Crescere con la rima e la poesia
3 gennaio 2010 · scritto da barbapapa
Fin dall’infanzia è importante dare spazio all’esperienza poetica, perchè favorisce lo sviluppo del linguaggio.
Gli educatori che lavorano nelle Scuole Materne di sovente intrattengono i bambini leggendo loro filastrocche e poesie perché ben sanno che ascoltare o inventare un testo poetico è utile sia allo sviluppo del linguaggio, sia alla strutturazione dei processi mentali.
Cercare la parola in rima impegna infatti la memoria, l’attenzione, il pensiero e favorisce il processo immaginativo e creativo. Le occasioni per inventare poesie e filastrocche coincidono generalmente con le ricorrenze legate agli affetti familiari. Le feste della mamma, del papà, dei nonni possono ispirare ai bambini componimenti originali o stimolare i genitori, soprattutto nei momenti di relax, a leggere i versi che alcuni poeti hanno scritto per i loro piccoli.
Umberto Saba è uno di questi e la sua poesia “Favoletta”, dedicata alla sua bambina, ancora oggi mantiene una freschezza che la rende fruibile e comprensibile anche ai bambini moderni.
Dice la poesia di Saba:
Tu sei la nuvoletta, io sono il vento;
ti porto ove a me piace;
qua e là ti porto per il firmamento,
e non ti do mai pace.
Vanno a sera a dormire dietro i monti le nuvolette stanche.
Tu nel tuo letticciolo i sonni hai pronti
sotto le coltri bianche.
Per quanto riguarda le filastrocche si gioca invece soprattutto “a caccia di rime”, considerato che più sono strampalate, più sono divertenti.
Semplici o ermetiche, “stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che io dico la mia”, oppure “ambarabà cicci coccò, tre civette sul comò” , le filastrocche hanno spesso la funzione di intrattenere divertendo oppure di guidare i giochi di gruppo come nella conta, “un, due,tre, che t’amurè, che te propinqua lusinghè “.
Non mancano però filastrocche educative come quelle di Gianni Rodari o di Roberto Piumini dove spesso la rima
invita anche a soffermarsi sul significato del testo come in “Autunno” di G.Rodari dove si dice:
L’estate se ne è andata
la nebbia si è già alzata
Addio sole,
sabbia, mare
e bei monti da scalare!
Diamo allora spazio, fin dall’infanzia, all’esperienza poetica in tutte le sue forme e abituiamo i nostri bambini a giocare anche con le parole e a scoprirne il diverso piacevole utilizzo.
AUTUNNO (di Gianni Rodari)
Il fieno è falciato
il cacciatore ha sparato,
l’autunno è inaugurato:
Il grillo si è murato
nella tomba in mezzo al prato.
Colori d’autunno
Autunno, autunno mio,
all’estate diamo addio!
Rosse come il sangue
son le ultime foglie
e gialle come il sole.
Splendono nei giardini
dalie e crisantemi:
colori vivi e lieti
per darci il tuo saluto.
Anche nei prati ti vediamo arrivare,
con scintille di luci chiare.
Frutti autunnali
In autunno maturan
molti frutti. In pianura
vedi di riso spighe dorate,
nei boschi di montagna
lucidi gusci di castagna.
Anche uva, mele e pere
vengon presto raccolte.
Nelle chiome di verde folte,
ridono cachi grandi e gialli.
Tra pochi giorni ormai
gli alberi non avran più doni:
come la natura tutta,
prenderanno meritato riposo.
Addio estate
L’estate se ne è andata,
la nebbia già si è alzata.
Addio sole, sabbia, mare
e bei monti da scalare!
In città siamo tornati
alla scuola preparati.
Fonte: Su gentile concessione della rivista mensile “Vita in Coppia”, articolo di Maria Rosa Madera (psicoterapeuta), mese: Sett/Ott
sito: www.vitaincoppia.it
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