questo momento al quanto poco piacevole mi ritrovo ad attraversare tutto il corridoio a piedi con la vestaglietta dell’ospedale al quanto sexi visto che sul dì dietro è tutta aperta con in mano la sacca per la pìpì…insomma non vi dico l’imbarazzo, comunque passato il momento entro in camera non faccio in tempo a capire dove può essere finito francy che l’infermiera mi dice:"pronta che andiamo??" io rispondo che aspetto mio marito, e lei." no no dobbiamo andare signora che i medici la aspettano in sala operatoria" uffa, devo farmi forza, e senza neppure avere la possiblità di dare un ultimo bacio a mio marito "munita" di pancione, mi avvio a piedi verso la sala operatoria, da li un susseguirsi di emozioni contrastanti, da una parte l’ansia per l’anestesia spinale,dall’altra la voglia di vedere la mia piccola, insomma fatto stà che grondo di sudore come pochi e un infermiere che è lì mi asciuga teneramente la fronte, in quei momenti certi gesti li scambi per profondi gesti d’amore, mi siedo sul lettino operatorio, l’anestesista di nome Silvia inizia a bucherellarmi per bene io mi concentro su un punto fisso del pavimento e sulla respirazione per scacciare il dolore e vi assicuro che nn è piacevole, poi dopo un buon 10 minuti penso e si penso perchè quando sei in quelle situazioni il tempo non c’è più, l’anestesista mi dice rammaricata che fa fatica a beccare il punto giusto e che probabilmente dovrà farmi la totale, sono disperata con un filo di voce la supplico di riprovare e in caso…………. beh mi ha fatto sdraiare sul fianco ed ecco come per magia l’ago entra subito dove deve e io in un batti baleno vengo posizionata sul lettino pronta per essere aperta come una scatoletta di tonno, si è brutto a dirsi ma la realtà è questa, la cosa bella è che non avvertito nessun male, qualche minuto e poi ecco le acque che si rompono hanno rotto il sacco amniotico, ancora pochi attimi e sento la mia piccola che strilla segno che è finalmente tra noi, dopo nove lunghi mesi, mi giro col viso sulla sinistra e vedo passare la mia piccola un pò violacea, tutta bagnata, vedo mentre gli oscultano il cuoricino, tutto il personale si congratula con me ed io piango, un pianto liberatore dove tutta la tensione si sciogie, finalmente portano al mio viso il visino della mia Nicole, e per me è bellissima, la prima sensazione mentre me la appoggiano alla guancia è di calore e si era calda calda inoltre profumava tantissimo! la mia piccola è cicciotta ne sono contentissima ho sempre desiderato una bimba fagottina, ed eccomi servita! ad oggi, passati 2 mesi e poco più non saprei dirvi quando ho capito che la piccola aveva la sindrome di down, non ricordo se già in sala operatoria quando la vidi per la prima volta o  poi quando me la portarono in camera, ma ripensandoci penso quando la vidi in camera, ricordo che mi fecero aspettare tante ore prima di farmi conoscere la mia piccola Nicole, ora capisco il perchè, dovevano fare diversi controlli avendo il sospetto della sindrome di down; oggi il sospetto è divento certezza, abbiamo fatto l’esame che conferma che Niki ha un cromosoma in più, e si è la mia bimba speciale con qualcosa in più non in meno come molti potrebbero pensare, grazie a Dio il suo cuoricino e tutti gli altri organi vitali sono sani, il che non è da poco per questi bimbi, perciò cosa posso volere di più, i bimbi come Niki sono ultra sensibili e hanno una marcia in più riguardo il lato dei sentimenti, io ho sempre ricercato nelle persone la sensibilità perciò mia figlia è un dono dal cielo; certo non vi nascondo che ci sono momenti in cui mi prende lo sconforto, ma è soltanto perchè non sò quale potra essere il suo sviluppo da qui a un anno perciò vivo nell’incertezza ogni singolo momento della mia giornata!! ho voluto condividere con voi questa notizia per essere testimone che si può andare avanti a testa alta in qualsiasi situazione e anche se a volte ci pare che la situazione sia disperata Dio e sempre vicino a noi, io personalmente lo ringrazio ogni giorno per essermi stato tanto vicino in quei momenti terribili di 2 mesi fa e tutt’ora. A presto