nei confronti dell’infanzia sono ben 193 (mancano all’appello solo gli Stati Uniti d’America e la Somalia). Ogni anno, nella sua ricorrenza, si rinnova un impegno. Ancora oggi, sciaguratamente – in tutti i Paesi, anche in quelli cosiddetti “civilizzati” – troppi sono i “diritti negati”; troppi i soprusi, le violenze e le dimenticanze. La Convenzione sui diritti dell’infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia.
Contempla l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).

Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini.

La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell’ONU, sono parte della Convenzione.
In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.

Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall’art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all’obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell’Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull’attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.
La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili
L’UNICEF – nel rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo 2008 – Nascere e crescere sani”, pubblicato nel gennaio scorso insieme ad una scheda con i principali dati statistici sulla prima infanzia nel mondo e una serie di videoclip correlati alle tematiche del rapporto – si poneva l’obiettivo di assicurare per ogni bambino “Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione”.

Dobbiamo perciò batterci, ancora a lungo, per eliminare le tante violenze che cancellano questi diritti, con un’attenzione anche a quello che succede, seppure con dimensioni diverse, da noi.
I bambini devono essere rispettati, sempre ascoltati, accolti e posti al centro delle nostre azioni. Essi sono il nostro futuro e perciò un valore immenso da preservare; la sola cosa che davvero conta!
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“Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l’aspetto più faticoso.
E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all’altezza dei loro sentimenti.
Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi.
Per non ferirli”
(Janusz Korczac)