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	<title>Bravi Bimbi &#187; depressione post partum</title>
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	<description>Il bellissimo mondo dei bambini: informazioni sulla gravidanza, parto e crescita.</description>
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		<title>Depressione post parto: attenzione</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 10:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[baby blues]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo sempre più neomamme sottovalutano i segnali della depressione post parto e non cercano aiuto. La depressione post partum è molto diversa dal baby blues. Non è una condizione, spesso passeggera, dettata da uno sbalzo ormonale. Possiamo considerare e chiamare a depressione post-partum &#8220;la sorella maggiore del baby blues&#8221;. La depressione post-partum è molto reale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-23922" title="depressione post partum" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2011/10/depressione.jpg" alt="depressione post partum" width="290" height="194" />Purtroppo sempre più neomamme sottovalutano i segnali della depressione post parto e non cercano aiuto.</p>
<p>La depressione post partum è molto diversa dal baby blues.<br />
Non è una condizione, spesso passeggera, dettata da uno sbalzo ormonale.<br />
Possiamo considerare e chiamare a depressione post-partum &#8220;la sorella maggiore del baby blues&#8221;.<br />
La depressione post-partum è molto reale e non è una cosa di cui vergognarsi. Può colpire anche molti uomini ma colpisce tipicamente almeno il 20% delle partorienti.<span id="more-23921"></span></p>
<p>E&#8217; un disturbo clinico che si può curare con successo. E si deve curare.</p>
<p>In un recente studio della Royal College of Psychiatrists risulta invece che oltre 1/3 delle donne non è nemmeno a conoscenza della depressione post partum e, quando vi si trova coinvolta, non è in grado nè di riconoscerla nè di chiedere aiuto.</p>
<p>Un&#8217;altra organizzazione, la The charity 4Children, ha però messo in evidenza come la depressione post partum venga troppo spesso curata esclusivamente con farmaci anti depressivi.</p>
<p>&#8220;Quello di cui una donna ha realmente bisogno &#8211; hanno detto &#8211; è di supporto e attenzioni, non isolamento e mancanza di sostegno&#8221;.</p>
<p>Dal momento che questa condizione è davvero pericolo perchè può sia minare il rapporto di coppia sia viziare il rapporto con il bambino, ti invitiamo anche a dare una lettura ai seguenti post:</p>
<ul>
<li><a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/una-psicologa-in-famiglia/la-depressione-post-partum/" target="_blank">La depressione post partum</a> (della nostra amica psicologa Maria Francesca)</li>
<li><a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/famiglia/depressione-post-partum-informazioni-per-mariti-e-famiglie/" target="_blank">Depressione post partum, informazioni per famiglie e mariti</a></li>
<li><a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/primi-mesi/depressione-post-partum-consigli/" target="_blank">Depressione post partum: consigli</a></li>
<li><a title="depressione post partum paterna" href="http://www.bravibimbi.it/una-psicologa-in-famiglia/depressione-post-partum-paterna-anche-i-papa-piangono/" target="_blank">Depressione post partum paterna (anche i papà piangono)</a> &#8211; sempre della nostra amica psicologa Maria Francesca</li>
</ul>
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		<title>Depressione in gravidanza: nuove ricerche</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 12:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[depressione in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene durante la gravidanza o subito dopo il parto la depressione colpisca una donna su 10, coloro che hanno avuto un disordine alimentare o dei problemi fisici e/o sessuali, hanno più possibilità di di sviluppare questa subdola malattia che spesso non viene nemmeno nè identificata nè curata. Lo dice una nuova ricerca della University of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-22185" title="depressione" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2011/06/depressione.jpg" alt="depressione" width="250" height="214" />Sebbene  durante la gravidanza o subito  dopo il parto la depressione colpisca una donna su 10, coloro che hanno avuto un disordine alimentare o dei problemi fisici e/o sessuali, hanno più possibilità di di sviluppare questa subdola malattia che spesso non viene nemmeno nè identificata nè curata.</p>
<p>Lo dice una nuova ricerca della University of North Carolina.</p>
<p>E ciò  significa che lo screening per problemi di salute mentale deve  diventare parte della routine delle cure prenatali.</p>
<p>&#8220;La gravidanza e il  periodo post-partum è un momento molto vulnerabile per le donne&#8221; dice  il Dott. Samantha  Meltzer-Brody, direttore del Programma di Psichiatria Perinatale UNC e autore della ricerca.</p>
<p>I  drastici cambiamenti nella forma del corpo di una donna, così come il  suo peso e livelli ormonali possono essere particolarmente difficili da sopportare, soprattutto per chi ha già dei problemi psichiatrici pregressi.</p>
<p>Nello  studio, pubblicato sul numero di giugno del Journal of Women&#8217;s Health, i ricercatori hanno esaminato 158 donne in gravidanza e dopo il  parto in cura per depressione.<br />
Hanno  scoperto che un terzo delle donne ha riferito una storia di disturbi  alimentari, come il binge eating (sindrome da alimentazione incontrollata), bulimia e anoressia. Molte avevano anche una storia di abuso fisico o sessuale.<span id="more-22178"></span></p>
<p>I  ricercatori hanno concluso che questi fattori di salute mentale possono  aumentare il rischio di una donna per la depressione durante la  gravidanza o subito dopo il parto. Hanno  anche detto che i risultati potrebbero aiutare i medici a identificare i  pazienti ad alto rischio ed ottenere un trattamento prima della  gravidanza in modo che questa non possa danneggiare alcun elemento del nucleo famigliare.</p>
<p>Le conseguenze a lungo termine della gravidanza legate depressione può essere significativo. Figli  di madri depresse, sottolineano gli autori dello studio, hanno più  probabilità di sviluppare problemi di salute mentale. Inoltre,  quando una madre ha un disturbo alimentare, anche il loro bambino può   essere a rischio di sviluppare un disturbo alimentare.</p>
<p>Il messaggio dello studio è: la depressione va aiutata, si può prevenire, si può curare.</p>
<ul>
<li><strong>Leggi anche:</strong></li>
<li><a title="sbalzi d'umore" href="http://www.bravibimbi.it/in-gravidanza/sbalzi-dumore-in-gravidanza/" target="_blank">Sbalzi d&#8217;umore in gravidanza</a></li>
<li><a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/una-psicologa-in-famiglia/la-depressione-post-partum/" target="_blank">La depressione post partum </a>(a cura della nostra psicologa Maria Francesca)</li>
</ul>
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		<title>La depressione in gravidanza potrebbe influire sul bambino</title>
		<link>http://www.bravibimbi.it/news-bimbi/la-depressione-in-gravidanza-potrebbe-influire-sul-bambino/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[stress in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[I bambini nati da madri depresse durante la gravidanza hanno più alti livelli di ormoni dello stress, una diminuzione del tono muscolare e alcuni problemi neurologici e comportamentali. Questa la base di partenza dalla quale è partito un recente studio americano i cui risultati saranno presto pubblicati sulla rivista Infant Behavior and Development. &#8220;Le possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-17809" title="neonato depresso" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2010/12/neonato-depresso.jpg" alt="neonato depresso" width="290" height="190" />I bambini nati da madri depresse durante la gravidanza hanno più alti livelli di ormoni dello stress, una diminuzione del tono muscolare e alcuni problemi neurologici e comportamentali.<br />
Questa la base di partenza dalla quale<span id="more-17808"></span> è partito un recente studio americano i cui risultati saranno presto pubblicati sulla rivista <em>Infant Behavior and Development</em>.</p>
<p>&#8220;Le possibilità infatti sono due: i bambini sono più sensibili allo stress e cercano di combatterlo oppure lo subiscono passivamente” ha detto la Dott.ssa Delia M. Vazquez, un professore di psichiatria e pediatria presso l&#8217;Università del Michigan School of Medicine.</p>
<p>Insieme ai suoi colleghi ha esaminato la possibile associazione tra depressione nelle donne in gravidanza e lo sviluppo del sistema neuroendocrino dei bambini che controlla la risposta allo stress del corpo, così come l&#8217;umore e le emozioni.</p>
<p>Lo studio è stato effettuato su 154 donne incinte, di età superiore ai 20 anni i cui sintomi depressivi sono stati valutati  sia alle settimane 28, 32 e 37 di gravidanza che quando hanno partorito.<br />
Per misurare i livelli dell&#8217;ormone dello stress è stato prelevato del sangue del cordone ombelicale. A due settimane, i neonati sono stati sottoposti a dei test neurocomportamentali per valutare la loro capacità motorie e le risposte agli stimoli e alle sollecitazioni.</p>
<p>&#8220;E &#8216;difficile interpretare i risultati (nei neonati nati da madri con depressione) e dire se siano buoni o cattivi, o quale impatto potrebbero avere nello sviluppo successivo del bambino&#8221;, ha detto in un comunicato stampa la Dott.ssa Sheila Marcus, direttore clinico del UM&#8217; s Child and Adolescent Psychiatry Section.</p>
<p>&#8220;Una donna su cinque soffre di <a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/tag/depressione-post-partum/" target="_blank">depressione post-partum</a> ma anche di episodi di sbalzi d’umore durante la gestazione. Stiamo cercando di individuare degli indicatori di rischio che ci permettano di identificare sia le donne che hanno bisogno di attenzione durante la gravidanza sia le coppie mamma/bambino che potrebbero beneficiare di programmi post-parto che supportano un sano sviluppo infantile attraverso una corretta impostazione della relazione mamma/bambino.”</p>
<ul>
<li><strong>Leggi anche:</strong></li>
<li><a title="sbalzi d'umore in gravidanza" href="http://www.bravibimbi.it/in-gravidanza/sbalzi-dumore-in-gravidanza/" target="_blank">Sbalzi d&#8217;umore in gravidanza</a></li>
<li><a title="reazioni emotive alla gravidanza" href="http://www.bravibimbi.it/in-gravidanza/reazioni-emotive-alla-gravidanza/" target="_blank">Reazioni emotive alla gravidanza</a></li>
</ul>
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		<title>La depressione post partum? Questione di testa</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 07:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ormoni non hanno nulla a che fare con il baby blues o la depressione post partum. E&#8217; una questione di testa, è il cervello della donna a giocare una parte importante per chi si trova in quella dolorosa situazione. Mary Phillips e colleghi, dell&#8217;Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, hanno confrontato, in un piccolo studio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ormoni non hanno nulla a che fare con il baby blues o la depressione post partum.<br />
E&#8217; una questione di testa, è il cervello della donna a giocare una parte importante per chi si trova in quella dolorosa situazione.</p>
<p>Mary  Phillips e colleghi, dell&#8217;Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, hanno confrontato, in un piccolo studio, le funzioni cerebrali 14 donne  affette da depressione post-partum con quello di<span id="more-15126"></span> 16 neomamme senza particolari problemi. A tutte sono state fatti vedere volti di persone arrabbiate o tristi.</p>
<p>I ricercatori hanno riscontrato che le donne depresse avevano una bassa attività nella corteccia  prefrontale dorsomediale &#8211; una zona del cervello deputata a far nascere le nostre risposte emotive.<br />
Sembra che perdano interesse nelle interazioni sociali e questo, ovviamente, può anche influire negativamente nel rapporto con il proprio figlio.</p>
<p>In  precedenza era emerso che le persone affette da depressione tendono a  essere più sensibili alle immagini negative mentre questo nuovo studio ha dimostrato che le neomamme con depressione post-partum  sembrano invertire tale tendenza: si chiudono in sè stesse e non reagiscono.</p>
<p>Di fatto però i ricercatori non possono dire se sia proprio la gravidanza a causare questa &#8220;apatia&#8221; oppure sia proprio una predisposizione di alcuni soggetti.</p>
<p>Saranno dunque necessarie altre ricerche, soprattutto perchè i numeri dello studio (le conclusioni si basano sull&#8217;osservazione di 30 casi, un po&#8217; pochini) non sono rilevanti.</p>
<p>Lo studio è stato pubblicato su The American Journal of Psychiatry.</p>
<ul>
<li><strong>Leggi anche il post della nostra psicologa:</strong></li>
<li><a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/una-psicologa-in-famiglia/la-depressione-post-partum/" target="_self">La depressione post partum</a><strong><br />
</strong></li>
</ul>
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		<title>La depressione dei genitori in numeri</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti genitori soffrono di episodi di depressione durante i primi 12 anni di vita dei loro figli, anche se il rischio di incorrere in questa situazione si concentra di più nel primo anno di vita. Alcuni ricercatori del Regno Unito, ha esaminato i dati di 86.957 famiglie che si sono rivolte a delle cliniche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti genitori soffrono di episodi di depressione durante i primi 12 anni di vita dei loro  figli, anche se il rischio di incorrere in questa situazione si concentra di più nel primo anno di vita.</p>
<p>Alcuni  ricercatori del Regno Unito, ha esaminato i dati di 86.957 famiglie che si sono rivolte a delle cliniche per cure primarie, tra il 1993 e il 2007 al fine di  identificare i genitori con la depressione.<br />
Hanno  trovato che più di un terzo delle madri e circa un quinto dei padri  avuto un episodio di depressione tra la nascita del loro bambino e il  loro 12 ° compleanno.</p>
<p>Nel complesso, i tassi di depressione sono stati del 7,53% nelle madri e<span id="more-14706"></span> del 2,69% l&#8217;anno  per i padri.<br />
Ma i tassi durante il primo anno subito dopo la nascita di un bambino sono stati  per mamma e papà, rispettivamente, dello 13,93% e 3,56%.</p>
<p>&#8220;Questi  elevati tassi di depressione nel periodo post-partum non stupiscono perchè sono soprattutto legati a tutte le &#8220;novità&#8221; che porta in casa un primogenito/neonato: mancanza di sonno per i neogenitori, il nuovo impegno richiesto, le maggiori responsabilità, e la pressione che tutto questo potrebbe esercitare sul rapporto di coppia &#8220;, hano detto Shreya Dave e colleghi, del Medical Research Council di Londra.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è inoltre un legame consolidato tra la depressione e l&#8217;ambiente sociale e lo stutus dei genitori. Povertà, disoccupazione, la mancancaza di ammortizzatori sociali potrebbero aggravare la situazione&#8221;.</p>
<p>Infine,  &#8220;Più il genitore è giovane, meno  può essere in grado di  affrontare lo stress della paternità rispetto ai genitori &#8220;più anziani&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Benvenuta Mafri!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 16:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[A ruota libera]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[mafri]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta]]></category>

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		<description><![CDATA[La Mafri (Maria Francesca) è una terapeuta individuale e di coppia, esperta in psicologia giuridica e coordina un centro di ascolto sul disagio psichico e sociale. La conosciamo da tanti anni ma&#8230;avevamo perso i contatti da tempo. Come spesso accade però, la nascità dei figli (è madre del piccolo Alessandro che vedi nella foto) ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13528" title="mafri" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2010/07/mafri.jpg" alt="mafri" width="290" height="218" />La Mafri (Maria Francesca) è una terapeuta individuale e di coppia, esperta in psicologia giuridica e coordina un  centro di ascolto sul disagio psichico e sociale.</p>
<p>La conosciamo da tanti anni ma&#8230;avevamo perso i contatti da tempo. Come spesso accade però, la nascità dei figli (è madre del piccolo Alessandro che vedi nella foto) ha fatto da collante e ci siamo, se così si può dire, riscoperti.</p>
<p>Siamo felicissimi di averla &#8220;a bordo&#8221; come psicoterapeuta perchè potrà sicuramente contribuire in modo positivo a questa nostra piccola community.</p>
<p>E non è l&#8217;ultima della psicoterapeute:dopo aver<span id="more-13527"></span> trascorso un anno a Telefono Azzurro, ha lavorato prima come  formatrice di volontari ospedalieri su tutto il territorio nazionale, e in  seguito come consulente del lavoro presso l&#8217;Istituto Penitenziario di Opera per  circa tre anni.</p>
<p>Psicoterapeuta dell&#8217;Approccio Centrato sulla Persona  (Carl Rogers), ha nel frattempo svolto attività clinica per quattro anni presso  il Centro Psico Sociale di Saronno (VA).</p>
<p>Oggi coordina un centralino di  ascolto e orientamento all&#8217;interno di un Servizio di Salute Mentale del Comune  di Milano.</p>
<p>Si interessa inoltre di mediazione di coppia e familiare e in  studio, insieme alle colleghe, si dedica all&#8217;attività terapeutica nonchè alla  progettazione e realizzazione di diverse iniziative e corsi.</p>
<p>Insomma, ha tutte le carte in regola per dare consigli, o meglio, per indirizzare sulla buona strada le nostre povere anime di genitori alle prime armi <img src='http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Benvenuta Mafri! <img src='http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.S.<br />
Questo è il suo primo contributo: &#8220;<a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/una-psicologa-in-famiglia/la-depressione-post-partum/" target="_self">La depressione post-partum</a>&#8220;</p>
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		<title>La depressione post partum</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 16:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Una psicologa in famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[baby blues]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Bravemamme si nasce o si diventa? Alle neo mamme può capitare, soprattutto durante il puerperio di sentirsi così inadeguate, inefficaci, “imbranate” e senza risorse. Tutto quello che avevano immaginato rispetto al bambino tanto atteso si rivela fasullo.Tutto quello che era stato spiegato al corso-preparto viene dimenticato o NON FUNZIONA. Tutto quello che riuscivano a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13524" title="super-mamma" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2010/07/super-mamma.jpg" alt="super-mamma" width="290" height="307" />Bravemamme si nasce o si diventa?<br />
Alle neo mamme può capitare, soprattutto durante il puerperio di sentirsi così inadeguate, inefficaci, “imbranate” e senza risorse. Tutto quello che avevano immaginato rispetto al bambino tanto atteso si rivela fasullo.Tutto quello che era stato spiegato al corso-preparto viene dimenticato o NON FUNZIONA.<br />
Tutto quello che riuscivano a fare prima dell’arrivo del loro figlio sembra essere diventato una MISSION IMPOSSIBLE.</p>
<p>Ed è così che si sentono la maggior parte delle donne subito dopo il parto, e anche nei mesi successivi. Lobotomizzate. Ed è assolutamente normale.<span id="more-13523"></span></p>
<p><strong>L’arrivo di un bebè sconvolge la donna così tanto a livello fisico ed emotivo che occorre tempo e aiuto per metabolizzare l’evento.</strong></p>
<p>Durante la gravidanza capita spesso di “sognare”, ad occhi chiusi o aperti, il proprio bimbo: è quello che in psicologia viene chiamato “il bambino della notte” o bambino “ideale”e che cresce piano piano nel cuore e nella mente di ogni madre.</p>
<p>E poi c’è quello “reale”, il frugoletto in carne e ossa che attraverso il parto (non sempre semplice!) arriva nella vita dei genitori mettendola sottosopra. Il cucciolo d’uomo inizia la sua avventura nel mondo con tanta angoscia e paura: non vede, non capisce, non sa. Piange. A volte parecchio, la notte soprattutto. Ha solo un istinto che lo guida e l’odore della sua mamma che lo rassicura.</p>
<p>Quella stessa mamma che si trova così catapultata in una dimensione tutta nuova, a prendersi cura di una creaturina indifesa che si esprime solo attraverso il pianto (non ha altri mezzi), a volte sola, senza aiuti e sostegni adeguati alla situazione.</p>
<p>E così invece di sentirsi gioiose per quanto di straordinario è appena capitato nella loro vita, alcune mamme, la maggior parte in realtà (in una percentuale che supera il <strong>70%</strong>) si sentono tristi e affaticate. Le assale una sorta di sconforto e angoscia avvolgente che in gergo psicologico viene definito <strong>BABY BLUES</strong>, con riferimento allo stato di malinconia (“blues”) che caratterizza il fenomeno. Questo stato d&#8217;animo non deve spaventare: si tratta di una reazione del tutto naturale e fisiologica dovuta alla stanchezza fisica del parto e al drastico riassetto ormonale che si verifica nel corpo della donna dopo la nascita del bambino.</p>
<p>E’ di fatto sensazione piuttosto comune e condivisa dalle neo-mamme, che si manifesta attraverso frequenti e prolungate crisi di pianto senza motivi apparenti, irritabilità, inquietudine e ansietà che tendono generalmente a scomparire nel giro di quindici giorni circa, non richiedendo particolari cure che non siano affidate al buonsenso, alla pazienza ed all’assistenza di coloro che circondano le donne che ne sono colpite.</p>
<p>Diversamente, si parla di <strong>DEPRESSIONE POST PARTUM</strong> quando questo stato psicologico si prolunga, oltre un mese dal parto. Questa forma <strong>affligge il 15% delle puerpere</strong>. La donna che soffre di depressione post partum sperimenta una costante sensazione di inadeguatezza nei confronti del nuovo ruolo, può sentirsi  delusa perché la maternità si è rivelata un esperienza molto diversa da quella che si aspettava, e può sperimentare del risentimento nei confronti del neonato perché le assorbe tutte le energie. In qualche caso, la &#8220;mamma in erba&#8221; può avere il timore di fare del male al bambino. Queste sensazioni fanno sentire in colpa, ci si sente cattive madri e si pensa di aver fatto un terribile errore nel mettere al mondo un figlio.</p>
<p>Questi sentimenti possono essere più o meno consapevoli e possono esprimersi in una sensazione di costante ed eccessiva preoccupazione verso il neonato oppure in un completo disinteresse nei suoi confronti.</p>
<p>Quando ci si trova già in uno stadio così avanzato di sofferenza allora è il caso di rivolgersi ad uno specialista (psicoterapeuta, psichiatra) o partecipare a gruppi di aiuto e sostegno con altri madri che stanno attraversando la medesima difficoltà.</p>
<p><strong>Chiedere aiuto, parlare con qualcuno non è sempre facile</strong>: nella maggior parte dei casi si prova vergogna per alcuni pensieri o sentimenti negativi suscitati dalla presenza del nuovo arrivato, dimenticandosi che fare la mamma è difficile. <strong>Si teme di essere GIUDICATE</strong> come pessime madri e persone e si tende a nascondere l’immensa fatica al mondo esterno, solitamente poi riversando rabbia, aggressività e frustrazione sul malcapitato partner o sul bimbo.</p>
<p>La prova a cui tutte le mamme sono chiamate è dura e la posta in gioco è altissima: non si tratta solo del benessere del piccolo, ma anche di quello della madre e dell’immagine di sé che ciascuna possiede.</p>
<p>A tutto questo però nessuna madre è pronta: difficilmente se ne parla prima, durante la gestazione, e le donne si trovano “travolte dagli eventi”, di schianto.</p>
<p>Gli spazi per sé vengono meno e le occasioni di confronto e scambio sono sempre troppo poche… in alcuni casi purtroppo totalmente assenti.</p>
<p>Forse si dovrebbe parlare maggiormente della madre ideale che si “schianta” con quella reale…con le reali possibilità e risorse di ciascuna.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Non esistono modelli né buoni consigli (diffidate), solo una maggiore capacità di ascoltarsi e accettare i propri limiti.</strong></span> Ciascuna farà i conti con i propri. Non importa quanto tempo dedichiamo al piccolo e come lo gestiamo. Quello che conta anche e soprattutto per i figli è il benessere della madre.</p>
<p>Primo passo: accettare che WONDER-MUM non esiste ( a questo proposito consiglio la divertente lettura sotto l’ombrellone del bel libro “Quando la mamma è stronza” di Jill Kargman).</p>
<p>Poi, quanto più si è in grado di perdonarsi errori e sviste e di concedersi il lusso di provare anche fastidio o insofferenza per la presenza costante e ingombrante di un bambino nella propria vita, tanto più sarà possibile dare a quel rapporto esclusivo colori autentici e meravigliosi.</p>
<p><strong>I figli amano a prescindere e sono in grado di perdonare molto di più degli adulti. Impariamo da loro.</strong></p>
<p>A cura di dott.sa Maria Francesca Basoni<br />
Psicologa Psicoterapeuta<br />
Via Fontana 15/1 Milano<br />
<a href="mailto:b.mariafrancesca@email.it">b.mariafrancesca@email.it</a><br />
<a title="psichemilano" rel="nofollow" href="http://www.psichemilano.it" target="_blank">www.psichemilano.it</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Illustrazione di: Kokotte</em></p>
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		<title>La depressione post partum dei papà</title>
		<link>http://www.bravibimbi.it/news-bimbi/la-depressione-post-partum-dei-papa/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 07:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbapapa</dc:creator>
				<category><![CDATA[News bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla spesso di depressione post partum o di baby blues. E, di norma, si pensa solo alle mamme. Un recente studio americano invece dice che la depressione post partum colpisce anche il 10,4% dei neopadri. E tale percentuale salirebbe al 25,6% quando il neonato ha dai 3 ai 6 mesi. Poveri papà! Fonte: Quotidiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla spesso di <a title="depressione past partum" href="http://www.bravibimbi.it/famiglia/depressione-post-partum-informazioni-per-mariti-e-famiglie/" target="_blank">depressione post partum</a> o di <a title="baby blues" href="http://www.bravibimbi.it/famiglia/guida-per-il-partner-su-baby-blues-e-depressione-post-partum/" target="_blank">baby blues</a>.<br />
E, di norma, si pensa solo alle mamme.</p>
<p>Un recente studio americano invece dice che la depressione post partum colpisce anche il 10,4% dei neopadri.<br />
E tale percentuale salirebbe al 25,6% quando il neonato ha dai 3 ai 6 mesi.</p>
<p>Poveri papà! <img src='http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Quotidiano City</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Depressione Post-partum: informazioni per mariti e famiglie</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 05:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbamamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[La depressione post partum colpisce il 20% delle donne che partoriscono. E&#8217; un disturbo clinico che si può curare con successo. Proviamo a togliere il velo per qualche minuto su questa spiacevole situazione che molte neomamme e famiglie (perchè poi, indirettamente, colpisce tutto il nucleo familiare) si ritrovano ad affrontare in un periodo davvero molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La depressione post partum colpisce il 20% delle donne che partoriscono. E&#8217; un disturbo clinico che si può curare con successo. Proviamo a togliere il velo per qualche minuto su questa spiacevole situazione che molte neomamme e famiglie (perchè poi, indirettamente, colpisce tutto il nucleo familiare) si ritrovano ad affrontare in un periodo davvero molto delicato della loro vita.<span id="more-5935"></span></p>
<ul>
<li>La <a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/2009/03/10/depressione-post-partum-consigli/" target="_blank">depressione post-partum</a> colpisce il 20% delle donne che partoriscono.</li>
<li>La depressione post-partum      è un disturbo clinico che si può curare con successo.</li>
<li>La depressione post-partum      è una depressione clinica che si può presentare da subito dopo il parto      fino a un anno dal parto.</li>
<li>Se tua moglie soffre di      depressione post-partum, è molto importante che tu ne sia informato e      contribuisca alla cura.</li>
<li>La depressione post-partum      può colpire senza preavviso – anche in donne senza precedenti ep<a href="http://www.pregnancy.org/article/post-partum-depression-information-husbands-and-families" target="undefined"></a>isodi di depressione. Può colpire donne che hanno una      carriera di grande successo così come donne che rimangono a casa con i      figli; donne che godono di un matrimonio stabile così come donne che      vivono rapporti conflittuali, donne single e persino madri adottive. Può      colpire donne che amano il loro bambino più di qualunque altra cosa al      mondo. Può colpire dopo il primo figlio, ma anche dopo il quarto.</li>
<li>Può colpire donne che sono      sicurissime che a loro non succederebbe.</li>
<li>Non è ancora chiaro il      motivo per cui la depressione post-partum colpisca alcune donne mentre      altre no, o perché alcune considerate più a rischio non ne vengano      colpite, mentre quelle con meno fattori di rischio presentino sintomi      anche gravi.</li>
<li>Le donne sono il doppio più      a rischio di depressione degli uomini.</li>
<li>Le donne sono più esposte a      disturbi emotivi dopo la nascita di un figlio che in qualunque altro      momento della loro vita.</li>
<li>La depressione post-partum      è una vera e propria malattia.</li>
<li>Lei non sta assolutamente      fingendo o esagerando.</li>
<li>Non succede perché lei è      una cattiva madre o non ama il bambino a sufficienza.</li>
<li>Non succede perché ha      pensieri negativi su di sé o sul bambino o su di te.</li>
<li>Non succede perché è debole      e non si sforza a sufficienza per stare meglio.</li>
<li>Non può semplicemente      &#8220;farsela passare&#8221;.</li>
<li>Questo non vale. Non è      quello che ti aspettavi. Ma se tua moglie soffre di depressione      post-partum, le ci vorrà un po&#8217; per riprendersi, qualche settimana ma      persino dei mesi.</li>
<li>Starà meglio, tornerà ad      essere &#8220;normale&#8221;. Ricomincerà a privare piacere, ma non      succederà da un giorno all&#8217;altro.</li>
<li>Più riuscirai a starle vicino,      più veloce sarà la ripresa.</li>
<li>La depressione post-partum non      è colpa di nessuno. Non è colpa sua, e non è colpa tua.</li>
<li>Cerca di rassicurarla sul      fatto che lei non ha fatto nulla per provocarla.</li>
<li>Spesso, quando siamo      colpiti da qualcosa che non capiamo, cerchiamo di dare la colpa a qualcosa      o qualcuno. Questo sarà molto controproducente.</li>
<li>Ricordati che non si sa      bene perché questo avvenga. Ciò che si sa è come fare per accelerare il      processo di guarigione.</li>
<li>Non sprecare troppe energie      per capire cos&#8217;è andato storto e ha scatenato il problema. La ricerca di      una ragione ti renderà frustrato, mentre tua moglie continuerà a stare      male. Risparmia le energie per navigare al meglio in questo territorio      poco familiare.</li>
</ul>
<h2>Che cosa dire</h2>
<p>Il suo umore e la sua vulnerabilità ostacoleranno temporaneamente la comunicazione. Ecco contro cosa ti dovrai scontrare:</p>
<p>- Se le dici che la ami, non ti crederà.</p>
<p>- Se le dici che è una brava madre, penserà che lo stai dicendo solamente per farla sentire meglio.</p>
<p>- Se le dici che è bella, penserà che stai mentendo.</p>
<p>- Se le dici di non preoccuparsi di nulla, penserà che tu non abbia idea di quanto male si senta.</p>
<p>- Se le dici che tornerai prima dal lavoro per aiutarla, si sentirà in colpa.</p>
<p>- Se le dici che devi lavorare fino a tardi, penserà che non ti importa di lei.</p>
<p><strong>Ma puoi dirle che:</strong></p>
<ul>
<li>Sai benissimo che sta molto      male.</li>
<li>Starà meglio.</li>
<li>Sta facendo ciò che serve      per stare meglio (terapia, medicine,<a href="http://www.pregnancy.org/article/post-partum-depression-information-husbands-and-families" target="undefined"></a> ecc.).</li>
<li>Può comunque essere una      brava madre anche se non si sente bene.</li>
<li>Può succedere di fare degli      errori, non deve fare per forza tutto alla perfezione.</li>
<li>Sai quanto si stia      impegnando in questo momento difficile.</li>
<li>Hai bisogno che ti dica      cosa puoi fare per aiutarla.</li>
<li>Sai che sta facendo del suo      meglio.</li>
<li>La ami.</li>
<li>Il bambino starà bene.</li>
</ul>
<h2>Cosa NON dire</h2>
<ul>
<li>Non dirle che dovrebbe      passarci sopra.</li>
<li>Non dirle che sei stanco di      come si sente.</li>
<li>Non dirle che dovrebbe      essere il periodo più felice della sua vita.</li>
<li>Non dirle che la preferivi      prima.</li>
<li>Non dirle che se la farà      passare in fretta.</li>
<li>Non dirle che si sentirebbe      meglio se tornasse al lavoro, non fosse tornata al lavoro, uscisse di più,      rimanesse più a casa, ecc.</li>
<li>Non dirle che dovrebbe dim<a href="http://www.pregnancy.org/article/post-partum-depression-information-husbands-and-families" target="undefined"></a>agrire, tingersi i capelli, comprarsi dei vestiti      nuovi, ecc.</li>
<li>Non dirle che tutte le      neomamme si sentono così.</li>
<li>Non dirle che si tratta      solo di una fase.</li>
<li>Non dirle che se voleva il      bambino, sapeva che avrebbe dovuto passarci.</li>
<li>Non dirle che sai che è      abbastanza forte per uscirne da sola e che non ha bisogno di aiuto.</li>
</ul>
<h2>Cosa dovresti sapere a proposito della cura</h2>
<ul>
<li>Una buona terapia può      essere costosa. Ma una terapia costosa non sempre è buona.</li>
<li>Trovare un aiuto per tua      moglie deve essere la tua priorità. Se ti preoccupi dei costi, resterà      malata più a lungo.</li>
<li>La malattia è reale. Ha      bisogno di cure.</li>
</ul>
<p>Quindi, come si fa a sapere se il terapeuta è bravo? Poniti queste domande:</p>
<ul>
<li>Ti sei sentito a tuo agio      in sua presenza? (Si, dovrai essere presente a una seduta).</li>
<li>A tua moglie piace come      persona? (E&#8217; molto più importante di quanto pensi. Riuscire a comunicare      con il terapeuta è come vincere metà battaglia).</li>
<li>Che atteggiamento ha tua      moglie nei confronti delle sedute?</li>
<li>Pensa che la stiano      aiutando?</li>
<li>Si sente bene all&#8217;idea di      andarci?</li>
<li>Ha fiducia in questa      persona e si sente a proprio agio a parlarci?</li>
</ul>
<p>Cerca di trovare qualcuno che lavori a breve termine e si concentri sul presente, piuttosto che su questioni del passato. Si tratta di questioni importanti, ma non necessariamente utili al problema, ciò che si deve gestire sono i sintomi.</p>
<p>Il costo della terapia è una questione reale. Ma lo è anche la sua malattia, giusto? Non permettere alla questione economica di negarle l&#8217;aiuto di cui ha bisogno. Ci sono alcune opzioni. Piani assicurativi. Pagamenti a rate. Ecc. Far pesare le tue preoccupazioni può sabotare la ripresa facendola sentire in colpa. Stai attento a come affronti l&#8217;argomento.</p>
<p>Incoraggiala  discutere le sue preoccupazioni economiche col terapeuta. Contatta l&#8217;agenzia di assicurazioni. A seconda del piano assicurativo, potresti riuscire a farti coprire almeno parte delle spese.</p>
<p>Sì, dovresti andare a una seduca con lei. Alcune donne vogliono che il marito le accompagni la prima volta, altre preferiscono prima stabilire un rapporto con il terapeuta. Chiedi a lei quando preferisce che tu ci vada, e fallo.</p>
<p><strong>Tu ci vai per le seguenti ragioni:</strong></p>
<ul>
<li>Per dimostrarle il tuo      sostegno;</li>
<li>Per conoscere il terapeuta      e sapere chi si sta prendendo cura di lei;</li>
<li>Per fare domande, avere      informazioni, ricevere supporto;</li>
<li>Per fornire informazioni su      tua moglie, la vostra relazione, eventi importanti, ecc.</li>
</ul>
<p>La depressione post-partum diventa una questione familiare. Non lasciare che tua moglie ne porti tutto il peso da sola. Appoggiare la sua decisione di andare dal terapeuta è vitale per la sua guarigione. Ricordati che questa terapia dovrebbe essere a breve termine, vale a dire da 3 a 5 mesi. Ma dovrebbe subito sentirne i benefici. A seconda della gravità della malattia, dovrebbe sentirsi un po&#8217; meglio già dopo un paio di settimane.</p>
<h2>Situazioni di emergenza</h2>
<ul>
<li>Se ti dice che non riesce      più a sopportare il dolore, si tratta di una dichiarazione molto seria che      richiede una valutazione da una persona specializzata nel trattamento      della depressione.</li>
<li>Ricorda che i suoi pensieri      sono distorti ed è possibile che le cose le sembrino molto peggiori di      come sembrano a te.</li>
<li>Non spetta a te decidere se      rischia di fare del male a se stessa o agli altri. Lascia che lo decida un      professionista. Stai con lei. Chiedile se si sente al sicuro. Aiutala a      prendere un appuntamento con una persona che crede la possa aiutare.      Chiama il dottore. Non lasciarla da sola.</li>
</ul>
<p><strong>Le seguenti situazioni sono rare, ma richiedono un intervento immediato. Le situazioni di emergenza richiedono che tu la porti al più vicino ospedale. NON LASCIARLA DA SOLA PER NESSUN MOTIVO SE:</strong></p>
<ul>
<li>Parla di fasi del male;</li>
<li>Ha strani pensieri,      allucinazioni, illusioni;</li>
<li>Non dorme da parecchi      giorni e mostra sintomi quasi maniacali. La      mancanza di sonno può peggiorare i sintomi;</li>
<li>Mostra un evidente allontanamento da      qualsiasi contatto sociale;</li>
<li>Ha preoccupazioni per la      morte, idee morbose o ideazione religiosa;</li>
<li>Ha persistenti sensazioni di      disperazione e inutilità;</li>
<li>Esce con espressioni quali: &#8220;I      miei bambini starebbero meglio senza di me qui.&#8221;</li>
</ul>
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		<title>Montagne russe emotive dei neo genitori</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>barbamamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[neomamma]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi è nato un figlio, avete superato questo primo ostacolo. Ora tieni il tuo piccolo neonato in braccio attendendo con ansia ciò che succede in seguito. Mentre molte mamme passano con facilità all&#8217;essere genitore, le prime settimane possono invece fare molta paura ad altre. E&#8217; importante sapere che non sei l&#8217;unica a sentirti in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5392" title="mamma-depressa" src="http://bravibimbi.3tn153.cleverscale.net/wp-content/uploads-09/2009/11/mamma-depressa.jpg" alt="mamma-depressa" width="290" height="200" />Vi è nato un figlio, avete superato questo primo ostacolo. Ora tieni il tuo piccolo neonato in braccio attendendo con ansia ciò che succede in seguito. Mentre molte mamme passano con facilità all&#8217;essere genitore, le prime settimane possono invece fare molta paura ad altre.<span id="more-5390"></span></p>
<p>E&#8217; importante sapere che non sei l&#8217;unica a sentirti in questo modo. Molte madri si sono sentite terrorizzate da questa creaturina. Col neonato arrivano parecchie responsabilità, molte cose da imparare, nessun libro di istruzioni e poco tempo.<br />
Vivrai emozioni diverse nelle prime settimane.</p>
<p>Ecco alcuni consigli per aiutarti a gestirle.</p>
<p><strong>Stanca e stravolta</strong></p>
<p>A volte puoi sentirti completamente stravolta, quindi cerca di prenderti del tempo per te ogni giorno. Può sembrare impossibile anche solo pensarci, ma chiedi a qualcuno che ti dia una mano per farlo.</p>
<p>Benché un neonato dorma molto nel giro di 24 ore, tu avrai sempre una gran carenza di sonno. Normalmente la gente non si sveglia ogni 2-4 ore ogni notte prima di avere un bambino. Ovviamente, in gravidanza, alzarsi di frequente durante la notte per andare in bagno può averti dato un&#8217;idea di com&#8217;è. Il segreto per risolvere il problema del sonno è semplice: dormi quando dorme il bambino!</p>
<p>Vedrai che il mondo non finirà se non hai fatto la lavatrice o non hai lavato i piatti. E&#8217; importante che tu stia bene per poterti prendere cura del tuo bambino. Perdere sonno può esaurire la tua resistenza e potresti essere molto più vulnerabile alle malattie. Quindi rannicchiati vicino al tuo bambino e goditi il suo profumo mentre ti addormenti.</p>
<p><strong>La depressione post-partum</strong></p>
<p>La <a title="depressione post partum" href="http://www.bravibimbi.it/2009/03/10/depressione-post-partum-consigli/" target="_blank">depressione post-partum</a> può presentarsi frequentemente dopo la nascita del bambino. Fino a poco tempo fa, non veniva nemmeno nominata dai medici. La sua severità può variare. Alcune donne possono soffrire di grave depressione, paranoia, e sensazioni di inutilità, mentre altre possono scoppiare a piangere senza motivo. La depressione può durare alcuni giorni ma anche molto più a lungo.<br />
Se è in forma grave, il medico può prescrivere degli antidepressivi per lenire i sintomi. Non sentirti troppo in colpa se sei depressa dopo il parto. Pur essendo un momento di grande felicità, può comunque sopraffare una persona. Inoltre, gli sbalzi ormonali nel tuo corpo non aiutano di certo. Quindi, se ti sembra che la depressione sia grave e vuoi tornare a stare bene, consulta subito il medico. Non devi mai vergognarti di chiedere aiuto.</p>
<p>Prenditi un giono libero. Tutti pensano che essere madre sia un lavoro da fare 24 ore su 24, sette giorni su sette. Può esserlo benissimo, e non biasimo le donne che passano ogni singolo istante con i loro figli. Ma alcune donne hanno bisogno di tempo per sé stesse. Puoi sfruttare l&#8217;asilo o arruolare un parente perché si prenda cura del bambino un giorno al mese o più, e sfuggire per un po&#8217;. Per alcune donne è importante mantenere una parte della loro vita in cui il bambino non sia coinvolto. Anche solo per andare al bar vicino casa e leggere il giornale, passare un pomeriggio al centro benessere – quel po&#8217; di tempo tutto per te ti aiuteranno a rinvigorirti.</p>
<p><strong>Goditi il bambino</strong></p>
<p>La cosa più importante è che tu ti goda il bambino. Crescono molto in fretta, quindi assorbi il più possibile quel delizioso profumo di borotalco e manine pulite. Presto crescerà, e le sue manine pulite saranno solo un ricordo del passato. Poi dovrai affrontare ginocchia sbucciate, mani appiccicose e chewing-gum nei capelli&#8230; ma non farti spaventare. Sarà tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Ci sono volte in cui potresti sentirti sola al mondo. E&#8217; normale per alcune neo mamme. Dal momento in partoriscono, sembra che diventino trasparenti, perché tutti si concentrano solo sul nuovo arrivato. Puoi alleviare la tua solitudine iscrivendoti a un club per mamme o a una community online, in cui puoi <a title="forum mamme" href="http://wwww.bravibimbi.it/forum" target="_blank">chiacchierare con altre mamme</a>. Vedrai che loro capiranno come ti senti.</p>
<p>Quando parli con parenti o amici, sentiti libera di dire che vorresti parlare anche di qualcosa d&#8217;altro oltre al bambino. Potreste parlare brevemente di come sta, ma poi cambiare argomento. Se la cosa non ti fa sentire meglio, fai loro sapere come ti senti. E rimarrai sorpresa di come ti saranno vicini. Potrebbero persino sentirsi in colpa per come ti hanno trattata. Ma non avercela con loro, tutti sono attratti da un neonato, fa parte della nostra natura.</p>
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