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La prima neve di Giorgio.

19 dicembre 2009 · scritto da

Caro Diario,
la mia giornata è iniziata con un gran senso di amarezza….
Ultimamente io e Giorgio ci svegliamo alle sei e alle nove per le poppate, ma poi torniamo a letto, anzi a lettone! E dormiamo vicini vicini, io abbracciata a lui e lui rannicchiato contro di me…. E’ una sensazione bellissima, quel suo tepore, quel suo profumo, il suo respiro….. E Giorgio a volte si dimentica di mangiare! E’ capace di saltare una poppata! Vuoi mettere l’abbraccio caldo della mamma con un freddo biberon di latte riscaldato? Si può anche patire un po’ la fame, ma rinunciare al lettone con la mamma no! Così va a finire spesso che ci alziamo alle undici o anche un po’ più tardi (vergogna!!!)…….
E stamane il risveglio è stato meraviglioso come sempre con il mio bambino, ma colmo di tristezza. Per mille motivi e per nessuno. Perchè ho pensato al rientro al lavoro, alla mia prigionia senza auto…… Mi spiego. Quando a fine settembre, dopo la nascita di Giorgio, siamo tornati a Prato, la mia cara automobilina ha deciso che dopo i lunghi mesi di astensione dal lavoro (suo, cioè a furia di stare quasi ferma) doveva prendersi un periodo di ferie…. Eh già, proprio quando ne avevo bisogno, quando avrei voluto approfittare dei mesi di maternità per andare a trovare le mie amiche, per raggiungere il centro e passeggiare, per andare a fare compere e per mille altri motivi….. Le sue ferie si sono trasformate in malattia con la diagnosi di “testata bruciata”….. Un danno tra gli ottocento e i mille euro…… Non era il momento giusto….. E così io e Giorgio siamo rimasti a piedi! E tutte le volte che avevo bisogno della macchina, anche per portare il bambino dal pediatra, o a fare il vaccino, o quando è venuta mia sorella Ida, ho dovuto accompagnare Luca al lavoro. E se Luca era di mattina voleva dire uscire con il bambino alle sette e trenta, togliendolo dalla culla….. E così ho cominciato a sentirmi prigioniera. In realtà Luca mi avrebbe lasciato la sua auto anche tutti i giorni, ma potevo scarrozzare il bambino su e giù solo perché potevo aver bisogno dell’auto? Così il tempo è passato, io e Giorgio ci siamo fatti un po’ di passeggiate a piedi (ma erano già in programma!) rinunciando ad altri tipi di passeggio. Quando stavamo per portare la mia punto dal meccanico, lo zio di Luca, un arzillo ottantacinquenne che lavora ancora presso una ditta d’auto, ha detto che ci avrebbe pensato lui….. Così è passato altro tempo….. E siamo arrivati a metà dicembre. Lunedì scorso gli abbiamo portato l’auto e pensavamo di riprenderla entro la fine della settimana….. Stamane, appunto, mi ha telefonato lo zio per chiedermi alcune informazioni che avevano a che fare con il mio lavoro, ma sull’auto neanche mezza parola.
Così torniamo al punto di partenza, all’inizio di questa pagina di diario…. il senso di amarezza….. L’auto, il ritorno al lavoro, la mancanza di tempo per me, l’essere spesso sola, l’arrivo del Natale…..
Verso l’una, mentre Giorgio dormiva, ho deciso che ssaremmo usciti. Subito dopo la poppata, alle due, l’ho coperto modello omino Michelin e siamo usciti.
L’aria era fresca, anzi fredda, abbastanza fredda. Abbiamo passeggiato per quarantacinque minuti, mentre il freddo pungeva le mie guance e mi rinfrescava le idee. Ogni tanto controllavo che Giorgio non avesse freddo, e invece lui era troppo impegnato a cercare di prendersi le mani e impossibilitato dall’imbottitura della giacca. Il cielo diventava sempre più grigio, il bel sole del mattino era ormai scomparso, ma si stava comunque bene fuori, passeggiavo e pensavo, mi sgranchivo le gambe e rimettevo in moto il cervello……
Sono tornata a casa quasi insieme a Luca e Giorgio si è addormentato sfinito dalla ricerca delle mani!
Luca mi ha raccontato che aveva saputo che avrebbe nevicato ed anche tanto! Io non ci ho fatto troppo caso, anche perchè senza auto……. potevo andare poco lontano!
E così, poco prima delle cinque….. Luca apre una finestra e mi chiama ridendo: gli avevano detto che la nevicata cominciava intorno alle cinque e stava fioccando!!!
E così, fiocco dopo fiocco, in men che non si dica, il paesaggio è diventato quasi irreale: il prato del condominio e i suoi alberi, le auto parcheggiate e i cespugli, i fili dei panni e le mie piante (ahhhh! Le mie povere piante!!!!)….. Tutto, ma proprio tutto ha cambiato forma e colore. Il bianco della neve ha placato il mio senso di solitudine. Ho guardato Luca, mi ha vista strana oggi, ma non mi ha chiesto il perchè, fa sempre così, aspetta che glielo dica io, ma a volte vorrei che fosse lui a chiedermi cosa succede, vorrei coccole e carezze e sentirmi dire quanto sono sciocca……. Ho guardato Luca, lo amo, lo amo così com’è, forse se fosse diverso non riusciremmo a stare insieme….. Sono andata a spiare Giorgio nella sua culla: dormiva tranquillo, sorridendo nel sonno, con le mani per aria e con quelle guanciotte strappabaci….
Ha telefonato lo zio, l’auto è pronta. Domani andiamo a riprenderla. Io e Luca ogni tanto guardiamo fuori e sorridiamo pensando che con tutta quella neve sarà un po’ complicato……
Luca ha portato la sua auto fuori dal condominio, domattina potrebbe essere un po’ difficile. E rientrando in casa era così bello coperto di neve, mentre mi desciveva la sensazione che si prova camminando sulla neve fresca…..
Verso le undici ho deciso di scendere anch’io, di passeggiare nella neve, di sentire il fresco bacio dei fiocchi sulle mie guance…. Che bello! L’aria è piacevolmente fresca. Non è freddo, lo era molto di più alle due. Passeggiando ho pensato a come è cambiata la mia giornata, a quanto sono fortunata, ho un compagno dolce e comprensivo e innamorato ed un bambino meraviglioso che inizia a scoprire il mondo e che mi guarda con quello sguardo d’amore puro….. Peccato non possa ancora capire cos’è quella cosa bianca che cade dal cielo, che non possa ancora giocarci…..
Sono rientrata in casa con il cappotto e le scarpe pieni di neve ed in mano una palla di neve soffice, entusiasta e felice come una bambina….
Abbiamo continuato a guardare fuori e continua a nevicare. E’ bellissimo il paesaggio, è incredibile il senso di pace che può darti vedere fioccare la neve.
Sono le due di notte, Luca e Giorgio dormono tranquilli, io sono quì che scrivo e guardo fuori dalla finestra…. Continua a nevicare, ormai è tutto completamente bianco, le mie impronte sono state totalmente riempite da altra neve fresca e soffice, gli alberi sembrano ricoperti di zucchero filato, il cielo è di un colore indefinito, una via di mezzo tra il bianco ed il rosa e grossi fiocchi di neve continuano a scendere….. Che meraviglia…. Chissà cosa avrebbe fatto Giorgio se fosse stato un po’ più grande…..
Chissà quando rinevicherà così a Prato…..








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