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Trebimbeintreanni

Scritto da barbapapa il 24 maggio 2010

marta Marta è sola, perchè lui ha scelto un’altra vita, con tre bimbe che la seguono nel suo nuovo cammino. Un pò impaurita, un pò sofferente, ma con tanta voglia di ricominciare a ridere certa che anche i momenti bui nascondano alla fine qualcosa di positivo!

Ciao Marta, mamma di tre bambine, dico bene?

Si. Tre bimbe avute in poco meno di tre anni. Da qui il nome del blog.

Quanti anni anno?

La grande 7 anni, la mezzana 6 e la piccola 4.

Quanto tempo fa e perché hai iniziato a scrivere il tuo blog?

Ho aperto il  blog poco più di un anno fa, a marzo 2009, soprattutto con l’idea di pubblicizzare le mie “creazioni” di cucina e di cucito.

In realtà da subito ha preso una piega diversa diventando una sorta di diario in cui raccontavo di me e della mia famiglia.

Visto il progetto, inizialmente l’avevo intitolato mammatuttofare mentre io ero Trilly (facendo riferimento alla “fatatuttofare” dei cartoni animati).

Dopo qualche tempo, però, mi sono accorta che il web era pieno di Trilly e di mammatuttofare e che il blog seguiva un percorso diverso rispetto a quello preventivato così, illuminata da un post dedicato proprio alle mie “trebimbeintreanni”, ho deciso di cambiare e di rendermi in qualche modo “unica”.

Se qualche matto (ed io l’ho fatto!) si mettesse a scorrere tutti i tuoi post dall’inizio noterebbe un “passaggio” fondamentale. Un cambiamento che sicuramente non può non lasciare un segno. La separazione da tuo marito. Non voglio entrare nei dettagli anche perché mi sembra ancora tutto molto “fresco”. Una madre di tre figli non può che essere una persona forte e quindi, visto che la vita è una ruota che gira, se le cose non fossero tutte ancora al loro posto…lo saranno.
Come fai adesso? Riesci a gestire tutto da sola?

Sì è tutto abbastanza fresco anche se, a ben pensarci, le cose si trascinavano già da diverso tempo. A volte capita che le strade che si percorrono inizino a scorrere parallelamente e che non riescano più ad incontrarsi rimanendo comunque collegate dalla presenza dei figli.

In realtà per me è cambiato poco.

Sono sempre stata mamma a tempo pieno con molti hobby, qualche passatempo retribuito e nessun aiuto esterno.

La loro gestione, quindi, è sempre stata e continua ad essere a carico mio con il vantaggio (se così vogliamo definirlo) che 2 week end al mese ed un giorno alla settimana loro sono con il papà ed io ho un po’ di tempo tutto per me, cosa che prima non succedeva.

Qual è l’aspetto più difficile che ti sei trovata ad affrontare, dopo la separazione e che, ripensandoci, proprio non avevi messo in conto?

Sono una persona razionale e molto organizzata. Avevo soppesato quasi tutti gli aspetti. Sicuramente quelli organizzativi e materiali.

Ho dovuto invece fare i conti con la necessità di ritrovare me stessa a 40 anni, dopo 10 anni di matrimonio e 15 in totale con lo stesso uomo; con il profondo senso di solitudine che a volte nemmeno le mie figlie riescono a colmare; con il “dover fare” imposto dal “dover riempire” una sorta di vuoto o di insoddisfazione interiore che va e viene a periodi alterni, in misura ed in modi diversi; con il dover accettare mentalmente una persona con cui non ho deciso di avere a che fare, ma che è diventata reale attraverso i racconti delle mie figlie…

In pratica con l’aspetto emotivo della separazione.

Come stanno vivendo la cosa le tue figlie? Cosa hanno capito?

Beh, ovviamente all’inizio hanno patito molto soprattutto perchè questa separazione è arrivata un po’ inaspettata per tutte noi.

Diciamo che ognuna di loro ha sfogato a modo suo: chi diventando più nervosa, chi piangendo, chi invece celandosi dietro i silenzi.

Da subito le ho invitate a parlare ed ad esternare i loro sentimenti se e quando ne avessero sentito il bisogno, ma senza mai forzarle a farlo.

Ho sempre risposto alle loro domande, cercando di essere il più onesta possibile evitando  di parlare male del papà che è e deve rimanere una figura importante nella loro vita, il loro “principe azzurro”.

Hanno capito che mamma e papà non andavano d’accordo, che non si amano più e per questo hanno deciso di vivere in due case diverse. Che il nostro amore nei loro confronti non è cambiato né mai cambierà.

Ora sono entrate a pieno regime in questa nuova routine.

Godono del fatto di avere due genitori sereni, concordi sul tipo di educazione e sulle regole da seguire, ma diversi nello stile.

Ovviamente ogni tanto, soprattutto la grande, mi dice che ci vorrebbe ancora insieme anche se non ci parlavamo più, ma non so se ci sarà mai un momento in cui smetteranno di sperarlo.

Il tuo ex marito legge il tuo blog?

So che l’ha letto per un periodo. Adesso non saprei dire.

Inizialmente scrivevo di noi e parlavo di lui.

So che non gli piaceva anche se in quello che dicevo non c’era nulla che lui già non sapesse.

Ha conosciuto tante altre madri separate? Com’è il rapporto fra di voi?

Ne conoscevo già prima.

Il rapporto è né più né meno che quello che ho con altre mamme con la differenza che ci si trova più volentieri nei week end con o senza i figli facendo un po’ “clan”.

Vediamola in positivo. La vita ti ha messo, anche se forse non glielo avevi chiesto, davanti a una nuova avventura. Cosa ti aspetti nei prossimi anni? Ti sei posta degli obiettivi, fattibili, da raggiungere?

Prima di rispondere voglio precisare che, è vero, non ho chiesto che mi capitasse tutto ciò ed in effetti l’avrei proprio evitato volentieri, ma sono una fatalista.

Credo che nella vita nulla avvenga per caso e tutto ci capiti nel momento giusto.

Io ero pronta in qualche modo ad affrontare questa separazione quest’anno con tutte le bambine a scuola e con un’idea di lavoro nella mente; mentre se fosse successo anche solo l’anno prima ne sarei uscita distrutta.

La fine di una vita rappresenta l’occasione per rinascere in altro modo, dipende solo dal modo in cui ce la giochiamo!

Per quanto riguarda invece i miei progetti ad ottobre frequenterò il corso per l’abilitazione alla somministrazione degli alimenti per le mie “merende a domicilio”.

Mi piacerebbe anche seguire qualche corso di cucina visto che sono autodidatta.

Recentemente poi mi è stato proposto di scrivere un libro che tratta, non tanto della mia separazione in senso stretto, quanto del modo in cui la sto affrontando.

Ho accolto la proposta con molto entusiasmo pur non avendo nessuna esperienza in merito non solo perchè scrivere mi piace e mi permette di descrivere le emozioni in un modo che verbalmente non riuscirei mai a fare, ma anche perchè vorrei, e qui spero di non sembrare presuntuosa, essere di aiuto e di sostegno per altre donne che stanno vivendo la stessa situazione, che magari non riescono a superare la rabbia e la delusione per ciò che hanno subito o si sono trovate ad affrontare.

Ho capito che la serenità è l’unico punto di forza…tutto il resto è spreco di energie inutili che ci carica di negatività e ci toglie la capacità di vivere con gioia ciò che ci circonda e che è comunque tanto!

In tutto questo, il tuo blog, ti è d’aiuto in qualche modo?

Non so cosa farei senza il mio blog!

Sono una persona introspettiva, a volte fino all’eccesso.

Pensando a volte mi ingarbuglio, ma mettendo i miei pensieri per iscritto riesco a riordinarli.

Scrivendoli a volte mi sembrano più semplici di quanto credevo inizialmente ed anche i problemi mi paiono poter essere affrontati con maggiore facilità.

I commenti poi mi aiutano a sentirmi meno sola, a sfogare le lacrime o semplicemente a  pensare ad aspetti che diversamente non avrei mai preso in considerazione.

Inoltre da quando ho iniziato a mettere me al centro dei miei post narrando il mio percorso con i miei alti e bassi mi sono ritrovata a “conoscere” molte donne nella mia stessa situazione, con alcune ci siamo anche viste di persona ed è stato bellissimo, come se ci conoscessimo da sempre!

Ricevo commenti di stima.

Tutto ciò mi lusinga e mi stimola a continuare su questa strada.

Mi piacerebbe portare avanti il messaggio che ognuno di noi possiede quella stessa forza che mi viene attribuita e che veramente basta solo crederci!

Se fossi il Sindaco della tua città : cosa vorresti cambiare/trasformare per renderla ancor di più a misura di bambino e famiglia?

Vorrei musei a misura di bambino e sconti per le loro visite ai gruppi familiari.

Vorrei che fosse meno difficile e più redditizio aprire un micronido o un nido in famiglia perchè permetterebbe a molte donne di lavorare e a molte altre di rientrare al lavoro con molti meno pensieri.

Vorrei che le famiglie fossero considerate numerose a partire già dal terzo figlio, come avviene in Francia, perchè spesso si tratta di famiglie monoreddito che devono fare i salti mortali per arrivare a fine mese.

Vorrei che le donne non fossero lasciate sole ad affrontare i loro problemi dopo la maternità come invece avviene.

Vorrei che nei locali, nei negozi … fossero sempre disponibili un fasciatoio ed una toilette per i bimbi come all’ikea che infatti non è italiana.

Vorrei che i bimbi e le famiglie fossero considerati una risorsa come in altri paesi dell’Europa.

Vorrei tante cose e ne vedo tante che non vanno come vorrei.

Su alcuni fronti qualcosa si sta muovendo, ma sicuramente si potrebbe e si dovrebbe fare di più!

Quando è stata l’ultima volta che uno dei tuoi figli ti ha fatto ridere e perchè:

A volte hanno delle uscite straordinarie ed inaspettate in grado di modificare il mio stato d’animo nel giro di un secondo.

A volte basta guardarle tutte sporche dopo aver mangiato un gelato o mentre cercano di   andare in due su una bici.

A volte rivedo me da piccola e mi ricordo delle meravigliose sensazioni che stanno provando loro in quel momento.

Rido spesso con loro anche se vorrei farlo di più.

Quando ciò accade sento il mio cuore aprirsi e la serenità esplodere dentro di me…è stupendo!

La favola che hai raccontato di più ai tuoi figli è quella di:

“Pollicino”.

Per lunghissimo tempo hanno adorato la mia interpretazione dell’orco che una volta entrato in casa (camera loro) andava in giro ad annusare esclamando  “Ucci ucci sento odor di bambinucci”.

Ora però non hanno una favola fissa.

Sono diventate un po’ più grandi e si appassionano ai racconti a puntate.

Così ho iniziato a leggere loro i miei libri di bambina…una vera emozione!!

Tutte le sere ci concediamo un quarto d’ora strette sul divano.

La piccola sulle mie gambe e le altre due una per lato.

In questi giorni abbiamo per le mani “Il segreto di Pollyanna”

Ci consigli un libro da leggere a tema famiglia/figli?

Mah, all’inizio della separazione, quando loro facevano tante domande avevo comprato due libri per i bambini che trattavano dell’argomento.

Loro in fondo non volevano sapere i particolari della separazione. Volevano solo capire perchè non potevamo più stare tutti insieme ed essere tranquillizzate circa il fatto che per loro noi ci saremmo sempre stati.

Ho visto che il libro che hanno apprezzato di più, perchè semplice, intuitivo e con una bella grafica, è stato “E vissero divisi e contenti” di Babette Cole.

Sei una cuoca strepitosa (e su quest’altro tuo blog si vede! http://paneburroezucchero.jimdo.com ): hai sempre avuto la passione per la cucina? Sei riuscita a trasmetterla anche ai tuoi figli?

Grazie per la cuoca strepitosa!!

Diciamo che mi piace e me la cavo.

Ho scoperto la cucina un po’ per volta.

Quando sono andata ad abitare da sola, come molte donne, non sapevo da che parte cominciare così mi sono abbonata ad una rivista…era il lontano 1997.

Piano piano ho iniziato a capire come agiscono gli ingredienti tra di loro ed a sperimentare.

I complimenti altrui sono stati un buono stimolo a continuare su questa strada al punto tale da farmi pensare di renderlo un passatempo retribuito con le merende a domicilio di cui parlo nel sito.

Le bambine hanno iniziato a cucinare con me non appena sono state in grado di stare sedute nel seggiolone.

Io impastavo la pizza o la pasta frolla e loro mi aiutavano a modo loro.

Certo, c’è chi ha più costanza e chi meno, ma in generale tutte e tre amano tagliuzzare, impastare, spalmare e pasticciare in generale.

Sono diventate delle ottime aiutanti e soprattutto mangiano con maggiore entusiasmo le pietanze per le quali hanno contribuito personalmente alla realizzazione.

E’ vero che, tra qualche anno, quando rileggerai questa intervista, sorriderai pensando: “mamma mia, erano davvero altri tempi quelli! Ora mi godo la mia vita e i miei bravibimbi.it!”

🙂

Il sito ufficiale: http://trebimbeintreanni.blogspot.com/





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Commenti

Un commento a “Trebimbeintreanni

  1. obbravi voi di bravibimbi!!!!!!!!!!!!!!!! ci fate conoscere sempre mamme interessanti….anche questo finisce tra i miei “preferiti”, besos

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