La prima volta in vacanza da solo…
7 agosto 2009 · scritto da Francesca Saccà
Per un bambino affrontare per la prima volta una vacanza da solo rappresenta una tappa molto importante, un primo passo per iniziare a stabilire e guadagnare un’autonomia che risulterà fondamentale per la sua crescita: il bambino, lontano dai genitori, deve imparare a cavarsela da solo, diventa perciò più responsabile e intraprendente, sperimenta le sue capacità di adattamento e scopre il piacere di esplorare il mondo che lo circonda. Non tutti i bambini vivono nello stesso modo l’allontanamento da casa e dai familiari, alcuni lo accettano volentieri e senza resistenze, altri invece possono provare solitudine e nostalgia quando si trovano in un ambiente diverso da quello familiare.
Ogni genitore conosce il proprio figlio e sa pertanto riconoscere quale sia il momento più adatto per far si che egli viva serenamente tale esperienza. Allo stesso tempo i genitori devono riuscire a vivere serenamente le prime esperienze di allontanamento dei figli imparando a gestire adeguatamente l’ansia del distacco.
Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare i genitori a valutare il momento più adatto per far vivere ai piccoli l’esperienza di un viaggio da soli:
- Attenti al "tipo" di paura che il bambino manifesta: la paura del piccolo può essere interpretata come difesa che gli impedisce di fare un esperienza per la quale non si sente ancora pronto. In tal caso il piccolo non va forzato. Nel caso in cui i genitori percepiscono che per i propri figli la separazione è troppo dolorosa, la soluzione più efficace appare quella di ascoltarli nella richiesta di non allontanarsi da casa, poiché un insistenza eccessiva nello spingere il bambino a partire potrebbe essere vissuta dal piccolo come una sorta di abbandono. Il bambino potrebbe sentirsi cosi insicuro e sperimentare un insuccesso piuttosto che sentirsi stimolato verso l’autonomia.
La paura può invece rappresentare solo un ostacolo che i genitori possono far superare ai figli con un piccolo aiuto. In questi casi una piccola forzatura può rivelarsi utile.
- Valutate il grado di autonomia del piccolo: al fine di valutare l’autonomia del piccolo è utile prendere in considerazione alcuni elementi, ad esempio se è già stato all’asilo, se è autonomo nel lavarsi e vestirsi, se ha dormito da solo in altre circostanze, le modalità di relazione con gli altri e con il gruppo.
- Valutate il luogo e il contesto scelti per il soggiorno del piccolo: approfondire la conoscenza del luogo scelto per la vacanza del bambino, magari facendo un sopralluogo. La struttura scelta deve grado di rispondere a tutta una serie di parametri in grado di agevolare al massimo la permanenza del piccolo fuori casa.
- Limitate i controlli: una volta iniziata la vacanza i genitori devono impegnarsi nel limitare il comprensibile desiderio di controllo evitando di telefonare ai piccoli troppo spesso sforzandosi di lasciar liberi i bambini di chiamare quando ne sentono il bisogno.
- Sempre attenzione ad eventuali segnali di malessere: è bene che i genitori siano attenti a non sottovalutare i segnali di malessere e di difficoltà che il bambino può manifestare. Laddove sia possibile è consigliabile andare a trovare il bambino almeno una volta nel corso del soggiorno. Nel caso sia evidente che il bambino non si trova bene e non è riuscito ad inserirsi, e opportuno che i genitori lo riportino a casa.
A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma
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