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Libro: Comandare è Fottere

13 novembre 2008 · scritto da

Comandare è fottereTitolo: Comandare è fottere
Sottotitolo: Manuale politicamente scorretto per aspiranti carrieristi di successo
Autore: Pier Luigi Celli
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 10/2008
ISBN: 8804583721X
ISBN-13: 9788804583721
Pagine: 106

Pier Luigi Celli è un gran bastardo. Uno di quelli che difficilmente vorresti avere come capo. Il suo ragionamento è: comando io, tu non vali nulla oggi, non varrai mai nulla domani perchè al mondo il migliore sono e sarò sempre io. Affascinato da questo ragionamento angosciante, ho comprato il libro.

E’ un manuale semi-delirante scritto da chi è abituato a comandare in grandi aziende: qualcosa di buono c’è, qualcos’altro è invece un po’ di aria fritta e grandi parole con l’intento di impressionare il lettore. Per lui, sul lavoro (ma probabilmente anche nella vita) non ci sono mai risorse umane da salvaguardare. Perchè,  "L’uno, ormai, vale l’altro".

Sintetizzando in un paragrafo tutto il suo libro basta ricopiare poche righe di pagina 62: "Scalare la carriera richiede determinazione, una buona prestanza di carattere e l’attitudine a utilizzare tutte le occasioni per affermare sè stessi, la propria visione del mondo, il proprio dominio strumentale delle regole, la propria distanza dagli altri. Nel salire verticalmente, come è inevitabile se si vuole risparmiare tempo, non sono previsti alleati".

Mi chiedo: che rapporto avrà in famiglia con i suoi figli? Li considererà degli idioti? (altri filgi di top manager li ho definito pressochè in questo modo)
E sua moglie? E di amici, ne avrà mai quest’uomo? Chissà che vita conduce. E come diavolo fa ad essere oggi direttore di una Università? Non è un controsenso? (tanto per lui nella vita gli altri non contano nulla…)

Da comprare questo libro? Sì, perchè di pazzi fuoriosi sul lavoro, non sempre, ma ogni tanto si incontrano.

Per non smentire la sua fama da "stronzo" (scusate l’inglesismo), Pier Luigi Celli, nei Ringraziamenti del libro, arriva a sfottere tutti quelli con cui ha lavorato in questo modo: "Se c’è un ringraziamento da fare è a quanti hanno esemplificato, prendendosi sul serio, un mondo che poi li avrebbe travolti o, più passivamente, ricondotti ad una normalità senza gloria. E’ loro il merito per le riflessioni che si sono accumulate nel tempo e, qui, hanno poi preso forma di manuale, nell’aspirazione a sublimare un’esperienza che, come noto, non ha quasi mai nulla da insegnare."

 

Il libro lo trovi ovunque e, ovviamente, anche online. Eccoti alcuni siti (i prezzi sono sempre gli stessi, guarda solo alle differenze nelle spese e tempi di spedizione):

pierluigi celliNote sull’autore: Pier Luigi Celli, classe 1942, è sposato con due figli. Nella sua vita professionale ha maturato importanti esperienze come
responsabile della gestione, organizzazione e formazione delle risorse umane in grandi gruppi, quali Eni, Rai, Omnitel, Olivetti ed Enel. Attualmente è amministratore delegato e direttore generale dell’Università Luiss di Roma.

 








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Commenti a questo post

4 commenti a “Libro: Comandare è Fottere”

  1. lorenzo ha scritto il 20 gennaio 2009 alle ore 5:53 pm

    Mi sembra che l’autore del post non abbia capito la sottile ironia di Celli il quale spiega come far carriera, lavoro nel pubblico e mi ci sono ritrovato in pieno, e però sottende sempre la domanda, Ne vale davvero la pena?

  2. Antonello ha scritto il 6 marzo 2009 alle ore 10:32 am

    Sono d’accordo con Lorenzo, proprio ieri ascoltavo un intervento di Celli su radio24, il suo pensiero riassunto in 4 parole è: “comandare e fottere….la propria vita!!!”
    Il tempo passa, tu sei intento a fare carriera, ma in realtà ti stai fottendo la vita.

  3. barbapapa ha scritto il 6 marzo 2009 alle ore 2:04 pm

    Ciao Antonello, il tuo concetto è lineare e limpido. Sono il primo a dire che il lavoro è necessario solo nella misura in cui ti permette di goderti la vita “nei giorni liberi”.
    Il libro però non dice questo: Celli è molto cinico, parla pressochè male di tutti quelli che ha incontrato e di tutti quelli, soprattutto i giovani, che gli passavano davanti nel mondo del lavoro; con un modo di porsi (e non è poi così tanto tra le righe) del tipo: “Tu non sai chi sono io” e “tu non conti nulla nè mai potrai farlo”.

  4. Valeria ha scritto il 13 febbraio 2011 alle ore 11:32 pm

    Concordo con Lorenzo e Antonello.
    Tra l’altro, basterebbe leggere l’introduzione del libro per capire in che ottica è stato scritto e in che ottica vada, quindi, letto.
    Poi se si vuole forzatamente fare una lettura del testo che altro non è se non una decodifica aberrante dello stesso, allora, forse, non ne vale la pena neanche non anche discutere.
    Infine, prima di fare domande provocatorie sulla vita privata e sul rapporto tra gli autori e le rispettive famiglie e figli (ammesso che questo abbia una qualche valenza e possa influenzare il giudizio sulla qualità di un testo), sarebbe bene documentarsi, Si eviterebbero tante brutte figure e parole buttate al vento.

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