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Sempre davanti alla Playstation

Scritto da barbapapa il 08 agosto 2017

giocare videogiochi

C’è chi sostiene che i videogiochi aiutino l’apprendimento. C’è chi invece dice il contrario e ne vieta o limita l’uso. Chi ha ragione?

La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. E tu, genitore, è giusto che sappia alcuni fondamentali e che detti le regole in casa.

Giocare alla Playstation fa bene perchè:

Alcuni giochi sono efficaci metodi di allenamento. Shawn Green e Daphne Bavelier, neurologi dell’University of Rochester a New York, hanno dimostrato che chi gioca regolarmente al computer ha una maggiore attenzione visiva, segue meglio le cose distanti o che cambiano rapidamente e può assorbire un maggior numero di informazioni perchè ha allenato l’attenzione visiva selettiva: in pratica i videogiochi insegnano a filtrare il superfluo e a concentare l’attenzione sulle scelte cruciali.

Altri giochi, invece, sarebbero in grado di colmare alcune lacune culturali. Per esempio, le donne hanno un punteggio inferiore a quello dei maschi nella rotazione delle figure tridimensionali nello spazio. Ma Jonathan Roberts del Virgina Polytechnic Institute ha dimostrato che basta che si esercitino con video tridimensionali per colmare la lacuna (al contrario i maschi non migliorano).

L’allenamento al videogame perfeziona poi le prestazioni motorie di precisione: la maggior parte degli interventi chirurgici avviene oggi in laparoscopia (chirurgia meno invasiva), dove è importante tenere la mano ferma e controllare millimetricamente i movimenti. James Rosser del Beth Israel York sostiene che i migliori chirughi endoscopisti siano quelli che giocano di più ai videogiochi. E secondo Kanav Kaohol e Marshall Smith del Bennerr Good Samaritan Medical  Center di Phoenix, mezz’ora di riscaldamento delle mani con un videogioco di precisione prima di un intervento, agevola il chirurgo, che fa il 48% di movimenti esatti in più rispetto a chi non si è riscaldato.
Alcuni reality game, infine, consentono di verificare che impatto avranno le proprie scelte. Al corso di laurea in economia e gestione dei servizi dell’Univeristà Cattolica del Sacro Cuore di Roma, si usa un reality game per formare i manager che dovranno gestire la città di domani. Simula una serie di variabili: pianificazione, urbanistica, scelta delle infrastrutture e delle politiche energetiche, arredo urbano, servizi alla cittadino, sicurezza aerea, aree verdi e viabilità, il tutto rispettando il budget disponibile e migliorando la qualità della vita.

Giocare alla Playstation non fa troppo bene perchè:

Molti studi sembrano dimostrare che la violenza di alcuni videogiochi si rifletta nella vita di ogni giorno. “I bambini imparano meglio guardando e imitando e sono gratificati dal successo” – dice John Murray, psicologo dello sviluppo alla Kansas State University. Non solo, alla violenza quotidiana contenuta nel videogioco ci si abitua. Bruce Bartholow dell0Università del Missouri-Columbia ha dimostrato che bastano 30 minuti di giochi violenti per ridurre l’attività del lobo frontale, deputato al controllo degli impulsi. Certo hanno un notevole peso anche il carattere del ragazzo e dell’ambiente. “Se la famiglia è sana il rischio si riduce. Ma se il ragazzo è già un po’ aggressivo di suo, vive in un’area a rischio e subisce maltrattamenti, ci sono maggiori probabilità che la violenza abbia effetto” – dice Joanne Cantor dell’Università del Wisconsil.

Un’altro rischio dei videogame è la dipendenza: un italiano su 5 usa i videogiochi troppo male e ne ricava disturbi ossessivo-compulsivi, anticamera di una dipendenza simile a quella del gioco d’azzardo. Lo ha dimostrato una indagine condotta da Daniele Labarbara, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Palermo su 2.200 studenti delle superiori: il 22% ha un atteggiamento definito “immersivo”, trascorrono cioè troppe ore al computer con forme di attaccamento maniacale verso i gadget tecnologici. Gli introversi sono a maggior rischio perchè i videogiochi amplificano i tratti della personalità. Dimitri Williams dell’Univeristà dell’Illinois a Urbana Champaing ha scoperto che nel cyberspazio gli estroversi diventano più socievoli, mentri gli introversi diventano più solitari e si isolano di più.

Una cosa è certa, i videogiochi non sono rilassanti.

I videogiochi amplificano le emozioni: aggressività, trionfo, rabbia, frustrazione…
Il Centro Studi Minori e Media di Firenze ha intervistato 200o ragazzi. Il 72,5% ha ammesso di identificarsi “qualche volta” o “spesso” nella storia di un videogioco. E le emozioni continuano anche a gioco concluso. Dato che un giocatore su due è condizionato nell’umore dall’esito del gioco: il 46,5% ammette di essere “un pò o molto più contento” se vince , e “un po’ o molto arrabbiato” se perde. Insomma, più usiamo i videogiochi e più ci cambiano. Alcuni ci rendono migliori, altri ci peggiorano.

Ma  se i bambini fanno sport, frequentano gli amici e occasionalmente giocano ai videogame scelti con occhi attenti dai genitori, i benefici saranno più degli inconvenienti. 

LE REGOLE DEL GIOCO

Limitare la quantità: L’american Acadamy of Pediatrics raccomanda: niente TV e videogame fino ai 2 anni, poi 1 ora al giorno, eccezionalmente due. Con gli adolescenti meglio la regola del no a TV e videogiochi prima di cena.

Scegliere i contenuti: Trasmissioni e videogame non violenti e di qualità possono avere effetti positivi se sono adatti all’età e se sono non solo a scopo ludico, ma anche culturale.

Fare altro: Creare le condizioni ideali perchè il bambino o il ragazzo facciano anche altre attività come lo sport.

No a TV e PC in camera: E’ l’unico modo per controllare che cosa il figlio guarda, a che cosa gioca, dove naviga, per quanto tempo e chi incontra su internet.

Nota: abbiamo parlato di Playstation ma ovviamente ci si riferisce a qualsiasi tipo di consolle.





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