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La depressione post partum

27 luglio 2010 · scritto da

super-mammaBravemamme si nasce o si diventa?
Alle neo mamme può capitare, soprattutto durante il puerperio di sentirsi così inadeguate, inefficaci, “imbranate” e senza risorse. Tutto quello che avevano immaginato rispetto al bambino tanto atteso si rivela fasullo.Tutto quello che era stato spiegato al corso-preparto viene dimenticato o NON FUNZIONA.
Tutto quello che riuscivano a fare prima dell’arrivo del loro figlio sembra essere diventato una MISSION IMPOSSIBLE.

Ed è così che si sentono la maggior parte delle donne subito dopo il parto, e anche nei mesi successivi. Lobotomizzate. Ed è assolutamente normale.

L’arrivo di un bebè sconvolge la donna così tanto a livello fisico ed emotivo che occorre tempo e aiuto per metabolizzare l’evento.

Durante la gravidanza capita spesso di “sognare”, ad occhi chiusi o aperti, il proprio bimbo: è quello che in psicologia viene chiamato “il bambino della notte” o bambino “ideale”e che cresce piano piano nel cuore e nella mente di ogni madre.

E poi c’è quello “reale”, il frugoletto in carne e ossa che attraverso il parto (non sempre semplice!) arriva nella vita dei genitori mettendola sottosopra. Il cucciolo d’uomo inizia la sua avventura nel mondo con tanta angoscia e paura: non vede, non capisce, non sa. Piange. A volte parecchio, la notte soprattutto. Ha solo un istinto che lo guida e l’odore della sua mamma che lo rassicura.

Quella stessa mamma che si trova così catapultata in una dimensione tutta nuova, a prendersi cura di una creaturina indifesa che si esprime solo attraverso il pianto (non ha altri mezzi), a volte sola, senza aiuti e sostegni adeguati alla situazione.

E così invece di sentirsi gioiose per quanto di straordinario è appena capitato nella loro vita, alcune mamme, la maggior parte in realtà (in una percentuale che supera il 70%) si sentono tristi e affaticate. Le assale una sorta di sconforto e angoscia avvolgente che in gergo psicologico viene definito BABY BLUES, con riferimento allo stato di malinconia (“blues”) che caratterizza il fenomeno. Questo stato d’animo non deve spaventare: si tratta di una reazione del tutto naturale e fisiologica dovuta alla stanchezza fisica del parto e al drastico riassetto ormonale che si verifica nel corpo della donna dopo la nascita del bambino.

E’ di fatto sensazione piuttosto comune e condivisa dalle neo-mamme, che si manifesta attraverso frequenti e prolungate crisi di pianto senza motivi apparenti, irritabilità, inquietudine e ansietà che tendono generalmente a scomparire nel giro di quindici giorni circa, non richiedendo particolari cure che non siano affidate al buonsenso, alla pazienza ed all’assistenza di coloro che circondano le donne che ne sono colpite.

Diversamente, si parla di DEPRESSIONE POST PARTUM quando questo stato psicologico si prolunga, oltre un mese dal parto. Questa forma affligge il 15% delle puerpere. La donna che soffre di depressione post partum sperimenta una costante sensazione di inadeguatezza nei confronti del nuovo ruolo, può sentirsi  delusa perché la maternità si è rivelata un esperienza molto diversa da quella che si aspettava, e può sperimentare del risentimento nei confronti del neonato perché le assorbe tutte le energie. In qualche caso, la “mamma in erba” può avere il timore di fare del male al bambino. Queste sensazioni fanno sentire in colpa, ci si sente cattive madri e si pensa di aver fatto un terribile errore nel mettere al mondo un figlio.

Questi sentimenti possono essere più o meno consapevoli e possono esprimersi in una sensazione di costante ed eccessiva preoccupazione verso il neonato oppure in un completo disinteresse nei suoi confronti.

Quando ci si trova già in uno stadio così avanzato di sofferenza allora è il caso di rivolgersi ad uno specialista (psicoterapeuta, psichiatra) o partecipare a gruppi di aiuto e sostegno con altri madri che stanno attraversando la medesima difficoltà.

Chiedere aiuto, parlare con qualcuno non è sempre facile: nella maggior parte dei casi si prova vergogna per alcuni pensieri o sentimenti negativi suscitati dalla presenza del nuovo arrivato, dimenticandosi che fare la mamma è difficile. Si teme di essere GIUDICATE come pessime madri e persone e si tende a nascondere l’immensa fatica al mondo esterno, solitamente poi riversando rabbia, aggressività e frustrazione sul malcapitato partner o sul bimbo.

La prova a cui tutte le mamme sono chiamate è dura e la posta in gioco è altissima: non si tratta solo del benessere del piccolo, ma anche di quello della madre e dell’immagine di sé che ciascuna possiede.

A tutto questo però nessuna madre è pronta: difficilmente se ne parla prima, durante la gestazione, e le donne si trovano “travolte dagli eventi”, di schianto.

Gli spazi per sé vengono meno e le occasioni di confronto e scambio sono sempre troppo poche… in alcuni casi purtroppo totalmente assenti.

Forse si dovrebbe parlare maggiormente della madre ideale che si “schianta” con quella reale…con le reali possibilità e risorse di ciascuna.

Non esistono modelli né buoni consigli (diffidate), solo una maggiore capacità di ascoltarsi e accettare i propri limiti. Ciascuna farà i conti con i propri. Non importa quanto tempo dedichiamo al piccolo e come lo gestiamo. Quello che conta anche e soprattutto per i figli è il benessere della madre.

Primo passo: accettare che WONDER-MUM non esiste ( a questo proposito consiglio la divertente lettura sotto l’ombrellone del bel libro “Quando la mamma è stronza” di Jill Kargman).

Poi, quanto più si è in grado di perdonarsi errori e sviste e di concedersi il lusso di provare anche fastidio o insofferenza per la presenza costante e ingombrante di un bambino nella propria vita, tanto più sarà possibile dare a quel rapporto esclusivo colori autentici e meravigliosi.

I figli amano a prescindere e sono in grado di perdonare molto di più degli adulti. Impariamo da loro.

A cura di dott.sa Maria Francesca Basoni
Psicologa Psicoterapeuta
Via Fontana 15/1 Milano
b.mariafrancesca@email.it
www.psichemilano.it

Illustrazione di: Kokotte








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Commenti a questo post

13 commenti a “La depressione post partum”

  1. paola ha scritto il 28 luglio 2010 alle ore 11:54 am

    Buongiorno dottoressa, certamente l’essere mamma è il completamento per una donna, niente è più di un figlio. Il mio Giacomo ormai ha 17 mesi il primo di agosto, ma l’inzio per me è stato duro! ovviamente di notte il piccolo ogni 2 mezza, tre si svegliava per mangiare e di giorno tante coliche…sul più bello che me lo stavo un pò godendo e capirlo ho iniziato a lavorare (il piccino aveva 6 mesi), altro stress! diciamo che mi sto tranquilizzando ora che il piccolo ha accettato, ma non sempre, i nonni, che lo adorano! A mio parere mamme non ci si nasce ma ci si diventa crescendo insieme ai nostri figli, con tanta pazienza e amore.

  2. Lapirupao ha scritto il 28 luglio 2010 alle ore 11:54 pm

    Bisogna dirlo, e tanto, nei corsi pre-parto, che sono bellissimi, per carità, ma un discorsetto preventivo con voi psicologi andrebbe fatto, proprio per non trovarsi nella situazione (com’è stata la mia) di essere, dopo anche più di 5 mesi dal parto, disorientate su tutto, credere di non farcela, solo perché le altre mamme (bugiarde) dicono che i loro bambini “dormono tutta la notte, mangiano ogni 4 ore, sono sempre tranquilli”…
    Adesso mio figlio Elia ha 17 mesi, sono in attesa di Giorgio, che arriverà a metà settembre, ed a giorni alterni sono tranquilla, perché dicono che il secondo sia più facile del primo, ed altri giorni in cui sento la paura di non farcela con 2 bambini piccoli…Per fortuna, ho vicina una suocera bravissima, con cui vado molto d’accordo…ma non sempre potrò fare, ovviamente, affidamento su di lei; ho tanta paura di ricadere nella depressione che mi ha afflitta fino a quando son rimasta incinta di Giorgio. Ho cercato di farmi curare, ma ho trovato poco sollievo dalle sedute, prima con una psicologa che affronta direttamente i problemi familiari, poi con uno psichiatra, che mi ha tirato fuori, come altri prima di lui in passato (per probleminini precedenti), sempre la relazione con mia mamma o altri componenti della mia famiglia…
    Il tutto senza risolvere niente. Adesso, forse, gli ormoni di questa gravidanza mi hanno fatto bene, ma poi? Che succederà quando i riflettori si sposteranno sul nuovo arrivato? Che succederà quando, stravolta, dovrò comunque rimboccarmi le maniche e tirare avanti con 2 bambini?
    Ho un marito che mi capisce benissimo, i suoceri, i genitori che, seppur lontani, darebbero la pelle per me, ma nonostante questo, si è mamme da sole, i fantasmi li abbiamo anche se ci dicono che non esistono…passeranno, il tempo farà la sua parte, ma nel frattempo, una rete di aiuto, anche esterna, deve sempre esserci, anche quando una non vuole ammettere di averne bisogno. Questa rete deve saper ascoltare e dare consigli “con le pinze”, per non urtare il delicato equilibrio che ogni madre, pian piano, si sta costruendo attorno a sé ed alla nuova creatura.

  3. Maria Francesca ha scritto il 29 luglio 2010 alle ore 1:16 pm

    Care “bravemamme”, ciascuna meriterebbe una risposta ad hoc, perchè credo che ognuno abbia la propria storia speciale, differente l’una dall’altra ma non più o meno complessa. Come ho scritto nel mio contributo ogni mamma deve un pò fare i conti con i propri limiti e risorse (psicologiche ma anche pratiche, vedi suocere o mariti disponibili e comprensivi).
    Concordo che nei corsi Pre-parto andrebbe lasciato uno spazio per un incontro con una terapeuta esperta nel campo, che non solo spieghi quanto potrebbe succedere, ma che soprattutto possa già instaurare un contatto con quelle che sono più in difficoltà o si sentono più fragili e spaventate rispetto alla maternità, come lei cara Lapirupao.
    Rispetto ai percorsi di sostegno che ha già affrontato in passato, quello che posso dirle sulla base della mia esperienza, è che non sempre tutti i tipi di orientamento o approccio (ne esistono tanti) funzionano sul medesimo disturbo o sulla medesima persona. Così come la terapia può evere buon esito solo si crea un rapporto di grande fiducia con l’esperto a cui ci si è rivolti.
    Proprio perchè ciascuno merita di essere ascoltato e capito nelle proprie difficoltà e aiutato a ritrovare la fiducia in sè e nelle proprie capacità (forse più che rivangare il passato, non sempre proficuo nei casi di depressione).
    Insomma care mamme, con la depressione post-partum non si scherza! Ma anche credo fermamente che parlarne e superare il taboo possa essere di grande supporto e aiuto.

  4. diggita.it ha scritto il 30 luglio 2010 alle ore 10:32 am

    La depressione post partum…

    Ma esistono delle mamme gà “imparate”? Le “supermum”, come le chiamano all’estero, da dove prendono i loro super poteri? Sarà normale affrontare qualche difficoltà agli inizi, o no?
    Alle neo mamme può capitare, soprattutto durante il puerperio di…

  5. rachele ha scritto il 31 luglio 2010 alle ore 6:11 pm

    fare la mamma è un gran “bel casino”! è davvero BELLO, ma è sul serio anche un CASINO! sì, lo ammetto, ci son finita anch’io nella depressione post-partum, non lo volevo ammettere, ma è proprio così. Eppure non posso dire di aver problemi con mia figlia direttamente, non sono troppo ansiosa nei suoi confronti…ma cavoli quante ansie, palpitazioni, pianti, senso di inadeguatezza….
    non so perchè non sia andata prima a parlare con qualcuno: sicuramente mi sarei goduta di più i primi mesi della mia piccola, al posto di starmi a fare seghe mentali, grazie peraltro ad una situazione familiare difficile. Adesso, per aver aspettato, non essere riuscita ad ammettere l’evidenza, mi tocca aspettare la fine di settembre per avere un sostegno psicologico….ma nel frattempo, passo passo, ho cercato di scacciare angosce e pensieri brutti, cerco di godermi appieno la mia piccola, e cerco in tutti i modi possibili di evitare uno dei più grossi motivi di ansia: lei…la suocera

    Cmq, davvero, mi sembra che ci sia una sorta di tabù nei confronti della depressione post-partum, se si ammettesse più tranquillamente che esiste e CHE NON è UN MALE, CHE NON SIAMO DELLE MADRI SNATURATE SE NE SOFFRIAMO….forse più mamme chiederebbero aiuto, e forse più famiglie starebbero molto meglio.

    Ma perchè non organizzare corsi POST-PARTO, piuttosto che pre-parto!

  6. valentina ha scritto il 26 agosto 2010 alle ore 4:46 pm

    salve carissima dottoressa mi stanno capitando delle cose che in realtà nn capisco dopo avuto questa bambina bellissima non vado più d’accordo con mio marito l’ ho lasciato perchè nn capisco più niente e possibile che stò avendo un post partum? salve grazie………………..

  7. Marika ha scritto il 30 agosto 2010 alle ore 6:30 pm

    io credo che la depressione post partum sia un problema sociale più che psicologico, nel senso che non è il fatto di diventare mamma che destabilizzi la donna, quanto piuttosto diventare mamma in un contesto alienato come quello delle società industriali,poco attente ai bisogni primari dell’essere umano e creatrici di falsi bisogni e false aspettative A questo proposito mi pare illuminante questo articolo:
    http://www.liberazione.it/news-file/TSO-per-le-donne-dopo-il-parto–Il-problema—sociale–non-psichiatrico—LIBERAZIONE-IT.htm
    cordiali saluti, Marika, mamma alla pari in allattamento al seno.

  8. Maria Francesca ha scritto il 30 agosto 2010 alle ore 8:11 pm

    Difficile scindere i due aspetti, cara Marika. La depressione è senza ombra di dubbio un problema emotivo e psicologico, qualsiasi sia la natura e l’origine. Altrettanto vero è che i fattori sociali ricoprono un ruolo importantissimo nell’insorgenza del disturbo. In realtà sono molteplici i fattori che possono poi portare una persona a sviluppare una depressione: predisposizione, fragilità emotiva, eventi stressanti continuativi o traumi, mancanza di rete, etc.
    Per cui mi sembra interessante il tuo apporto (grazie per averlo condiviso!!), attenzione solo a non ridurre il tutto ad un’unica causa e banalizzare un fenomeno così devastante per chi purtroppo lo vive.
    Di fatto non tutte le donne cadono in depressione post-partum, quindi certamente a fronte di una società che non favorisce la maternità (anzi, spesso disincentiva) e fa sentire sempre più sole, qualcuna (la maggior parte) riesce comunque a trovare un equilibrio e vivere il puerperio con serenità.

  9. Marika ha scritto il 1 settembre 2010 alle ore 12:10 pm

    Io non credo che l’articolo in questione banalizzi o dia una interpretazione univoca della depressione post partum, a me pare che l’autrice piuttosto dia una visione più ampia del problema di quella che comunemente viene proposta dai canali di informazione standard. Se non ci si impegna per far sì che la società sia più umana di quello che è, il famoso equilibrio di cui lei parla e a cui molte donne- la maggiorparte- arrivano, se ne va alle ortiche…
    Perché arrivare quando è troppo tardi se si può finanziare da parte dello Stato, qualche progetto di mutuo aiuto tra mamme? Le puerpere hanno bisogno di chi le aiuti a dedicarsi al proprio bambino senza sentirsi in colpa se tralasciano la casa o il lavoro, di sentirsi belle anche se non rispondono al clichè di bellezza contemporaneo per il quale è bella solo la ragazza di 20 anni che non ha avuto figli e non ha allattato, di sentirsi ascoltate nel loro bisogno di non essere lasciate sole, di potere uscire di casa col proprio neonato e non trovare delle barriere architettoniche…
    E’ comodo dare la responsabilità alle mamme se poi non ce la fanno e lavarsi la coscienza compatendole o proponendo la pillolina della felicità. Di sicuro ci sono i casi di donne con depressioni pregresse o altre patologie ormonali- per fortuna la minoranza-per cui l’unica soluzione può essere quella farmacologica, ma io penso che in una società + umana e che investe di più nella famiglia ci sarebbero molti meno casi di depressione post partum…

  10. Lapirupao ha scritto il 1 settembre 2010 alle ore 11:05 pm

    Marika, mi trovi totalmente d’accordo.

  11. La depressione post partum? Questione di testa | Bravi Bimbi ha scritto il 21 settembre 2010 alle ore 9:52 am

    [...] La depressione post partum Leggi l'articolo precedente: « incomincia l'ansia!!! [...]

  12. Depressione post parto: attenzione | Bravi Bimbi ha scritto il 4 ottobre 2011 alle ore 12:56 pm

    [...] La depressione post partum (della nostra amica psicologa Maria Francesca) [...]

  13. alessandra80 ha scritto il 5 ottobre 2011 alle ore 10:01 am

    carissima dottoressa,sono mamma per la prima volta da soli 21 gg,e in verità mi è capitato spesso di piangere soprattutto dopo essere uscita dalla clinica dopo 10 gg..dal parto. quando sono arrivata a casa mi sono vista assalita da tutti ,tutti ke mi abbracciavano e baciavano,ma io ero debole e stanca e nessuno cercava di capire il perkè mi tirassi indietro,anke col piccino ke lo volevano prender in braccio anke se dormiva,ed io ero furente,piangevo anke al solo sentire la voce di mio marito un pò più alta del solito,e piango tutt’ora se guardo mio figlio negli okki,e lui mi guarda come se volesse capire.
    qualke mamma mi ha detto ke sono in una fase di depressione post partum,altre mi han detto ke è una crisi di gelosia verso mio figlio,il fatto di non volerlo far toccare da altri,o prender in braccio,mio marito si arrabbia con me xkè dice ke è eccessivo,io invece ribadisco ke il bimbo è ancora piccino e non va spupazzato come un bambolotto specie se qualkuno di loro ha raffreddore, mal di gola etc…lei può darmi un consiglio? io non mi sento ansiosa anke xkè non lo sono mai stata in vita mia….del resto si dice che c’è sempre la prima volta….mah…aspetto un suo consiglio…cordiali saluti alessandra

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