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Fecondazione artificiale, test preimpianto è un diritto in caso di malattia genetica

Scritto da News Bimbi il 20 aprile 2017

Se una coppia è affetta da una malattia genetica grave, tale da poter portare ad un aborto terapeutico da parte della donna, la coppia ha diritto o a ottenere la diagnosi genetica preimpianto nella struttura sanitaria dove è effettuata la procreazione medicalmente assistita, oppure al pagamento delle spese per effettuare questo test in un’altra struttura.

A stabilirlo, il Tribunale di Milano, che ha condannato la Clinica Mangiagalli, la quale si era rifiutata di effettuare la diagnosi a una a una coppia in cui l’uomo era affetto da esostosi multipla ereditaria, quindi trasmissibile al feto. La coppia, nel frattempo, ha provato a sottoporsi ad altri test preimpianto e ad altre 2 fecondazioni assistite in Grecia, che sono fallite, spendendo circa 13mila euro. Soldi che non gli saranno rimborsati nonostante la sentenza a loro favore.

Assieme alla Mangiagalli, è stata condannata anche la Regione Lombardia, perché ha appoggiato la tesi della clinica, la quale sosteneva che la diagnosi genetica preimpianto non costituisce un diritto per il paziente ma una possibilità in base alle capacità tecniche della clinica. Come ha concluso il legale della coppia: “Questa ordinanza dimostra come la diagnosi genetica preimpianto (Pgd) su malattie gravi rappresenti una prestazione essenziale di assistenza”.

E voi, cosa ne pensate?





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