Cura del bambino: 7 modi per coinvolgere il papà
29 agosto 2008 · scritto da barbapapa
Individuare tutte le relazioni e i ruoli che si creano dopo l’arrivo di un bimbo può essere una sfida molto impegnativa.
Molti neo genitori sono sorpresi di quanto imparano su é stessi e sui loro compagni quando nasce un figlio.
Entrambi i partner apportano le loro idee che hanno sin dall’infanzia su come un padre e una madre dovrebbero comportarsi.
Per molte coppie le aspettative sono diverse, e in molti casi ogni persona ha delle convinzioni in contrasto fra loro.
Una parte di te vorrà che il tuo partner partecipi fino in fondo, ma un’altra parte ritiene che la madre dovrebbe essere il primo genitore.
Alcuni di noi temono che l’altro genitore crei un legame così forte con il bambino da metterci in secondo piano.
Una parte di te vorrà essere coinvolta al cento per cento dalla vita del bambino, ma un’altra parte ritiene che il tuo lavoro dovrebbe essere la priorità. Molte di noi vogliono realmente un aiuto da parte del partner, ma non accettiamo di lasciargli l’assoluto controllo su come si dovrebbe badare al bambino. Risolvere tutto questo in mezzo alla fatica, all’entusiasmo e alla confusione prodotti dalla nuova nascita non è un compito facile.
7 modi per aiutarti a coinvolgere il partner
- Sostieni le competenze del tuo partner.
Sono molti i motivi per cui i genitori possono essere cauti nella cura di un neonato. I neonati possono fare paura. Sembrano fragili e sconosciuti, e se non hai avuto molta esperienza con i bambini, potresti sentirti perso. Ci vuole tempo, osservazione, aiuto ed esercizio per imparare a prendersi cura di un neonato. Il tuo partner avrà bisogno di lezioni, incoraggiamento, confronto con altri genitori, tempo e pratica per imparare più in fretta a prendersi cura del suo bambino.
Molti neo-padri di bambini che vengono allattati al seno si sentono esclusi. Alcune famiglie funzionano meglio se il padre nutre il bambino con il latte artificiale, ma anche se il papà non nutre il bambino nei primi sei mesi di vita, ci sono altri modi di prendersene cura in modo molto profondo. Fargli il bagnetto, cambiargli il pannolino, tenerlo in braccio, cullarlo e calmarlo quando piange sono compiti perfettamente adeguati per entrambi i genitori. - Attente a non fare il buttafuori. Considerando che i neo-genitori sono così innamorati, protettivi, vulnerabili e coscienziosi, può essere difficile permettere a qualcuno di prendersi davvero cura del “vostro” bambino. Per quanto siamo esauste e continuiamo a dire che ci serve una mano, quando arriva il momento rischiamo di interferire con l’aiuto che riceviamo. Lo facciamo dando troppe indicazioni, dando istruzioni al partner piuttosto che incoraggiarlo, criticando ogni cosa e insistendo nell’essere l’unica esperta. Queste reazioni possono interrompere le buone intenzioni del partner di voler badare al bambino. Ricordati che imparerà molto di più dai suoi tentativi ed errori.
- Attenti alla sindrome del genitore primario e secondario. Molte di noi arrivano alla genitorialità convinte che le donne siano per natura il genitore principale. Rischiamo di organizzare la nostra vita, il lavoro e le decisioni in base a questo presupposto. A volte agiamo più o meno coscientemente in modi che dicono all’uomo che dovrebbe fare riferimento alla donna, e alla donna che deve prendere il potere. In alcune famiglie, questo è in linea con ciò che entrambi i genitori desiderano, e può funzionare alla grande. In altre famiglie, i genitori desiderano seriamente creare un sistema diverso, ma a causa delle loro convinzioni inconsce finiscono per creare un sistema con un genitore primario e uno secondario. In questi casi, la mamma deve sempre preparare la borsa dei pannolini e il papà diventa una babysitter. Anche nelle famiglie in cui un genitore passa più tempo dell’altro con il bambino, è importante cambiare questa dinamica per arrivare ad una genitorialità paritaria.
- Sostenetevi a vicenda come genitori. Essere genitori è uno dei lavori più invisibili che esistano. E’ importante che parliate di come sostenervi a vicenda come genitori. Puoi di tanto in tanto ringraziare il partner per i regali che porta al bambino e apprezzarlo come genitore.
- Progettate dei momenti regolari e costanti da soli con il bambino. Può essere difficile scoprirvi completamente come genitore in presenza dell’altro. Potreste sentirvi impacciati, arrendervi e chiedere aiuto; l’altro genitore potrebbe sentirsi il salvatore e darvi consigli. Avere in modo regolare del tempo da passare da solo con il figlio, permetterà ad ogni genitore di scoprire le proprie capacità e di stabilire quella fiducia necessaria per essere un genitore “completo”, anche in presenza del partner.
- Parlate con il partner dei vostri successi come genitori. Spesso iniziamo a discutere dell’essere genitori parlando del tipo di pannolini o seggioloni da comprare. Ma è importante parlare anche della nostra visione di come deve essere condotta la famiglia. Potreste iniziare scrivendo le risposte ad alcune di queste domande e poi discutendone insieme.
1. Cosa spero che nostro figlio impari nella nostra famiglia?
2. Come vedo il mio ruolo di genitore? Che tipo di genitore voglio essere? Quanto tempo voglio trascorrere e che tipo di interazioni voglio con mio figlio?
3. Quali sono le mie convinzioni su ciò che padre e madre dovrebbero fare?
4. Come vorrei gestire la cosa se non sei d’accordo su qualcosa che sto facendo con nostro figlio.
5. Come posso sostenerti al meglio come genitore?
6. Come puoi sostenermi al meglio come genitore? - Parlate con altri genitori. Condividere davvero la cura del vostro bambino con il partner pone molte sfide, ma può regalarvi molto. Parlate anche con altri genitori impegnati a condividere le responsabilità verso i loro figli. Chiedete loro come fanno, quali ostacoli incontrano e come li gestiscono. Questo blog, è nato proprio per questo
Fonte: Laura Davis e Janis Keyser
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