Il neonato portato nel marsupio
13 febbraio 2011 · scritto da barbamamma

Portarsi il bambino addosso è una pratica diffusa comoda sia per la mamma che per il bambino. Il piccolo scopre il mondo da una posizione sicura e la mamma è più libera di muoversi godendosi al contempo la vicinanza del suo cucciolo.
Stessa cosa per i papà che possono avere un contatto più ravvicinato con il proprio figlio.
Si parla quindi di marsupi, zainetti o fasce portabebè: diversi sono gli studi che hanno messo in evidenza i benefici effetti della cosìdetta pratica del portage sulla salute generale del bambino.
La pediatra canadese Hunziker U.A., ha dimostrato come tenere in braccio o addosso il neonato riduca la frequenza del pianto del 43%.
Anche uno dei ricercatori che maggiormente si è occupato del tema del pianto, Peter Wolff ha rilevato che, in effetti, ciò che calma il bambino è in realtà il contatto fisico e non l’essere pulito e cambiato o nutrito.
Stesse conclusioni per uno studio americano condotto dai dottori Elizabeth Anisfeld e Nicholas Cunningham (molto quotati in questo settore) pubblicato sul “Lancet” che ha indicato come portare il bambino a stretto contatto corporeo – per esempio dentro un marsupio/fascia – abbia un effetto ancora più positivo sulla relazione mamma-bambino dell’allattamento al seno e sia quindi importante, soprattutto nei primi mesi di vita, per migliorare la sintonia tra il piccolo e la madre.
Altri studi ancora hanno messo in evidenza come portare il bambino sulla schiena, oltre a prevenire la lussazione dell’anca nei soggetti predisposti, serva a facilitarne l’adattamento extrauterino, in quanto ne regolarizza la funzione respiratoria, cardiaca e il ritmo sonno-veglia.
E’ come se la mamma funzionasse da metronomo per il bambino, dandogli il tempo da seguire.
La ritmicità e la ripetitività dei movimenti e della voce materna consentono poi al bambino di coordinare il movimento degli arti e ciò contribuisce ad assicurare uno sviluppo psicomotorio precoce: i bambini africani stanno seduti a quattro mesi e camminano a nove.
Ricerche più recenti confermano come i bambini che piangono meno siano quelli “portati”: i primi in classifica sono i coreani. A confronto con i loro coetanei americani che, a un mese di vita passano da soli il 67,5% del loro tempo, i piccoli coreani trascorrono in solitudine l’8,3% della loro giornata e vengono “portati” il doppio dei bambini americani. Inoltre sembra che per i neonati coreani non esista nemmeno il problema delle coliche gassose dai primi tre mesi di vita.
Tutto ciò dimostra come il disagio del bambino occidentale – quello che piange pià a lungo rispetto ad altri – sia causato da uno stile di accudimento non idoneo alle esigenze fisiologiche del bambino.
La migliore risposta al pianto del neonato non è un succhiotto di gomma ma “un pacchetto di cure materne” ad alto contatto.
Non ti sentire però “obbligata” a portare tuo figlio. Vale la pena, soprattutto alla luce di quanto scritto sopra, provare.
In caso di dubbi, o per frequentare corso per imparare a utilizzare le fasce portabebè conviene rivolgersi ad una associazione che si occupa di portage (ad esempio: www.portareipiccoli.it) o scambiare qualche idea con chi lo fa già (vedi anche: www.mammarsupio.com)
Fonte: Questo argomento e molti altri approfondimenti li trovi nel prezioso libro edito da Il Leone verde dal nome “Sono qui con te“.
Nella foto grande: Un meitai grigio di mammarsupio
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Grazie per l’articolo! ho sperimentato la veridicità di queste ricerche sulla mia stessa pelle: Matteo, portato sin dalla nascita in braccio prima e in fascia poi stava seduto a 4 mesi e ha iniziato a muovere i primi passi a nove diventando completamente autonomo nel camminare a undici mesi e mezzo, non ha mai sofferto di coliche gassose e piange pochissimo.
La cosa triste è che nella nostra cultura l’arte del maternage debba essere comprovata scientificamente, 50 anni di cultura a basso contatto hanno azzerato l’istinto delle madri e dei padri a tenersi i bambini sempre con sé, offrirgli il seno quando piangono e dormire con loro…
Per qualsiasi altra info sul portare i bambini e sui diversi supporti potete anche chiedere a me
baci, Marika
a me è servito molto portarlo nel marsupio, quando uscivo, ma non nelle prime settimane perchè mi è stato consigliato, così stava sempre in braccio,e non piangeva mai, il problema veniva quando lo mettevo giù x sbrigare cose che con lui proprio non potevo, però devo dire che fino a che la mia schiena ha retto l ho portato nel marsupio, molto comodo anche x fare la spesa!!
ma mi incuriosisce molto la fascia, credo che con questo bimbo la proverò!
Il marsupio che troviamo in commercio nei negozi abituali è troppo scomodo sia per la mamma che per il bambino, la fascia è tutta un’altra cosa, considera che mio figlio di 14 mesi che pesa circa 12 kg viene ancora in fascia e stiamo comodi entrambi, perchè il peso viene meglio distribuito.
confermo la “scomodità del marsupio”… la fascia è davvero un’altra cosa, forse proprio un altro concetto.
[...] questo articolo di barbamamma [...]
RAGA IO LA FASCIA NN SO COME SIA MA SO PER CERTO CHE IL MARSUPIO è SCOMODISSIMO!
qualcuno sa dirmi dove posso trovare uno di questi marsupi… vorrei regalarlo ma non riesco a trovarlo..! grazie
scusate… parlo delle fasce per bebe’!