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Rimini: 20 anni dopo

Scritto da barbapapa il 01 ottobre 2018

rimini

Arrivammo già sconvolti in treno. Scendemmo a Rimini e con un pullman andammo a Riccione. Da lì, soldini alla mano, optammo non per il Cocoricò o la Baia Imperiale ma per la meno conosciuta Eq28 (o almeno voglio ricordare che fosse questo il nome). Un altro pullman ci portò a destinazione. Facemmo serata. E la controserata fino a mattina con degli sballati di prima categoria. Io e il mio amico Gamba. Mangiammo una piada con lo squacquerone e dormimmo in spiaggia. Ricordo una signora di una certa età in tuta rosa che correva lungo la spiaggia. Saranno state le 7 o le 8 del mattino. 20 anni fa. Forse anche qualcosa di più.

A distanza di tempo, tanto tempo, con moglie e figlia ci ho ripassato un gran bel weekend.
Ormai i turisti non ci sono più.
Scopro che il russo è la seconda lingua del posto. I menù sono in italiano e russo. I negozi hanno i cartellini in italiano e russo. Una volta c’erano i tedeschi, oggi i russi.
Sabato c’è stato il funerale dello Zanza, storico playboy romagnolo. E noi ce ne siamo andati in bici in lungo e in largo. Avremo fatto una trentina di chilometri tra Rimini-Riccione e la Rimini vecchia, che è stupenda. Ho addirittura pensato di affittare una casa per un paio di mesi: Settembre e Ottobre. Bellissimo. Vieni qui in treno e stacchi da tutto. Poi però il ritorno infernale. Treni soppressi, coincidenze saltate e il Rimini-Milano diventa un viaggio di 6 ore. Ennò. Vabbè, niente casa per Settembre-Ottobre. Però ci siamo divertiti. Mi sono divertito. Non come 20 anni fa ma è stato bello uguale.

Evviva la riviera romagnola.

 





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