Fate la nanna!

Scritto da Arimans il 20 Novembre 2009

Ciao a tutte le mamme.

Avete mai sentito parlare del libro “Fate la nanna” di Eduard Estivill?
Noi ne avevamo sentito parlare come di un testo dal potere eccezionale.. eh, già.. si vociferava che il neogenitore, alle prese con un bimbo che non intendeva schiodarsi dal lettone di mammà e papà, fosse in grado di farlo appisolare, magicamente, nel suo lettino..
Leggenda o realtà? Beh, al momento per noi è un mito da verificare!
Francesco ha poco più di quattro mesi, nel corso dei quali si è addormentato quasi sempre tra le mie braccia mentre cantando, o meglio..stonando, zompettavo per casa al passo di danza.. tuttavia ora, un pò per il suo peso in aumento ed il mio conseguente mal di schiena, un pò perchè credo sia giusto starcene intimamente nel nostro lettone a farci le coccole o anche solo a dormire.. insomma.. siamo al secondo giorno di sperimentazione del libro!
Questi i risultati del giorno numero..:
1. 1 ora e venti di pianto ininterrotto
2. Più di un’ora di pianto “a schiamazzi”
Così piccolo, ma.. che voce! Fortunatamente queste sere Rocky era a casa.. senza di lui non ce l’avrei fatta! Probabilmente, sarei finita nel lettino di Franci a fargli compagnia affinchè interrompesse il pianto..
Sarà difficile per i bimbi abituarsi ad addormentarsi da soli, ma.. è un’esperienza dolorosa anche per i genitori! E non oso pensare a quando, a metà febbraio, ricomincerò a lavorare ed il piccolino dovrà stare con una tata.. come si dice dalle mie parti.. “Sperin ben, puar ninin”!





Info

Articolo (qui trovi il permalink) con categoria «Il diario di Arimans» e tag «, ».

Commenti

7 commenti a “Fate la nanna!

  1. ciao Arimans, sì conosco questo libro, quest’estate lo acquistai e lo lessi con entusiasmo, ma man mano lo leggevo c’era qualcosa che mi puzzava… troppo semplicistico, troppo crudele in alcuni punti… certo, qualche consiglio da prendere ci può essere, forse, ma seguire alla lettera questo metodo credo che non faccia per me. Poi ho letto “il linguaggio segreto dei neonati” di tracy hogg, l’ho trovato più umano e mi ha convinta decisamente di più, sebbene, ripeto, per me nessun manuale possa dirti cosa devi o non devi fare da mamma, è il tuo bambino spesso ad indicarti la strada da seguire assieme al tuo istinto e buon senso materno… fra 5 giorni nascerà il mio primo figlio e credo che ogni tanto una sbirciatina al libro di tracy hogg la ridarò, mi sembra scritto con molto più buon senso di quello di Estivill… cmq fammi sapere se per Francesco il metodo descritto in “fate la nanna” funziona! In bocca al lupo!!!!

  2. Ciao Arimans. Sono la mamma di un bimbo di 14 mesi. “Fate la nanna” lo conosco come molti altri libri sulla nanna visto che Lorenzo da quando è nato non ha mai fatto una notte di sono tranquillo e ininterrotto. Il mio parere non è negatiissimo riguardo a questo libro in quanto solo i genitori sanno cosa è meglio per i loro piccoli però se non ricordo male anche nel libro è suggerito di far applicare questo metodo a partire da almeno 6 mesi. A 4 mesi non verrei che il suo pianto fosse ancora molto legato a necessità primarie di contatto con la sua mamma. Comunque ti suggerisco di leggere anche “Fate la nanna senza lacrime” il quale propone metodi sicuramente più lunghi e impegnativi ma senza far disperare il vostro piccolo. Purtroppo il metodo Estevill non funziona con tutti i bimbi. Il mio per esempio dopo 2 settimane di pianti a 7 mesi ci abbiamo rinunciati. In bocca al lupo.
    Un bacione.

    Luisa

  3. La fisiologia del sonno dei bambini è completamente diversa da quella degli adulti e quello che per noi può sembrare “strano” cioè lo svegliarsi più volte durante la notte corrisponde semplicemente ad una necessità del bambino, ovvero quella di essere nutrito e accudito durante tutte le 24 ore non solo di giorno. Immagina un bimbo nell’epoca dei nostri avi quando vivevano “nelle caverne”, per lui lo stare da solo era sicuramente fonte di pericolo per cui la selezione naturale ha privilegiato quei bambini che riuscivano a far sentire la loro voce e non essere abbandonati la notte. Il nostro bambino non sa che nella sua colla-lettino non ci sono pericoli, sa soltanto che la sua mamma è la sua fonte di vita e il solo fatto che non ci sia lo porta alla disperazione, per questo piange. Certo forse con il metodo proposto da Estivil dopo un po’ smetterà di piangere e si rassegnerà che non c’è nessuno a rispondere ai suoi bisogni… non mi sembra un gran bel insegnamento di vita…
    Magari prova a leggere anche altri libri tipo “Besame Mucho” di Gonzales, o “Facciamo la nanna” di Honneger Fresco, o “genitori di giorno e di notte” di W. Sears o anche fare un giro nel sito: http://www.fatelananna.it/
    Ciao
    Daria

  4. Grazie a tutte! Quanti bei suggerimenti!
    Il metodo è, secondo il libro, applicabile dai 3 mesi in poi.. anche a me pare un pò duro, ma, a seguire il mio cuore ed istinto, mi cullerei Francesco fino ai suoi 18 anni!! E quanto alle esperienze di altre mamme.. nonostante io non sia più una bimba, nella cerchia delle mie amicizie sono l’unica con un bel frugoletto tra le braccia! Quindi avendo un pò di difficoltà a confrontarmi con altre mamme, cerco di leggere.. perciò grazie anche per i titoli indicati!
    Forse l’ideale è, cm sempre, il giusto mezzo..
    Ecco ora che lo scrivo mi si è addormentato in braccio! Vi saprò a dire.. se per le sue scuole medie avrò smesso di farlo addormentare dondolandolo e cantandogli le canzoncine.. 🙂

  5. cara arimans sono elisabetta, mamma di diego da 4 mesi e mezzo.
    devo dire che sono pienamente d’accordo con daria. i nostri piccoli chiedono rassicurazione e nutrimento,ragionano istintivamente ,per lo meno quando sono cosi’ piccini. certo per noi mamme e’dura. io ho ripreso a lavorare da due settimane e da allora dieghino ha ripreso a svegliarsi di notte. non lo faceva da due mesi… penso che, anche se sembra tranquillo, ed e’ super coccolato dai nonni durante la mia assenza, senta la mia mancanza e il contatto fisico. d’altronde da quando e’ nato fino a quando ho iniziato a lavorare non ci siamo mai lasciati!! speriamo che la situazione migliori!baci e in bocca al lupo a tutte noi

  6. Sarò molto sincera: questo libro mi ha salvata.
    Sono una mamma di 37 anni single (il papà non se l’è sentita di essere tale) ed ricominciato a lavorare a neanche 2 mesi dal parto. La mia piccola, ora di 8 mesi, applicando il metodo “fate la nanna” ha pianto solo per 4 gg dopo di che ha preso un ritmo meraviglioso: si addormenta alle 20.30 senza fare una piega e con un bel sorriso stampato in viso, anche mettendola a letto completamente sveglia. La particolarità del libro, spiegata molto bene, è che lo scopo non è quello di “far smettere di piagere” o “far addormentare” il bambino, ma quello di non farlo sentire abbandonato e questa non mi sembra una crudeltà, tutt’altro; andare nella sua stanza con un intervallo preciso non lo fa sentire solo (esclusi casi particolari: malattia, traslochi, ecc…). Il libro parla anche dei disturbi del sonno causati da abitudini errate: addormentarlo facendo dei giri in auto, nel lettone tra mamma e papà portando questa abitudine anche fino a 8 anni.
    Insomma, secondo me è un metodo ottimo e assolutamente appicabile con facilità, magari apprtando leggere modifiche a seconda del carattere del bimbo.
    Io ti consiglio di tentare fino in fondo.
    In bocca al lupo!

  7. sarò strana io ma non mi fido mai delle “ricette” semplici preconfezionate per problemi complicati..ma facci sapere come va

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© 2007-2019 Bravi Bimbi