Non sono mai stata una mamma con smanie di veder primeggiare i figli;ma invece mi ha sempre emozionato immensamente assistere alle prime prove della loro vita. Vederli crescere, affrontare il mondo e raggiungere i primi sudati traguardi per me è sempre stata una magia. E sapere di poterci essere, di poterli incoraggiare, e “raccogliere” se cadono. Mi ricordo tutti i saggi di danza di mia figlia Giulia :ho l’immagine di me dietro quelle benedette quinte, piena di enormi borsoni, persa tra phon, trucchi, panini,sempre un pò stravolta dopo ore e ore di prove generali. Ogni anno minacciavo che fosse l’ultimo, anche perchè non è che proprio la danza con tutte le sue esagerazioni mi facesse impazzire:ma poi l’anno seguente ero di nuovo li. Perchè il compito di un genitore è quello di esserci. Mi ricordo le gare di Sara di ginnastica artistica,e poi di pattinaggio,sempre preoccupata perchè lei da manuale aveva regolarmente scordato la metà dell’occorrente a casa.E poi ogni volta c’era qualcosa che non le piaceva…il vestito,i capelli…e ogni volta c’era qualcosa da correggere o da rimediare.
Per qualche anno Giulia ha voluto fare anche teatro,e le piaceva molto, nonostante sia emotiva anche più di me ed ogni volta rischiasse di sentirsi male dalla paura prima di entrare in scena. Allora le ripetevo sempre questa frase di Brazelton,il pediatra, che avevo letto e che mi piaceva tanto:”il compito dell’uomo non è quello di vincere,ma quello di combattere”. Nel senso che non importa mai arrivare primi, o fare un esibizione perfetta:importa la grinta, la volontà, la passione che mettiamo nel tentativo di raggiungere dei risultati. Dare il meglio di quello che sappiamo dare. Poi rimanevo a guardarla da dietro il palco, sperando avesse meno palpitazioni di me.
Così anche ieri,guardando il mio ometto affrontare la sua prova.
Lui è rimasto serio serio fino alla sua fatidica vasca,poi è uscito sorridendo (“è fatta vah..”),ha guardato me e il papà sul bordo piscina e ha fatto il segnale del pollice all’insù. L’ho aspettato negli spogliatoi per strapazzarlo di baci. Ridendo mi ha detto:”mamma,sono partito a razzo!”