ho mal di pancia!”. Boh, sarà così, d’altra parte sono alla 38 settimana, mancano ancora 10 giorni alla scadenza e dicono che spesso il primo figlio si fa attendere anche oltre.. Vado in bagno, nessuna traccia di liquido, niente tappo mucoso, niente sangue, niente di niente solo un gran male di pancia. Mi passa anche per la mente di chiamare i miei, che il giorno prima erano in pizzeria con noi, per chiedergli se anche loro avevano lo stesso mal di pancia che avevo io (beata innocenza…) ma temevo di allarmarli per niente, quindi desisto e mi alzo. Si alza anche mio marito e insieme capiamo che qualcosa non va..

Decidiamo, anzi lui decide, di andare all’ospedale almeno capiamo se veramente si tratta di un’indigestione o di qualcos’altro. Arriviamo alle 10,30 all’ospedale, saliamo in reparto dove ci accoglie un’osterica che mi fa subito una visita: collo raccorciato del 70%, dilatazione 1 cm. Mi dice: “Siamo ancora molto lontani non sei ancora in travaglio, facciamo 20 minuti di tracciato per sicurezza nel frattempo ti preparo il foglio di dimissioni, vai tranquilla a casa e fatti una bella doccia calda”. Quei 20 minuti di tracciato mi sono sembrati eterni, avevo dolori ogni 5 minuti e ad ogni contrazione mi veniva una nausea allucinante..:-(

Nel frattempo passa la ginecologa di turno che controlla il tracciato e sentenzia: “Il tracciato è irregolare, il battito del bambino scende troppo durante la contrazione, rischiamo che se la mandiamo a casa partorisce in macchina. La signora resta qui!” Ma come partorisce in macchina…. allora ci siamo, non è poi così lontana come diceva l’ostetrica, oddio panico.

Altri 20 minuti attaccato a quel macchinario infernale (iniziavo già ad odiare quella poltroncina e quelle dannate fasce!!)  e mi assegnano la camera. “Mettiti comoda e ci vediamo alle 15,00 per un altro tracciato e una seconda visita”. Mio marito scende in macchina a prendere la valigia che fortunatamente avevamo pensato bene di portare. Che ansia, ci siamo!!

Che dolore, le contrazioni si fanno sempre più lunghe e ravvicinate, nel letto non riesco a stare, provo a camminare, mio marito mi massaggia la schiena come ci avevano insegnato al corso preparto ma niente, il dolore si fa sempre più forte.

Alle 12,00 mi portano il pranzo, ma con la nausea che avevo non ho neanche voluto avvicinarmi ad un boccone. Alle 13,30, in pieno orario di visita parenti, mi portano in sala travaglio così che possiamo stare tranquilli io e mio marito lontani dagli sguardi e dai commenti compassionevoli della gente “Poverina, sta proprio male” – “Eh si, il travaglio è lungo e doloroso” – “Speriamo faccia in fretta”. Odio essere compatita!!!

In sala travaglio siamo soli io e lui, musica new age in sottofondo, io che cerco di rilassarmi e metto in pratica le tecniche di respirazione imparate, mio marito che mi accarezza e mi massaggia la schiena. Un clima intimo, familiare, io lui e il nostro cucciolo che si stava avvicinando sempre di più a noi.

Alle 14,30 i dolori erano diventati veramente insopportabili! Non solo i dolori erano sempre più ravvicinati, ogni 2 minuti circa, ma ad ogni contrazioni mi si bloccavano le gambe e sentivo come lo stimolo di andare in bagno..;-) Questa sensazione comunicata all’ostetrica è stata un campanello dall’arme: altro che tracciato delle 15,00.. Subito visita: “Dilatazione completa, andiamo subito in sala parto!!” Ma come è possibile.. non ho neanche ancora rotto le acque!!

Da qui in avanti è proceduto tutto molto rapidamente, alle 15,00 entriamo in sala parto e alle 15,29 è nato Simone. Me l’hanno messo subito sulla pancia, che emozione.. Non mi sembrava vero che quella creaturina fosse proprio mia.. Lui appena è uscito ha pianto subito ma appena ha sentito il calore della mia pelle ha smesso. Che meraviglia, non si può spiegare a parole l’emozione che io e mio marito abbiamo provato in quel momento, è una cosa speciale e unica!

Vi allego un paio di foto di Simone qualche ora dopo la nasciata. Che amore!

simone è nato

Simone appena nato

Ecco simone