Sappiamo già di aspettare una sorellina, sappiamo già con quasi certezza il nome (lo ha deciso lei, Laura….si chiamerà Giorgia, e sono vani tutti i tentativi di proporre anche un solo nome diverso, chennesò, giusto per vagliare un suono alternativo….); sappiamo anche dall’amniocentesi che geneticamente è sana, oggi sappiamo anche che pesa un mezzo chilozzo per ventotto centimetri di lunghezza…non sappiamo dove partorire: SONO IN CRISI!!! ANZI, PARANOICHE CRISI….!!!!

Ho partorito Laura al San Filippo Neri, piccolo ospedale della periferia romana; la decisione fu dettata dal fatto che quasi tutti i parenti di mio marito lavorano lì, le mie intenzioni erano di “renderli partecipi”, mi sono assunta il rischio di vivere la gravidanza/il parto/il post-partum con una certa invadenza, sottovalutando la questione; si è rivelato reale motivo di malessere: mi trovavo parenti appena aperti gli occhi, in bagno perchè volevano aiutarmi…ehm…insomma…..mi sono ritrovata mia suocera in sala operatoria (io ero agitata il doppio, lei non aveva la giusta competenza per assistere da infermiera, semplicemente doveva esserci, senza che me lo chiedesse, senza che io lo volessi….ha deciso per me), e dopo l’operazione ha dormito con me (l’unica notte in cui avrei riposato grazie al Toradol non ho dormito perchè….ehm…russava…..che fai glielo dici? MA NOOOOOO, è stato un pensiero così carinoooooooo, io avrei preferito starmene tranquilla, ma in quel momento avevano già deciso tutto i parenti per me).

Insomma, dover ripetere tutto anche per questa gravidanza era fuori discussione:  condivisione si, ma di informazioni e basta, ma il parto? Ho già individuato una struttura alternativa, ma lì non c’è il mio ginecologo (sebbene non era di turno nemmeno per la nascita di Laura all’ospedale dove lavora), e poi che ne so, tutto sommato, nonostante gli incubi divedermi spuntare mia suocera da sotto le lenzuola (non ridete ma ho avuto proprio questi incubi tornando a casa, inutile dire che il motivo principale per cui non riuscivo più ad avere rapporti con mio marito era proprio quello che i miei suoceri erano ormai soliti piombare in casasenza preavviso, avevano un tempismo perfetto per rovinare pisolini e momenti allattamento, quindi sentivo la sfera di riservatezza e privacy ormai compromessa…), mia figlia è sana, è andato tutto bene……un nuovo ospedale, nuovo personale è un’incognita che non so se sono in grado di sostenere, si tratta pur sempre di un secondo cesareo a distanza di nemmeno due anni, insomma, è rischioso…….

Ok, confermo: SONO IN CRISI ED HO BISOGNO DI SOSTEGNO MORALE!!

Baci a tutte