Un abbraccio

  12. Liliana ha scritto il 16 luglio 2009 alle ore 12:45 am

    Naturalmente concordo su tutto, anche io conosco la lega del latte, alla quale mi sono rivolta quando, a causa del reflusso gastroesofageo, non riuscivo ad allattare nel migliore dei modi Leonardo ed insieme al mio pediatra mi sono state molto di aiuto, per Giulia invece è andato tutto bene visto che insieme a lei ho allattato il figlio di una mia amica, quindi Giulia ha avuto un fratello di latte come si diceva in passato, poi purtroppo ho dovuto smettere all’improvviso a causa di un incidente capitato a me ed a causa dei farmaci ho dovuto interrompere bruscamente l’allattamento… ora spero che con Giovanni vada tutto x il meglio come sta andando x te con Adriano ti abbraccio
    liliana

  13. Sandra ha scritto il 17 settembre 2009 alle ore 5:17 pm

    iuhuu, fofioooo… E’ permesso? Claudietta cara, ma che fine hai fatto? Mi hai abbandonata qui nel blog e mi sento tanto sola senza di te… Ho anche perso il tuo numero di cellulare (l’avevo salvato sulla memoria di un telefono che mi si è rotto!). Speravo tanto di incontrarti prima o poi ma vedo che sei proprio latitante… Ma noi vogliamo sapere di Adriano… come sta? come cresce? E tu? Capisco sai, con quattro figli mica è facile mettersi al computer e scrivere… ma a me basta un piccolo cenno, non pretendo assolutamente le lunghe testimonianze che ci dedicavi un tempo… Voglio sapere solo come procede, voglio la conferma che stai bene. Un bacio affettuoso.
    Sandra

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