Extramamma

Scritto da barbapapa il 14 dicembre 2009

Extramamma

Chi è Extramamma? Una mamma blogger simpaticissima e online da due anni compiuti proprio in questi giorni. L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio e scoprire qualcosina in più su di lei.

Ciao Extramamma, da dove arriva questo tuo soprannome?
Quando ho pensato di aprire un blog, avevo due bambine già grandi, 7 e 10 anni, e volevo parlare della maternità “a metà del guado”, cioè superati i primi anni difficili, quindi “extra” è un po’ come “patentata, con esperienza”. Avevo pensato anche a “ultra”, ma poi mi era sembrato un nome un po’ troppo da aliena!

Hai due bambine, di che età sono e, ad oggi, c’è stato un periodo della crescita più difficile di un altro?

Con La prima, Anita, che oggi ha dodici anni, ho avuto una gravidanza a rischio: sono stata in ospedale e ho rischiato di farla nascere a metà del sesto mese, ma poi fortunatamente, ho partorito alla 36ma settimana e da lì in poi è andato tutto liscio. Con la seconda, Emma oggi di nove anni, invece gravidanza ok, ma i primi tre anni sono stati durissimi: dalle coliche a costanti problemi di sonno. Praticamente non ho dormito per tre anni: ero una belva.

Quando e perchè è nato il tuo blog?
Il blog compie due anni proprio in questi giorni ed è nato un po’ per caso, come ho detto per parlare di maternità con un occhio un po’ disincantato da mamma che ha passato gli anni di piombo ma sa che le “sorprese” sono sempre dietro l’angolo.

Le tre cose davvero difficili di essere un genitore:

  • Avere molta pazienza e capire le esigenze dei propri figli, cercando di vedere/sentire le cose dal loro (piccolo) punto di vista.
  • Trovare l’energia per non essere nervosi o isterici nei momenti in cui si vorrebbe “mollare il colpo e andare a letto”, mentre invece bisogna ancora darsi da fare e anche allegramente.
  • Dover essere simpatiche “per contratto” con le mamme odiose/noiose dei migliori amici dei propri figli.

Come chiami amorevolmente tua figlia? Che soprannomi le dai?
Anita è alta 1,65 e porta il 39 di scarpe ma io la chiamo sempre “Anitina”, l’altro giorno una mia amica mi ha sentito e ha cominciato a sghignazzare.
Emma invece in casa è “Peppys”.

Il tuo motto?
I bambini sono spugne: assorbono tutto quello che dai loro. E’ bello ma anche rischioso.

Quanto e’ presente il tuo uomo come padre?
E’ molto bravo: porta le bambine a scuola e ci alterniamo, quando possibile, ad accompagnarle ai vari corsi sportivi e alle visite agli amichetti. Poi gioca con loro, le aiuta nei compiti di matematica e scienze in cui io sono una frana. Poi prepara la colazione ad Anita che si sveglia molto presto per prendere lo scuolabus. Nel blog lo chiamo Sant’ e mi sembra che se lo meriti.

E’ una nostra impressione o i papa’ blogger latitano dalla rete?
E’ vero, non ce ne sono molti. Ma penso che per un padre sia molto più difficile bloggare, perchè non possono permettersi di lamentarsi in maniera cinica e ironica come fanno le madri. Perchè sarebbero tacciati di egoismo maschilista, perciò rimane loro solo la dolcezza e la tenerezza che dopo un po’ stufa…
Ma voglio essere ottimista e penso che troveranno la vena giusta e si moltiplicheranno.

Avete un aiuto dai nonni o vi arrangiate da soli?
No, purtroppo non abbiamo aiuti dai nonni: una coppia abita lontano e l’altra è anziana.
Quando le bambine erano piccole, ho avuto un paio di tate molto brave, ora chiamo ogni tanto una babysitter, una studentessa.

Ci racconti la tua peggiore giornata tipo?
La giornata peggiore è il martedì perchè le bambine tornano da scuola presto, all’ora di pranzo. Il che vuol dire che lavoro la mattina, poi organizzo il pranzo, pulisco la cucina, controllo i compiti, vado con Anita al maneggio per la lezione di equitazione, piazzo Emma da un amichetto, magari faccio un po’ di spesa, riprendo Anita, riprendo Emma, guido nel traffico, torno a casa e preparo la cena.
Urlo: avete fatto i compiti? Fatevi la doccia! Basta con quel computer! ecc. ecc.

Qual’è stato il miglior consiglio che ti è stato dato su come gestire tua figlia?
Prima che diventassi mamma e non avevo neanche una gran intenzione di farlo, una mia amica cercava di spronarmi e mi disse: “Saresti una brava mamma perchè hai senso dell’umorismo”, al momento non capii. Per˜ quando sono diventata mamma il suo discorso mi è stato chiaro: per non soccombere bisogna essere capaci di non prendersi troppo sul serio, altrimenti è la fine.

Quali aiuti credi che il nostro Paese potrebbe mettere in strada per venire incontro alle mamme/donne in gravidanza?
Le aziende dovrebbero, magari incentivate dal Governo, concedere veramente più part-time, favorire la flessibilità degli orari e il telelavoro, alle madri che lo richiedono. Poi ci dovrebbe essere un posto garantito per tutti i bimbi nei nidi pubblici.

Il prossimo maggio verrà pubblicato il tuo “Una mamma da url”, di cosa parla? A cosa ti sei ispirata?
La protagonista del mio libro è una mamma che abita in un quartiere residenziale un po’ finto, come quelli che vanno di moda oggi, in stile “Casalinghe disperate”. Molto verde, case carine e un po’ di ipocrisia e veleno fra i vialetti. Per sopravvivere apre un blog e inizia a sperimentare anche una vita parallela in rete nel mondo delle blogger che ben conosco. Poi a contorno ci sono bugie, invidia, tradimenti e gelosia. Insomma il solito “brodo” della vita. Fantasia e autobiografia si confondono e spero divertano chi lo leggerà.

Ci consigli un paio di libri da leggere, magari utili per i genitori?
Due manuali molto utili sono: “Genitori Slow”, scritto da Carl Honorè (Rizzoli) che rivaluta la tendenza a prendersela con più calma, a fare i genitori un po’ più vecchio stile, senza essere troppo competitivi e smaniosi di perfezione a tutti costi. L’altro, un classico, “I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips (Feltrinelli) che spiega quanto sia importante saper mettere dei paletti alle richieste e ai capricci dei figli senza sentirsi in colpa.

Posso farti una domanda assurda? Credi che tra 10 anni il tuo blog esisterà ancora?
Non credo, sarà stato spazzato via da qualche “ultramamma” di Marte (hanno appena avuto la conferma che lassù c’è vita, no?) con i superpoteri!

E’ vero che le tue figlie, alla sera, per addormentarsi ti chiedono: “Mamma, ci leggi un post di bravibimbi.it” ? 🙂
Come hai fatto a indovinare? E poi mi chiedono: ma io ero anch’io così da bebè?

Il blog di Extramamma: http://www.extramamma.net





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Commenti

2 commenti a “Extramamma

  1. ho una figlia sedicenne e uno tredicenne.sono sola. mio figlio e’ ancora tranquillo, mentre mia figlia è oppositiva. molto intelligente.ma difficile.non studia. sta sempre alcomputer, si veste da maschio. dice parolacce.ora ha preso male la notizia dell’essere stata rimandata e dorme. non vuole andare dalla psicoterapeuta.io cerco di starle vicino, di parlarle, di capirla. ma sono giu’ e senza piu’risorse.help mamme.

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