Abbiamo scritto tonnellate di post sul distacco materno, su come fare, a partire dal Nido, a far sì che i nostri figli non facessero scenate e non piangessero ogni volta che li accompagniamo.

Per quanto ci riguarda non abbiamo mai avuto problemi.
Nostra figlia si è abituata presto al distacco: è da quando a 10 mesi che va a scuola.
Ci è sembrato più volte di trattarla come un pacco postale, ci si stringeva il cuore nel voltarci e andare al lavoro ma… non c’erano alternative.

Così è cresciuta con un’alta dose di autonomia e capacità di adattamento. Amplificata dall’andare agli Scout.

Alle elementari c’erano genitori che, al suono della prima campanella, sbattevano le mani sui vetri della porta di scuola per ricevere l’ultimo saluto dei propri figli mentre entravano.
Ho amici che mi hanno detto: “Scusa, vado a salutarlo altrimenti ci rimane male“.

Mi ci rimane male CHI, amico mio, tu o tuo figlio? Siamo sicuri?

No perchè alle medie cambia TUTTO.

Intorno alla scuola c’è un perimetro non segnalato. Non mi posso avvicinare più di tanto.

Al mattino facciamo la strada insieme ma ad un certo punto mi devo fermare. Sono obbligato. Da cosa? Da chi? Ma da lei, mia figlia!

Guai ad avvicinarsi troppo.

Davanti all’ingresso di scuola ci sono solo i ragazzi. Dei genitori non c’è più l’ombra. E farsi vedere, magari per mano (sia mai!) è una grandissima onta.

Anche il bacino del: “Ciao amore, ci vediamo questa sera” si sta perdendo.

La scuola media traccia una nuova linea di confine a cui bisogna abituarsi.

Crescono, mamma mia quanto crescono.