e il mio bimbo.
Con noi vive pure una bellissima gattina, di nome Misha.
Sono Mamma dal 27 luglio 2011 alle 15:28 del mio cucciolo per cui sono pazza, Nicholas.

(come volevasi dimostrare, bimbo faceva finta, e sono appena tornata dal riaddormentarlo 🙂 )

Bene, presentazioni fatte. Ora vorrei scrivere per ore su di noi…. Vediamo cosa riesco a fare.

Partiamo da…… Si, dalla nascita di “NOI”.
Verso Ottobre/Novembre dello scorso anno il piccolino ha iniziato a vivere dentro di me.
Io e papà ci volevamo bene, con vari problemi, ma andavamo avanti.
Avevo appena trovato lavoro, e mi sentivo stranamente perennemente stanca. Bevevo anche 2 litri d’acqua al colpo. Dietro quei fornelli non ero mai stata così senza forze.
Pensavo fosse l’arrivo del ciclo, lo aspettavo…. Ero in ritardo, ma avendo un ciclo irregolare, nemmeno ci pensavo quello che in realtà era. Pensavo, nuovo lavoro, stress, caldo, sentirmi sotto esame in continuo, preoccupazione che nn andassi bene……… finchè per scherzo abbiamo comprato un test di gravidanza.
Ero certa che risultasse negativo e di aver buttato 20 euro.
Lo ricordo benissimo: eravamo entrambi in bagno. Ci son voluti penso 5 minuti perchè apparisse sul test la risposta. Era un test di quelli elettronici. Io ero euforica, ridevo, scherzavo e prendevo in giro il test e il papà continuando a indicare il test e dicendo INCINTA anche se ancora il risultato non c’era! Lui prendeva un colpo ogni volta finchè, l’ultima volta che ho guardato quel minischermino, ho letto: INCINTA. Ero senza parole, era l’ultima cosa che mi aspettavo.
“Melo, è scritto incinta”
“Ma va basta cherzare”
“Melo, guarda”

…….

Prende e inizia a fumarsi tipo 10 sigarette una di seguito all’altra ridendo da mezzo isterico e io resto in bagno con la testa vuota a provare a realizzare la cosa.
Vado in sala. E’ lì che non sa dove guardare, cosa dire, cosa fare.

“Prendi il telefono e chiama tuo papà e tua sorella” gli dico.
Lui chiama entrambi. Poi sua sorella, incinta pure lei, mi tranquillizza.
Scrivo a mia mamma. Pure lei mi tranquillizza e dice che l’importante è che sto serena che è una bella cosa.

Dopo un pò, passata la crisi di “panico”, andammo al bar a “festeggiare”. Lo scrivo tra virgolette perchè non sapevamo bene entrmbi nè cosa provavamo riguardo a questo nè come comportarci.

La sera poi, andai a lavorare. Col pensiero fisso alla mia pancia.
Ero distratta, preoccupata che il lavoro pensante mi facesse perdere il mio bimbo.
Dopo pochi giorni mi lasciarono a casa, poichè dissi che ero incinta e speravo, ingenuamente, che mi cambiassero di mansione invece che lasciarmi proprio a casa come fecero.
Ma non importa, ho preferito così.
Ho passato 9, anzi 10 mesi tranquilla e ho avuto una gravidanza senza problemi, se non il caldo dell’estate, il ginecologo fissato che aumentavo troppo di peso, e problemi di coppia.

Arriviamo a luglio. Il 20 avevo il termine. Presi 11 kg in tutta la gravidanza (da notare, persi tutti a 4 giorni dal parto)
Inizio i tracciati. Contrazioni zero, utero chiuso. Secondo tracciato, uguale al primo.
Paura che sale.
Le ostetriche mi consigliano di fare attività fisica, sopratutto rapporti.
Durante la gravidanza mai fatti. Giuro, mi sono davvero sacrificata. E’ stata una sofferenza, ma davvero pensavo solo al mio bimbo.
Ma devo davvero dire che funziona.

Mattina del 27 luglio, ore 6:30,ero a letto, mi sono alzata per andare in bagno, sento crac. Ho rotto le acque.
7:30 ero in ospedale e verso le 8 sotto tracciato.
Ho allagato, letteralmente parlando, sala tracciato, corridoio del pronto soccorso ostetrico e sala visite.
Era finalmente giunto il momento del nostro incontro.
Mi accompagnano, rigorosamente seduta, in reparto sala parto.
Agitata a mille, ennesimo tracciato e le contrazioni che iniziano a fare un pò di dolore.
Tracciato infinito, lunghissimo, non sapevo che fare x farmela passare. Il cellulare era chissà dove e non avevo nessuno svago per far passare il tempo.
Alle 10 circa, arriva il papà.
Mi fa compagnia in saletta tracciato, mi controlla le contrazioni, che aumentavano sempre più.
Le ostetriche decidono che è ora di spostarmi in sala parto.

AIUTO.

Inizio a realizzare il parto.

AIUTO DI NUOVO.

Arrivo in sala parto vera e propria.
Direi, che son stata trattata da regina.
Incensi, musica, te e fette biscottate.
Il tempo passa, le contrazioni aumentano.
Ostetriche bravissime mi seguono, parlano, tranquillizzano.
Ore 13 circa, iniziano le contrazioni più forti.
Credo che ho iniziato a spingere verso le 14, dopo il cambio turno delle ostetriche.

A un certo punto, credo ci sia stato un problema.
Ho perso la flebo, mi hanno messo l’ossigeno, smontato mezzo lettino.
Il tracciato del cuore del bimbo era debole.

Un’ostetrica, credo la “capa”, esclama: QUESTO BIMBO DEVE NASCERE, ORA, SUBITO.

Io in preda a panico, dolore, preoccupazione, pianto, urli…. tutto insomma…. spingo spingo spingo, sforzandomi con tutta me stessa a fare come mi dicono di fare loro.

Ore 15:28….. (piango solo al ripensarci) vedo questo bimbolone di 4kg in braccio alle ostetriche.
CHE GROSSO!!!

Dopo qualche secondo strilla, piange.

MA STAI ZITTO TU CHE SOFFRO IO MOLTO PIù DI TE!!!!

Me lo mettono in braccio, con un lenzuolino bianco. Fuori solo la testolina.
Lui cerca di aprire gli occhi, io lo guardo, incredula, per quello che avevo fatto.
Fatto io, da sola, fiera, stanca e soddisfatta.
Gli dico CIAO PICCOLO…..
Neanche il tempo di provare a toccarlo e che me lo tolgono e se lo portano via.
Tristezza. Il mio bimbo già me lo portano via.
Ma lo avrei rivisto dopo poco.

Questo il nostro primo incontro.
Ho visto per la prima volta in vita mia, l’amore. L’Amore puro, vero, incondizionato e meraviglioso.

Un sentimento così grande da non poter mai essere eguagliato da nient’altro al mondo.

Tutt’ora è così.
Nonostante nervosismi, problemi continui col papà, la convivenza con i miei, tensioni, stress e pressioni.

Questi siamo noi….. Lui vive con me, io vivo di lui.