su Babbo Natale

Scritto da Claudia il 23 Novembre 2011

Dopo il post della mia amica Sandra di qualche giorno fa mi sono trovata a riflettere sull’importanza della figura di Babbo Natale e su quanti bambini conosco, al giorno d’oggi, che ancora piccolissimi,già sono stati informati della supposta non-esistenza del mitico personaggio, a favore di verità commerciali,prive di ogni poesia.
Nel 1897 (citazione di Tiziano Terzani) una bambina scrisse al New York Sun dicendo che i suoi amici le avevano rivelato che Babbo Natale era un’ invenzione. Voleva che il giornale le dicesse la verità. E il Sun-nella migliore tradizione del giornalismo anglosassone-le rispose: “Cara Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono vittime dello scetticismo dei nostri scettici tempi. Credono solo alle cose che vedono. Eppure , Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste allo stesso modo in cui esistono l’amore, la generosità,la devozione. E tu sai che queste cose esistono,abbondano, e sono le cose che danno alla tua vita la sua bellezza e la sua gioia. Perchè le cose più reali sono quelle che ne i bambini ne i grandi riescono a vedere”.
Le cose che non vediamo, ma in cui crediamo, sono quelle che rendono magica ed intensa la nostra vita di bambini. Io,dei miei natali di bimba, ricordo tutto:odori,colori e sensazioni. Il giorno in cui si faceva l’albero, il presepe che costruivano i miei genitori, l’attesa nella notte di vigilia,con il cuore in gola che batteva fortissimo.
Con i miei figli ho sempre cercato di mantenere vivo quel fuoco, quella dolcezza, quel calore magico. Le mie due più grandi per anni hanno atteso con fiducia incondizionata l’arrivo del vecchio signore con barba bianca:preparavamo per lui il piatto di biscotti e il latte al cioccolato, e poi loro stavano con l’orecchio teso per sentire i “campanelli delle renne”.
Mia figlia Giulia ha creduto fino a 12 anni, e lo stesso Sara:adesso collaborano con me per mantenere la magia con i fratellini più piccoli.
Nel libro di Tolkien “Le lettere di Babbo Natale”, c’è la raccolta di lettere che lo scrittore faceva trovare ai suoi quattro figli sotto l’albero, a nome appunto di Babbo Natale. Fino al momento dei saluti, in cui scriveva:”Temo che,quest’anno,dovrò dirvi praticamente addio. Questo non significa però che vi dimenticherò. Noi tutti rammentiamo i nomi dei nostri vecchi amici e ne conserviamo le lettere,nella speranza di tornare quando saranno diventati adulti e avranno una loro casa e dei bambini”.
Anche io ho salutato le mie figlie “a nome di babbo natale”:perchè so che un domani lo ritroveranno, come io l’ho “ritrovato”ogni natale della mia vita di mamma, aspettando con i miei bambini il suono delle campanelle.





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Commenti

6 commenti a “su Babbo Natale

  1. bellissimo post, anch’io sono convinta che siamo noi a tenere viva la magia……a me pice crederci, mi piace preparare i biscotti da lasciare la notte di Natale, perchè sono sicura che lui verrà………….

  2. @elisa pensa che quella dei biscotti da lasciare fuori dalla porta me l’ha insegnata mia moglie. A me non l’avevano mai detto. Io comunque credo di avere creduto a babbo natale fino all’adolescenza 🙂

  3. ciao anch’io ho creduto a Babbo Natale fino a tarda età e non me ne importa a nulla era ed è bellissimo sentire certe sensazioni! comunque noi trasmettiamo ai nostri figli quello che sentiamo, che siamo….

  4. Bellissimo post, come sempre! 🙂
    Io e le mie sorelle aspettavamo, invece, la befana: per lei preparavamo una tavola imbandita con dolci e golosità, con le calze vuote pronte per essere riempite (un anno io e mia sorella maggiore abbiamo provato a mettere i collant, ma ci è andata male…. 🙂 ) E la mattina dopo correvamo a ceracre i regali, le calze e la lettera che la befana ci lasciava e che mia madre conserva insieme alle nostre letterine.
    Quando io e Luca abbiamo cominciato la nostra convivenza, abbiamo comprato albero, decorazioni e tanto altro. Per lui il Natale era quasi un giorno come un’altro. Ma io l’ho contagiato con le mie tradizioni e con l’atmosfera natalizia, ed anche quando eravamo noi due, soli soletti, non rinunciavo mai agli addobbi nè alla cena della vigilia, nè a tutto il resto. Non sapevo dei biscotti a Babbo Natale, ma non si finisce mai di imparare! Mi approprierò di questa tradizione! Ed ora che Giorgio ha due anni potrà godersi un po’ il Natale, ed io ho già cominciato a raccontargli la magia del Natale…..
    p.s. è molto bello quello che il sun scrisse alla bambina, bisognerebbe farlo leggere ad un po’ di adulti….
    Baci!

  5. Ciao Claudia, a differenza di alcune mamme che sono sparite nel nulla, so che tu ci sei sempre e che passi, ogni tanto, a trovarci. Sto spostando il tuo diario tra quelli in archivio del 2011. Non andrà perso nulla. Mi piacerebbeperò rileggerti. Quando vuoi…sai come fare! Un abbraccio.

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