Uno sfogo
8 febbraio 2010 · scritto da Sandra
Mi sento di impazzire, mi sento claustrofobica…
I miei genitori che non hanno fatto i genitori quando ero ragazzina, quando mi hanno lasciata vivere le mie esperienze completamente da sola, senza mai spiegarmi nulla, senza mai chiedermi nulla, minacciandomi e punendomi in continuazione, senza mai cercare di capire… I miei genitori che non mi hanno mai mandata alle gite scolastiche, che non mi facevano uscire la sera o almeno mi costringevano a rientrare alle 22 anche quando ormai avevo compiuto i miei 20 anni, coloro che mi hanno vietato di conoscere cos’è una discoteca, cosa sono gli amici, cosa sono le vacanze, i miei genitori che mi hanno impedito di scegliere la facoltà che volevo all’Università solo perché non era vicino casa… Questi genitori ora pretendono di vivere la mia vita. Sono onnipresenti… Vogliono aiutare per carità e quindi io devo anche esser loro grata… ma non mi lasciano respirare. Mi riversano addosso tutte le loro ansie. Se dico ho fame mi chiamano 3000 volte per chiedermi se alla fine ho mangiato. Se dico “devo prelevare” si presentano con i soldi in mano, vogliono stare con i miei figli continuamente, ogni giorno. Mia madre se non li vede per un giorno chiama continuando a dire “state bene senza di me vero? Mi mancaaate, non ce la faccio…”. Per mia mamma io sono una povera derelitta, stanca, che non ha più una vita… E’ così che mi descrive senza sapere quanto sono felice perché non mi ascolta. E poi viene qui dalla mattina per lamentarsi continuamente… della salute, di mio padre, di quanto lei è sola, di quanto è stata cattiva sua madre, di quanto è cattiva mia zia, di quanto fa schifo il mondo, di quanto fa pena la TV… E fanno pena le mie amiche, persino mia sorella! Qualsiasi cosa accade la sua frase tipica è “Ed alla fine tutto si ritorce contro di me”. Se provi a contraddirla, si rivolge sempre dicendo “Lo sapevo, devo togliermi il vizio di parlare, speriamo che il Padreterno vi tolga presto il disturbo”. Non ce la faccio proprio più. Sono ad un punto di non ritorno. La sto trattando male per poi morire di sensi di colpa. Non riesco ad uscirne…
Non so con chi parlarne, mia sorella non vuol sentire… lei è andata via di qui e si tiene alla larga perchè non li tollera… Non voglio inasprire più di tanto i rapporti con mio marito, e comunque gliene ho parlato e più che darmi ragione giustamente non sa fare.
Tutto questo per chiedervi scusa per avervi scelti come confidenti del mio sfogo. Scusate davvero. Ho scritto sull’onda dell’emotività perchè oggi è stata una giornata pessima, domani so che andrà meglio, che miei sensi di colpa mi faranno rientrare nei gangheri, mi giustificheranno tutto quello che fanno, mi faranno di nuovo sentire che devo essere loro soltanto grata per avermi dato la vita e per volermi, a loro modo, bene. I sensi di colpa mi faranno pensare al fatto che loro all’improvviso potrebbero non esserci più, e mi faranno piangere, come al solito, e così continuerò a perdonare tutto!
Grazie mielle un bacio a tutti.
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Anche i miei sono così!!!
Mia madre mi chiama tutti i giorni alle 9 del mattino e mi chiede come ha dormito Chicco, com’è andata la mattinata, quanta popo’ ha fatto, poi comincia a bacchettarmi: Esci!Stira!passa lo swiffer!Prepara le carte per il rientro a lavoro!Vai a fare la spesa!Etc…
Ma ce li ho 32 anni o no?
Poi richiama alle 18 e poi la sera alle 21!
E pansare che la vedo quasi tutti i giorni, perchè i miei abitano in fondo all’unica strada che mi porta giù dalla collina dove sto!!!!
Grazie Francesca per la tua testimonianza, per l’avermi fatto capire che non sono l’unica… Grazie anche a Christine che mi ha risposto in privato! avevo bisogno delle vostre parole, tantissimo! un bacio
i oquasi a qsto livello ho mia suopcera che mi abita davanti!!!!!!!! Infatti so che la cosa si acutizzerà quando nascerà la 2 bubina è già ora sto studiando strategie difensive: staccare il telefono, stare fuori per evitare occasioni d’incontro. è brutto a dirsi ma può salvare dall’isteria farlo!!!!!!!!!!! Hai modo di diradare i contatti con tua madre? Sarà anche una brava donna, sarà anche colei che ti ha dato la vira nma devi tutelare il tuo equilibrio psciologico eh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
poivisto che è tua mamma na rispostaccia ogni tanto gliela rifilerei fa tanto bene al ns fegato!!!!!!!!!!!!!! Io l’akltro giorno a mia suocera ho detto che è dura come il coccio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e dire che mi trattengo sempre ma mi è proprio uscito di bocca e ora ci rido sopra!!!!!!!!!!!!!!!!!forza sandra pensa a tutelarti!!!!!!!!!
E dulcis in fundo arrivo anch’io….Sandra che dire???Ho una mamma piagnucolosa ricattatrice e vittimista esattamente come la tua…le voglio un gran bene perchè è mia madre ma non le perdonerò mai di non essersi fatta un bel training di analisi a suo tempo per evitare di riversare tutte le sue ansie persecutorie sugli altri !!!!Capro espiatorio preferito sono ovviamente io che, per carattere, proprio come te, non posso fare a meno di riempirmi di sensi di colpa ogni volta che, raggiunto il colmo(perchè lo si raggiunge dopo un po’….per quanto uno possa essere tollerante….non sei l’unica a dar fuori di matto credimi!!!!)mi permetto di contestare e concedermi un sacrosantissimo sclero!!!!! E’ UMANO SANDRA!!!!! l’unico consiglio che posso darti è di fare un bel respiro ogni volta che tua madre inizia a “pressare troppo” e a darti per sommi capi dell’incompetente e…di reagire come fa da anni ormai mio padre: fatti un giro, non darle corda e falla sbollire!!!! Avere una madre troppo ossessiva e vittimista non significa che sia necessario dargliele vinte tutte…si deve cercare di farsi forti e di farle comprendere che dovrà farsene una ragione se agiremo diversamente da come lei vorrebbe…Non significa volerle meno bene…semplicemente significa prendersi i propri spazi e le proprie responsabilità!!!
So che non è facile Sandra ma è l’unica cosa da fare come figle e come mamme…
Ti abbraccio stretta
Silvia
Immagino non sia di consolazione dirti che mettere 500Km (come ho fatto io) dalla propia madre non serve a niente se in casa hai il telefono…..Che dirti, potremmo fare un circolo e sfogarci on-line!!! Mia madre si è convinta, per il semplice fatto che è successo a lei, che io alla nascita del primo figlio sia andata in depressione post parto. Oltretutto nessun dottore le ha mai diagnosticato o confermato a posteriori che lei effettivamente 35 anni fa ha avuto una depressione post parto, ma questo non mina assolutamente le sue certezze!!! Lei SA! Io ho allattato mio figlio, l’ho portato a tutti i controlli mensili del peso e, nonostante la pediatra non trovasse nulla da ridire sulla sua crescita, mia madre era convinta che non avessi più latte ma che fossi troppo tirchia per comprare il latte artificiale!!! Quando sono rimasta incinta del secondo (i miei figli hanno 18 mesi di differenza, quindi sono rimasta incinta che il maggiore aveva 9 mesi e l’allattavo ancora) la prima cosa che mi ha detto è stata “ECCO! E NON SEI ANDATA DAL DENTISTA! ADESSO TI VERRANNO LE CARIE!!!”. Il mio primogenito ha iniziato a parlare tardi, lei era convinta che fosse autistico e nonostante l’abbia fatto controllare per scrupolo, il responso negativo dell’esperto non l’ha convinta al 100%…..E potrei andare avanti per ore! Sandra coraggio: guarda il lato positivo, ci faranno sante subito!!!! Un abbraccio!!!!
mi chiedevo…quando si parla di suoceri in realtà mi sembra si citi sempre LA suocera. Roba solo da donne quindi? Sono solo le nonne a rompere o anche i nonni?
La nostra situazione è particolare: non abbiamo mai avuto purtroppo le nonne (per fortuna! dirà qualcuna di voi) ma solo un nonno e…questa altalena di emozioni che state vivendo giorno dopo giorno non l’abbiamo mai vissuta sulla ns pelle.
ti capisco,io ho i mie che sono quasi al livello dei tuoi,invece mia suocera li supera……; )
sono di nuovo io,silvia, ho letto le vostre storie, spesso per non dire sempre, i nostri genitori non ci conoscono a fondo, ovvero ci conoscono ma non hanno una visione completa della nostra personalità. Talvolta ci giudicano inadeguati a ricoprire il ruolo che abbiamo in società, in famiglia, ovunque. Bisogna cercare di comprenderli e perdonarli, il loro è un istinto di protezione che gestiscono non troppo adeguatamente, ma loro sono la nostra famiglia di origine, dopo di loro, il vuoto.