La nascita di Noah, dalla Grande Mela… (prima parte)
26 luglio 2009 · scritto da Foffo
Ciao, vi scrivo per rendervi partecipi di come si è svolto il nostro parto. Spero di non annoiarvi troppo con questo racconto, ma come dice Barbapapà il diario racchiuderà i nostri ricordi di quei momenti e di ricordi ne abbiamo molti, vogliamo quindi che il tempo non ne affievolisca alcuno. Abbiamo così deciso di dividere in due parti il nostro racconto per darvi un’idea generale del periodo che ha preceduto la nascita di Noah e al tempo stesso non tediarvi troppo.
Le persone che hanno partecipato al corso pre-parto con mia moglie sapevano ormai molto bene che la nostra preoccupazione maggiore era che riuscissi ad essere presente alla nascita di nostro figlio perchè 800 chilometri di distanza non si colmano in pochi minuti…Avevamo pianificato infatti che Noah sarebbe nato in Italia e che io, dall’estero, li avrei raggiunti alle prime avvisaglie del travaglio.
Come alcuni di voi ormai sapranno il mio lavoro richiede di fare qualche viaggio per così dire "fuori porta"…ed il nostro racconto inizia proprio alla fine di una giornata di Giugno, che per noi corrispondeva alla settimana 36+5, giorno in cui sono atterrato a New York. Nei giorni precedenti avevamo valutato la possibilità di spostare il viaggio alla fine di Luglio, ma la data presunta del parto era prevista, in modo non ben definito, tra il 7 e il 14 di Luglio. Considerando che le primipare in genere partoriscono più tardi e che ginecologo e ostetrica ci avevano dato il loro beneplacito che il bimbo non era ancora "impegnato", avevamo deciso di toglierci subito il pensiero per avere tutto il tempo per noi dopo il parto.
Sceso dall’aereo, e svolto le pratiche per entrare negli States, riaccendo il cellulare (ore 21 italiane, 15 locali). Il primo messaggio trovato è stato: "Amore non ti preoccupare, sono andata al pronto soccorso ostetrico perchè ho il sospetto di perdere liquido amniotico". Ci sentiamo al telefono, lei cerca di rassicurarmi dicendo che anche la ginecologa non era sicura, ma che in fin dei conti la gravidanza era quasi al termine e che quindi avremmo dovuto aspettarci una sorpresa a breve. I miei "super sensi di ragno" hanno iniziato a vibrare ed ho avuto il presentimento che non si sarebbe trattata di una settimana facile…
La prima parte della settimana è trascorsa in modo tranquillo finché un giorno mia moglie ha sentenziato: "Sai, per tutta la gravidanza mi sono sentita stanca, ma oggi mi sento energica e ho spostato la libreria per fare posto al lettino". Il sangue mi si è gelato pensando a questo come ad un sintomo del travaglio imminente…
Ogni giorno è un po’ un conto alla rovescia ma finalmente arriva la data del ritorno in Europa.
Ore 18 aeroporto JFK (ore 24 italiane): "Amore sono contenta che stai per partire, la settimana è stata molto lunga, eccetto però il chi va là iniziale le cose stanno procedendo senza fretta…sicuramente Noah ha voglia di rimanere lì dov’è ancora per un po’…". Le ultime parole famose?
Sabato 27 Giugno, ore 9:30 aeroporto di Zurigo, la loro notte è trascorsa in modo tranquillo, vado a casa, riaccendo il quadro elettrico, doccia e spesa. Rincaso e faccio un piccolo riposino nel pomeriggio. Mia moglie mi chiama dopo due ore e mi dice: "Scusa se ti sveglio ma avevo paura che col fuso orario avresti avuto difficoltà ad addormentarti stanotte"…mangio controvoglia e rimango a guardare DVD durante la serata cercando una piccola avvisaglia del sonno che non vuole sopraggiungere. Alle 3 del mattino prendo in modo risoluto la decisione di mettermi a letto anche senza sonno. Non so dire di preciso a cosa stessi pensando in quei momenti, ma l’unica cosa che ricordo nitidamente è che alle 3:30 il telefono suona e mia moglie mi dice, con voce apparentemente calma: "Si sono rotte le acque, ma per ora non ho nessun dolore, solo un po’ di fastidio nella zona delle ovaie".
Scendo dal letto, ordino on-line il biglietto del treno per Firenze, faccio un’altra doccia, prendo la valigia che avevo preparato da tempo, spengo il quadro elettrico, chiudo casa e alle 4:30 inizio a correre per la strada per arrivare alla stazione che dista circa 10 km….e mi spettano altre 13 ore di viaggio….
Qui si conclude la nostra prima parte del racconto…nel prossimo post l’epilogo della storia.
Ciao
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ma ma ma …..ci lasci cosi??????
voglio anke la 2 parte del racconto;^_^
mitico foffo! mi hai inchiodato alla sedia! Non mi è chiara una cosa: hai anche una tua casa a Zurigo quindi? -Oppure è solo un “alloggio” di lavoro?
No, Zurigo è solo lo scalo europeo di cui mi sono servito per andare negli States e tornare. Noi abitiamo in Francia ed ho approfittato delle offerte on line delle ferrovie svizzere per andare verso Firenze (c’è un cisalpino diretto). Primo treno utile ore 7:00 ma lo raccontero’ meglio nel prossimo post.
E dai Foffo!!
Sono due giorni che aspetto il seguito!!!
Mica mi puoi lasciare così in sospeso!!
Il mio piccino ne soffre!!!!!! Scherzo ovvviamente!
Ciao Fra’