Bambini turbolenti: consigli di sopravvivenza per i genitori
19 giugno 2009 · scritto da Francesca Saccà
Irruenza e vivacità nei bambini sono caratteristiche assolutamente normali. Spesso si tende a generare inutili allarmismi, ma questi comportamenti non sono sintomi di disagi o disturbi, bensì semplicemente espressioni del bambino che caratterizzano una fase normale del loro sviluppo.
Tutto comincia quando il bimbo impara a camminare, in questo periodo infatti nasce il bisogno di esplorare l’ambiente circostante, di scoprire, di toccare.
La fascia d’età in cui esplode la vitalità e la vivacità del bambino è quella compresa tra i 15 mesi e i 3 anni. A questa età il bambino non sa riconoscere i pericoli, e comincia a esplorare e sondare ogni angolo, senza rispettare troppo limiti o divieti.
Solitamente dopo i 3 anni l’atteggiamento da “combina guai” tende ad attenuarsi, perché il piccolo ha esplorato a sufficienza il mondo circostante e ha sviluppato il senso del pericolo, dunque riconosce le attività rischiose, nelle quali prima tendeva a lanciarsi a capofitto, e riesce anche a distinguere cosa dovrebbe e cosa non dovrebbe fare.
Ma cosa possono fare i genitori praticamente dinanzi a questi comportamenti?
- Un buon suggerimento è quello di rendere l’ambiente in cui il bambino vive, gioca e dorme il più sicuro possibile. Una stanza a misura di bambino riduce al minimo le possibilità che il piccolo, anche in un momento di distrazione del genitore, durante una delle sue escursioni esplorative si faccia male.
- Quando i bambini sono molto piccoli, dai 15 mesi fino ai 2 anni, meglio evitare i rimproveri o le urla. I genitori dovrebbero optare per l’intervento diretto, prelevando il piccolo dalla situazione rischiosa e offrendogli un’alternativa di scoperta e di gioco interessante, ma sicura.
- Quando il bimbo cresce invece diventa progressivamente più attento anche ai discorsi dei genitori, recepisce meglio i loro messaggi. Mamma e papà dovrebbero, di conseguenza, parlare di più con loro, spiegando sono i pericoli ai quali vanno incontro, cosa fanno di sbagliato. Anche le punizioni possono essere un buon modo di affrontare la situazione, ma devono essere spiegate, mirate allo scopo e non troppo lunghe. Inoltre sono preziosi anche piccoli premi e gratifiche quando il bimbo impara la lezione, quando si comporta bene.
- Anche nei momenti più difficili è fondamentale per i genitori gestire la rabbia, mantenendo i toni di voce bassi ed evitando comportamenti aggressivi
- Non preoccuparsi eccessivamente, non fraintendere la vivacità normale del piccolo, scambiandola per iperattività, un disturbo vero e più complesso.
- Se la turbolenza del bimbo non passa nemmeno dopo i 3 anni e mezzo, si manifesta a casa come a scuola o in altri contesti e diventa troppo difficile per i genitori gestirla, per ulteriore tranquillità, ci si può rivolgere allo specialista, per un’indagine più approfondita.
A cura della Dott.ssa Francesca Saccà
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cara francesca sacca .sono pasquale dall olanda vorrei sapere come conoscere effettivamente che mio figlio di tre anni ha l,autismo.siccome ha scuola e mia moglie penzano di si.atteggiamenti del bimbo sono un occhio un po ha sinistra dell altro i polsi un po snodati e non contatti con altri bimbi.intelliggentissimo distinque i colori sa dove l auto di papa sta tra cento auto in parccheggio gioca con i bimbi del mio vicino ma con molta cautela e attenzione e molto eccentrico sulle cose quasi un perffezionista,vuole venire in auto ,ha paura se sente un aereo ,dorme poco e troppo sensibile su tutto.la ringrazio di cuore aspettando notizia .distinti saluti da pasquale