Essere single. E chi se lo ricorda più?

Qual’è la cosa più brutta di essere single?”

Ho trovato questa domanda in un forum in rete e mi è piaciuta molto la risposta e la riflessione fatta da un utente (maschio)*, che copio di seguito. E che condivido.

“A mio parere (che sono stato single per molto tempo ed ora sono felicemente sposato) la cosa peggiore dello status single è l’essere schiavi, senza averne contezza, di un cliché imposto dal sistema in maniera subdola e indolore.

Il sistema politico ed economico del consumismo e dello sfruttamento del lavoro preferisce una società di singles, ecco perché la figura del single è sempre raffigurata vincente nell’immaginario collettivo.

Io sono stanco di sentir dire che bisogna amare sé stessi, prendersi cura di sé stessi, pensare a stare bene con sé stessi, eccetera.

Sarebbe ora di capire in quale trappola miserevole di asocialità ed egoismo ci stanno conducendo: niente più famiglie solide e durature (perché ci si stanca troppo in fretta dei difetti del partner), niente bambini (perché sono un impegno, una spesa o peggio ancora un ostacolo alla propria libertà), impossibilità di rinunciare ad alcunché di proprio in favore di qualcun’altro.

In compenso ci si occupa di essere simpatici, intelligenti, belli e interessanti nei social network e si spendono ore a chattare inutilmente sullo smartphone con persone che non si conoscono nemmeno.

Per conoscersi bisogna:

  • stare insieme fisicamente
  • condividere momenti belli e brutti
  • convivere a lungo anche nei periodi bui
  • aiutarsi a vicenda
  • comprendere le ragioni profonde dell’altro
  • assolvere gli errori altrui, senza affidarsi al proprio “infallibile “ ed “inesorabile” giudizio
  • non anteporre a tutto sempre e soltanto il proprio illimitato ego

Conoscersi veramente costa fatica e non ci sono scorciatoie tecnologiche per sveltire la pratica.

Lo scenario che si profila per il futuro delle famiglie è di una tristezza e un grigiore da sgomento. Mi dispiace per l’Italia e per l’Europa ma questo trend è sempre più visibile e soffocante.

Vivere insieme in una famiglia unita che faccia crescere dei bambini in un ambiente amorevole e stabile è una gioia incomparabile rispetto alle insulse libertà di fare la vacanza da soli o di uscire quando se ne ha voglia senza dover avvertire nessuno.

Si stanno cedendo grandi e indescrivibili felicità per briciole di pseudo-libertà del tutto insignificanti.”

Stare in coppia richiede un sacco di energie e di sforzi in più. E’ un gioco di equilibri. Ci vuole volontà e forza per poterlo fare. Mi verrebbe da dire che non è per tutti.

Se poi di mezzo ci sono dei figli… bisogna riuscire a rimanere uniti, per voler cotruire qualcosa di più che vada al di là del nostro io, del nostro innato e naturale egoismo.

*Utente: N.Dibiase, Quora