Il parto attivo
22 maggio 2008 · scritto da barbapapa
La chiave di ogni parto naturale è che la donna ne sia protagonista. A tutti gli effetti. Per questo motivo, negli anni 80, Janet Balaskas ha voluto mettere l’accento proprio su questo aspetto, fondando l’International Active Birth Movement (Movimento internazionale per il parto attivo).
“E’ la donna che deve essere al centro di tutto l’evento, a partire dalle scelte informate durante la gravidanza su quali e quanti esami eseguire, fino alle modalità del parto: come, dovce e con chi fa nascere il suo bambino”, spiega Piera Meghella, fondatrice e presidente da oltre vent’anni del MIPA, il Movimento internazionale per il Parto Attivo.
“L’intero periodo perinatale, prima e dopo la nascita del bambino, viene ricordato per tutta la vita e una influenza sulla proprio autostima e sulla fiducia nelle proprie capacità e competenze materne”.
Durante il travaglio e il parto, in particolare, ogni mamma dovrebbe poter rimanere al centro con i suoi bisogni e le sue personali modalità di gestire questa esperienza, sempre attiva e protagonista.
Il parto attivo quindi non è una tecnica precisa, ma è soltanto la possibilità di assecondare il proprio istinto, come in natura.
Le ostetriche lasciano cioè che sia la donna a scegliere le mosse che sente migliori in quel momento. Le viene concessa totale libertà di movimento e di assumere tutte le posizioni che preferisce.
Può quindi partorire in piedi, accovacciata, appoggiata al compagno, a carponi o a letto, l’importante è non rimanere supine. Oppure utilizzare strumenti che possano aiutarla: una liana o la spalliera, lo sgabello olandese, letti ribassati, palloni, materassini. “Attenzione, però: cresce il numero di ospedali che offrono ambienti accoglienti e bene attrezzati”, avverte Piera Maghella, “ma non la possibilità di partorire in posizioni diverse da quella litotomica, cioè sdraiata sulla schiena”. Una posizione che non ha nulla di fisiologico e naturale.
Ecco alcune ragioni per le quali è meglio non partorire in posizione supina:
- La forza di gravità favorisce sia la discesa e la fuoriuscita del feto, che il secondamento (distacco ed espulsione della placenta), aiuta il deflusso dei liquidi dall’utero e riduce il rischio di infezione.
- Il peso del nascituro agisce sulla cervice, stimolandone una più veloce dilatazione.
- Migliora la circolazione feto-placentare, riducendo il rischio di sofferenza fetale.
- Il canale vaginale si dilata facilmente, perchè il peso del tuo corpo non grava su di esso, come, invece, accade quando si è completamente sdraiate.
- Diminuisce la pressione addominale sui nervi e lagamenti.
- Le fasce muscolari dell’utero possono esprimere tutto il loro potenziale, consentendo contrazioni più efficaci.
- Si riduce il rischio di lacerazione del perineo (l’insieme dei tessuti molli posti fra il retto e la vagina), perchè la testa del tuo bambino non preme su di esso come accadrebbe se tu fossi distesa.
Informati bene però prima di “fantasticare” su come ti piacerebbe partorire: chiedi bene all’ospedale dove vorresti andare a partorire e al tuo ginecologo. Specifica quali sono i tuoi desideri in merito all’eventuale tipo di terapia analgesica da praticarti, all’ambiente in cui vorresti partorire, all’intervento ostetrico ed infine agli esami ed ai controlli a cui essere sottoposta, facendo presente cje questo elenco è semplicemente una guida orientativa.
Ricorda: il parto è un evento di per sè imprevedibile, quel che conta è portarlo a termine avendo la consapevolezza di aver realizzato pienamente i propri desideri e le proprie aspettative, indipendentemente dalle circostanze che possono essersi verificate.
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Molte ragazze che conosco hanno avuto la possibilità di partorire nella posizione che preferivano, qua all’ospedale civile di venezia cercano di assecondarti al meglio, ho constatato che l’80% delle ragazze che ho sentito, hanno scelto di partorire in piedi trovando molto più comoda questa posizione piuttosto che distese…..è giusto che ogniuna di noi abbia la possibilità di poter scegliere la posizione meno “dolorosa” e che aiuti di più…..