La nascita di Noah, …al piccolo Noah (seconda parte)
30 luglio 2009 · scritto da Foffo
[..] Scendo dal letto, ordino on-line il biglietto del treno per Firenze, faccio un’altra doccia, prendo la valigia che avevo preparato da tempo, spengo il quadro elettrico, chiudo casa e alle 4:30 inizio a correre per la strada per arrivare alla stazione che dista circa 10 km….e mi spettano altre 13 ore di viaggio….
In quel momento realizzo anche che è domenica mattina e quindi non ci sono molti mezzi pubblici a disposizione per arrivare in tempo alla stazione
. L’unica cosa che posso fare è darmi una mossa…succede però qualcosa di inatteso, vedo passare un taxi in direzione opposta e penso che una volta libero, con un po’ di fortuna potrebbe ritornare indietro passando dalla stessa strada che stavo percorrendo. Non passano dieci minuti che trovo il taxi fermo al semaforo dell’incrocio che stavo attraversando, ringrazio la buona stella che mi protegge e mi paro davanti prima che il verde lo faccia scattare. Getto la valigia sul sedile posteriore e mi siedo accanto mentre chiedo di dirigersi verso la stazione. Il conducente mi chiede a che ore parte il mio treno ed io gli rispondo che sarebbe partito alle 5:30 e che quindi avevo un margine sufficiente di tempo. A fine corsa lo ringrazio e vado a fare il biglietto al distributore automatico. Sono in anticipo e decido di prendere il treno delle 5:15 che mi porterà a Zurigo. Una volta in treno chiamo mia moglie che nel frattempo è stata già accompagnata all’ospedale dai suoi genitori: "La ginecologa dice che per ora la dilatazione è di solo un centimetro, intanto mi hanno sistemata in stanza. Per ora continuo ad avere solo un po’ di fastidio e nessun dolore. Probabilmente ho la soglia del dolore alta e non patirò molto…".
Decido che è ora di buttare giù dal letto anche i miei genitori e recito la parte della persona zen: "Sicuramente ci vorrà ancora qualche ora perchè non ha ancora le contrazioni".
Intanto arrivo a Zurigo e mi bevo un té caldo zuccherato perchè in questa situazione ho ancora difficoltà a digerire la cena della sera prima.
Salgo sul cisalpino in partenza alle 7:00 che arriverà a Firenze verso le 14:15.
Alle 7:37 Beppa mi messaggia: "Sono al secondo pacchetto di pavesini e il suo battito è ok, quando arrivi?". Dall’umore del messaggio capisco che le cose stanno procedendo in allegria. Alle 9:39: "I tuoi sono arrivati in ospedale, io sto chiacchierando colla vicina di letto, quando arrivi?", nulla è cambiato e continuo a confidare nella nostra buona stella. Ore 11:00, ultimo messaggio: "Dilatazione sempre uguale, QUANDO ARRIVI?".Capisco che il tono è cambiato … Le telefono e mi dice: "Inizio a sentire un po’ di dolori…" ed io prego di riuscire ad arrivare in orario a Firenze per prendere il primo treno per Livorno delle 14:27.
Scendo a Firenze vado alla biglietteria automatica, oblitero e salgo sul treno…e anche questa è fatta. Tempo cinque minuti mia moglie mi chiama ed in preda dello stesso demone offensivo delle donne incinta, descritto maestralmente dal mitico Sergio Sgrilli, mi dice: "Ma cosa ti dice la testa, eh?! Non mi chiami più???? Guarda che i dolori sono aumentati e si presentano ad intervalli di 5 minuti! E poi…QUANDO ARRIVI???!". Leccandomi la zampetta rotta le rispondo che sto facendo il più presto possibile e che ancora poche ore e sarei finalmente arrivato.
Ore 15:28, sono quasi a Pisa e i parenti iniziano anche loro a chiedermi a che punto sono…arrivo infine a Livorno e salgo sull’ultimo treno che mi porterà finalmente a destinazione. Telefono a mia moglie, ma risponde la sua mamma: "(Mhhhhh…..maaaammaaaa…….Uhhhhm, voce di sottofondo) Su, su, su, forza, respira…..Pronto?…..Si, ha i dolori…quando pensi di arrivare?…..Ok, a tra poco allora…". La telefonata si conclude e l’ansia mi attanaglia come un koala lo stomaco…ore 16:00, ancora un’ora e mezza e arriverò all’ospedale.
Arrivo infine alla stazione e trovo ad accogliermi i miei genitori, mio fratello e mia cognata: "Forza babbino che Noah ti ha aspettato fin’ora, come ti senti?"…Questa è la domanda da un milione di euro….riesco a camminare perchè non richiede ragionamento, ma organizzare un pensiero in quel momento è un’abilità assente e quindi rispondo "Booooh!".
Ore 6 entriamo in ospedale e i miei mi danno indicazioni sul percorso da seguire perchè mi vedono alquanto disorientato. Salgo in reparto e chiedo di mia moglie. Entro nella stanza e mi si presenta la scena del film "l’Esorcista": mia moglie ha un soprannaturale colore verde-giallognolo e con gli occhi rivolti al cielo mi afferra per la maglia, mi rivolge lo sguardo e fissandomi negli occhi mi fa capire che vuole che respiri insieme a lei. Intanto prendo il tempo e osservo che le contrazioni durano circa una trentina di secondi e si presentano ogni quattro minuti.
La rassicuro accarezzandole la testa, passandole la mano tra i capelli e non appena torna in sé le chiedo della dilatazione: "Non possono farmi troppe visite perchè le membrane sono rotte e vogliono ridurre al minimo il rischio d’infezioni, comunque la dilatazione due ore fa era ancora di un centimetro e mi dicono che i dolori che sento non sono contrazioni ma è il bimbo che si muove in assenza di liquido amniotico".
Prima del travaglio mia moglie era fermamente convinta di non voler prendere alcun anestetico durante il parto, ma data la situazione decido di riprendere l’argomento e tra una contrazione e l’altra le chiedo con disinvoltura se non avesse avuto dei ripensamenti riguardo all’epidurale, perchè a dilatazione completa non sarebbe stato più possibile optare per quella opzione. Al primo cenno di assenso parto in quarta e mi dirigo verso l’ostetrica esponendole il punto, al che ottengo: "Sa, questa è una cosa che andava valutata prima, ora potrebbe risultare un po’ difficile, comunque non escludiamo questa alternativa e vediamo come procede il travaglio"…non voglio entrare in polemica perchè oltre alle questioni mediche ho capito che il problema reale è che risulta difficile trovare un anestesista alle 18:30 di Domenica senza preavviso. Ritorno in camera e parlando probabilmente in un dialetto aramaico del sud mi dice: "Sento la necessità di spingere"…faccio dietrofront e torno a parlare con l’ostetrica, la quale mi chiede di quanto è la dilatazione, e questa non me la sono lasciata scappare, le rispondo: "Io non l’ho di certo visitata, magari mi aspettavo di sapere qualcosa di più da lei", lei mi risponde "Ok, facciamo un’altra visita".
Entriamo in camera inizia la visita, lei intanto vede bene di sfogare il suo tormento della visita su di me affondandomi le unghie nel braccio e tempo 2 minuti arriva il responso: "Dilatazione completa! Andiamo in sala travaglio!". In quel momento Beppa mi guarda e anche lei, come la moglie di Rocky, chiede se fosse ancora possibile fare l’epidurale. Al mio cenno negativo la vedo smarrita, ed questa sensazione diventa più forte quando uscendo in poltrona dalla camera, in direzione della sala travaglio, vediamo tutti i nostri parenti accalcati nel corridoio con in prima fila mia suocera che a mo’ di tifoseria calcistica e paonazza dall’emozione urla: "Dai che ce la fai!!!".
Durante il percorso ho avuto la malaugurata idea di appoggiare la sua testa sulla mia pancia, sennonché sopraggiunta la contrazione, mi sono visto arrivare un morso (cosa di cui mia moglie a perso completamente il ricordo). Questa volta sono stato io a parlare un’altra lingua e siamo arrivati in sala travaglio.
L’ora e mezza successiva per me è passata in molto meno tempo, per lei sicuramente è durata molto di più. Attaccata l’ossitocina per prolungare le contrazioni, altrimenti inefficaci per le spinte perchè troppo corte, ho iniziato a vedere la testolina di Noah. Siamo passati quindi alla sala parto e tra una spinta e l’altra Noah è nato alle 20:25. Ha pianto subito, taglio del cordone ed è stato messo sulla pancia della mamma per pochi secondi, per poi essere visitato (2,8 Kg). Sinceramente pensavo di non reggere a tanta emozione ma invece ho visto tutto, dall’espulsione della placenta ai punti finali….Moglie e erede in ottima salute, cosa può chiedere di più un neo-papà? Felicità alle stelle!!!
Ora vi saluto, penso di avere scritto un po’ troppo e spero non me ne vogliate.
Ciao Foffo


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auguri per la nascita del vostro bimbo…e meno male che sei arrivato in tempo…credo che poi tua moglie ce ne sarebbe rimasta ,male…in ogni caso il tuo racconto è stato fantastico,dopo la prima parte letteralemnte appassionante non aspettavo altro che di leggere il continuo e finalmente è arrivato….meglio del primo!!!auguri di cuore per la nascita di noah che è proprio un bambino stupendo!!!
Che amoooooooore!!!
Congratulazioni!!
Personalmente non sarei stata così comprensiva come Beppa, se mio marito avesse rischiato di perdersi il parto, anche per motivi di lavoro!!!
Un bacione Fra’
I tuoi racconti sono sempre strepitosi!
Vorrà dire che la prossima volta cerchero’ di restare nei paraggi…
;-P
ciao Foffo, auguri!!! wow che racconto mozzafiato!!!
tantissimi auguri,mi hai fatto morire con il tuo racconto!!!!una bella esperienza sicuramente!!!!!
Congratulazioni davvero!
mamma mia,ho letto tutto d’un fiato
ke bel racconto,fortunatamente sei riuscito ad arrivare in tempo!!!!
complimenti il piccolo è stupendo
tantissimi auguroni alla nuova famiglia!!!!!
bellissimo racconto!!!!
che viaggio!
per fortuna che sei arrivato in tempo! benvenuto Noah!! sei bellissimo!
ma che giorno è nato Noah?