Ieri nostra figlia non voleva andare al suo corso  bisettimanale di nuoto sincronizzato.

Ho troppi compiti, non ce la faccio!

E’ andata lo stesso. L’abbiamo costretta.

E’ tornata sorridente, sappiamo che le piace.

Alla sera l’abbiamo aiutata un pochino con i compiti.

Non si molla, non si arretra.

E non è un discorso di soldi. Non voglio che vada perchè ormai ho pagato per il corso. Non è per quello che pago.

Ma:

  • Pago perché mia figlia impari a crearsi degli obiettivi e a raggiungerli.
  • Pago perché possa stare su una pedana, in una piscina, un campo di gioco o una pista, anziché davanti a uno schermo.
  • Pago per quei momenti in cui mia figlia è così stanca che vorrebbe smettere, ma non lo fa. Pago per quei giorni in cui torna a casa da scuola troppo stanca per andare in palestra ma ci va lo stesso.
  • Pago perché mia figlia impari la disciplina.
  • Pago perché impari ad aver cura del proprio corpo.
  • Pago perché impari a gestire la delusione quando non ottieni la vittoria che sperava di avere, ma deve ancora lavorare duramente.
  • Pago perché impari a lavorare con gli altri e a essere una buona compagna di squadra.
  • Pago perché impari che ci vogliono ore ed ore ed ore di duro lavoro e allenamento per creare un atleta e che il successo non arriva da un giorno all’altro.
  • Pago per l’opportunità che mia figlia ha e che avrà in futuro, di fare amicizie che durino una vita intera.

E da quello che ho visto finora penso che sia un buon investimento.

P.S.
Dette tutte queste belle parole… figlia mia, ma quando mai si preferisce lo studio all’andare fuori di casa!!! 😀 😀 😀