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Libro: Abbracciamolo subito!

4 marzo 2010 · scritto da Marika

abbracciamolo-subitoPer una come me che ha partorito col cesareo, questo libro è un po’ un pugno nello stomaco, anche se nel mio caso, come sapete già, la scelta era necessaria. Pollicino era podalico trasverso.

Il libro inizia col difendere a spada tratta il parto naturale e vi si adducono spiegazioni scientifiche, antropologiche, psicologiche, biologiche, chimiche, storico-culturali, ecologiste. L’autore, ginecologo, è uno dei più famosi pionieri del parto in casa, e pone l’accento su un elemento che lui ritiene fondamentale e assolutamente ignorato dall’attuale ostetricia: tutti i mammiferi quando devono partorire si allontanano dal branco, hanno bisogno di intimità. Se una femmina di qualsiasi specie mammifera non si isola dai suoi simili, non partorisce nella penombra, dove non può essere disturbata, il parto rischia di essere più lungo e pericoloso. Anche la donna ha bisogno di intimità per partorire e non di uno stuolo di medici che la osservano, la reprimono, la controllano in continuazione, dimentichiamo forse che l’uomo è un mammifero? Questo assioma, ne prevede un altro, cioè che nascere è naturale (non a caso nascita e natura hanno la stessa radice etimologica). Il bambino che nasce ha bisogno di rispetto e di amore. Ha bisogno di essere abbracciato dalla mamma. Ha bisogno degli occhi di sua madre dentro i suoi, non delle gocce di vitamina K. C’è tempo per lavarlo, per calcolare l’indice di Apgar, per presentarlo al padre. La prima ora dopo la nascita il bambino deve solo appoggiarsi al ventre della madre, farsi strada verso il capezzolo e ciucciare quelle prime e fondamentali gocce di colostro. La sua vera e prima vaccinazione.

Auspicabile quindi sarebbe l’istituzione delle Case di Maternità, strutture adiacenti agli ospedali – nel caso in cui ci sia un’urgenza bisogna sempre potere contare su una epidurale o su un taglio cesareo, il cosiddetto “progresso da salvare” di tutta l’arte ostetrica – ma arredate e strutturate in maniera più umana di un ospedale, con cui le gravide possano familiarizzare anche mesi prima (mi pare che qualcosa di simile in paesi più civili sia stato già creato).

Le tesi sostenute in difesa del parto naturale sono abbastanza ambiziose a mio avviso, perché mirano alla creazione di una ecologia della nascita: la convinzione più vasta e profonda che emerge da questa lettura è che riscoprire le origini animali dell’essere umano significa anche valorizzare i suoi istinti “ecologici” in favore della conservazione della specie umana, delle altre specie e, nella sua più ampia accezione, nel rispetto della Natura.
Il percorso culturale fino ad oggi manifestatosi nella storia, ha generato comportamenti sociali dal carattere aggressivo dei quali è responsabile, tra gli altri, la separazione anzitempo del cucciolo d’uomo dalla sua madre, o la messa in atto di tutta una serie di elementi di disturbo alla creazione della loro relazione. L’eccesso di monitoraggio del parto o l’imposizione di regole di allattamento e svezzamento non sono che l’ultimo refolo di questa cultura che da millenni trascura l’importanza dell’amore come potenziale, e per certi versi rivoluzionaria, strategia per la sopravvivenza umana; finora la storia ha generalmente sostenuto la validità e l’importanza del dominio dell’Uomo sulla Natura e sugli altri gruppi umani e animali,ma nell’era dell’”apprendista stregone” responsabile della distruzione del pianeta, tale dominio è ormai superato e non più idoneo allo scopo della sopravvivenza stessa.

Nel testo infine, affinché nell’uomo prevalga il rispetto per la Natura, viene sottolineata l’importanza del “cocktail di ormoni dell’amore” quali l’ossitocina, la prolattina e le endorfine, che portano madre e figlio a cercare una stretta vicinanza tra di loro e contribuiscono alla formazione del legame di attaccamento, base di tutte le interazioni sociali del bambino e del futuro adulto.

Titolo: Abbracciamolo subito!
Sottotitolo: I veri bisogni del bambino e della mamma
Autore: Michel Odent
Pagine: 112
Anno: 2006
Editore: Red Edizioni
Prezzo indicativo: 8€

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Commenti a questo post

6 commenti a “Libro: Abbracciamolo subito!”

  1. barbapapa ha scritto il 4 marzo 2010 alle ore 6:54 pm

    Grazie Marika per averci segnalato questo libro! (mi sono permesso di spostarlo dal tuo diario nella sezione “leggere”)
    Non ho capito però se lo consiglieresti o meno…

  2. Marika ha scritto il 4 marzo 2010 alle ore 9:09 pm

    bèh sì ne consiglio la lettura a chi sta per diventare mamma!

  3. Sandra ha scritto il 5 marzo 2010 alle ore 9:35 am

    Marika, un pugno nello stomaco anche per me… pensa non riesco a finire di leggere il tuo articolo per la rabbia! Su tre parti io ho avuto due cesarei… Con Ilaria si è raggiunta l’apoteosi… Ho partorito alle 9.00 del mattino e l’ho vista direttamente alle 19.00 … dieci ore dopo, per una mezz’oretta e poi direttamente la mattina dopo. Credimi, ho dato di matto in clinica. Avrò telefonato al nido centinatia di volte. Ed al terzo giorno non ho consentito più alle infermiere di portarla via perchè me la portavano in camera già sazia, compromettendo brutalmente la mia possibilità di allattarla. Ho detto loro che se la volevano dovevano chiamare le forze dell’ordine! Così finalmente Ilaria si è attaccata al mio seno, abituata però già al latte, per cui del mio colostro non sapeva che farsene. Affamata, si è avvinghiata a me come una pazza, procurandomi una splendida montata lattea ma con tante tante dolorosissime ragadi! Sarebbero da denuncia queste strutture!
    Fortunatamente mi ha poi seguita un “grande” pediatra che mi ha aiutata a tener duro, a non demordere… Grande sostenitore dell’importanza delle coccole sulla produzione del latte, ha istruito ben bene anche mio marito, riferendogli che il suo ruolo in prima istanza, non era quello di coccolare la bimba, ma quello di coccolare ed aiutare la sua mamma :-) .
    Un bacio Marika e sempre complimenti per i tuoi interessantissimi articoli.

  4. barbapapa ha scritto il 5 marzo 2010 alle ore 9:37 am

    thanks! Ho sempre guardato un po’ con sospetto le edizioni Red perchè mi sono sempre sembrate un po’ “superficiali”, fatte per la massa, non di qualità insomma.

  5. silvi ha scritto il 10 marzo 2010 alle ore 11:44 am

    Voglio consolare quelle mamme che hanno il cruccio di aver partorito col cesareo!
    Io ho avuto un parto naturale, ma ancora ora a distanza di un anno ne porto ancora le ferite sia fisiche che psicologiche: l’ospedale dove ho partorito è un fervido sostenitore del parto naturale, perciò mi sono fatta 24 ore di travaglio con farmaci come l’ossitocina che fa venire contrazioni fortissime e ravvicinate e alla fine ero così stanca che ho chiesto il cesareo che non mi hanno voluto fare per invece praticarmi un’episiotomia con ventosa di gran fretta perchè il mio bimbo era in sofferenza e appena nato non l’ho nemmeno visto perchè è dovuto subito essere ricoverato visto che aveva bevuto il liquido amniotico e l’hanno dovuto rianimare, è nato con un punteggio di apgar di 5 ed è vivo perchè il buon Dio ha guardato giù, perciò non insistano più di tanto con il parto naturale a tutti i costi, perchè quando è in gioco la VITA i buonismi non contano ed è meglio un cesareo in più che un’esperienza del genere!
    Scusate lo sfogo ma sono molto arrabbiata ed indignata per quello che mi è successo!

  6. marika ha scritto il 10 marzo 2010 alle ore 3:32 pm

    Cara Silvi, mi dispiace un sacco per la tua esperienza negativa, ma in questo libro, nel quale ci sono tanti spunti interessanti, ma come ogni libro di parte va preso con le giuste contromisure, non si parla del parto naturale come quello che hai avuto tu e che purtroppo hanno la stragrande maggioranza delle donne. Un parto indotto con ossitocina chimica in cui la donna è costretta a uno scomodissimo lettino da parto NON è un parto naturale…
    Anzi, l’autore del libro si scaglia contro chi tortura con queste pratiche (ossitocina chimica, episiotomia, manovra di Kristeller e forcipe o ventosa) che agevolano solo il lavoro dei medici ma tormentano di dolore le partorienti fino a sfinirle e a ridurle a stracci…se la donna viene sostenuta e aiutata nella convinzione che può farcela da sola nella posizione più comoda e in base ai suoi tempi e non a quelli ospedalieri, la buona riuscita di un parto è assicurata. Se non fosse così, il genere umano si sarebbe estinto da un pezzo.

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