Rimango sempre sorpresa del fatto che sono diventata così emotiva e siccome penso che anche tu, mamma, sei un po’ come me, trascrivo un estratto del racconto “incriminato”.

E’ la storia di un’ostetrica in pensione che ha fatto nascere più di 10.000 bambini, iniziando la sua carriera nel 1962:

“…mi telefonavano gli amici dal mare, e io ero lì accanto ad una madre con le doglie. Potevo andare? No. Ricevevo cartoline con scritto “manchi solo tu” … è stata dura, a volte durissima. Però il miracolo era qui dentro, in questa stanza. Non ci si abitua mai, è incredibile, ma è proprio così: ogni volta è come la prima. Ogni bambino che ho preso per le spalle, per i piedi, e che ho tirato dentro questo mondo è stato un po’ anche mio. L’esperienza non cambia i connotati del miracolo. Insegna a riconoscere le situazioni, ho imparato che quando una donna grida “muoio” è il momento in cui il bambino nasce …..una volta la prima cosa che chiedevano era “è maschio o femmina?”, ora lo sanno già, anche se sono gemelli.
Una volta un noto cantante accompagnò la moglie e se ne andò perché aveva un concerto. Andava tutto bene, poi dovemmo dare un antibiotico alla madre, ebbe uno choc anafilattico, morirono la madre e il bambino, mentre al concerto il padre cantava. E’ stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Oggi una cosa del genere non succederebbe più. Storie da favola. Avevamo avvolto in una coperta un neonato, pesava ottocento grammi, all’epoca non c’erano incubatrici, eravamo tutti sicuri che non sarebbe sopravvissuto. Lo battezzai e lo poggiai in un angolo. C’era un altro parto in corso, tornai dopo due ore, sentii un rumore, alzai la coperta e il bebè stava piangendo. E’ sopravvissuta. Era una femmina. A parità di difficoltà le femmine vanno più avanti. L’emozione più grande. Stavo facendo un esplorazione di routine ad una donna che aveva iniziato il parto, quando il feto, allunga la mano e mi stringe un dito … una cosa stupenda, ancora me la sogno certe notti …. ora i familiari che aspettano fuori l’unica cosa che chiedono è il peso del bambino, del resto sanno già tutto. La prima domanda è davvero sempre la stessa “quanto pesa?”. La cosa che mi colpisce, specialmente se ripenso agli inizi, è che nessuno mi chiede subito come sta la madre. Nessuno tranne la madre della madre, che sempre- sempre- chiede per prima cosa come sta sua figlia.”

Ecco lo sapevo, mi sono commossa di nuovo. Comprate il libro è molto bello.

Titolo: Una madre lo sa
Autore: Concita de Gregorio
Pagine: 119
Editore: Mondadori (collana Biblioteca piccola Oscar)

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