Primi attimi di gioia….

Scritto da MammaLaura il 15 Novembre 2010

Dopo il cesareo e la conoscenza fugace di Dadino, mentre giacevo sul lettino in sala operatoria, dall’altro lato del “siparietto”che avevano innalzato per impedirmi la visione dalle parti dell’ex pancione, si svolgeva l’operazione di ricucitura del  taglio, che i chirurghi presero come un attimo di svago dalle fatiche quotidiane.

Ci mancava poco fischiettassero, e per carità, la cosa mi dava anche un certo sollievo: se l’atmosfera non era quella di E.R. Medici in prima linea, voleva dire che tutto era andato per il verso giusto e non avevo niente da temere…però non è esattamente la sensazione più bella del mondo, seppur in anestesia locale, sentirsi come un sacco di iuta rappezzato, ma tant’è…

I miei pensieri erano tutti per quell’esserino, ma mentirei se dicessi che mi sono sentita subito in stato fusionale con lui: era più che altro una sensazione di scoperta, di sgomento, di alienazione, in qual che modo… “Da dove sei spuntato fuori?….Chi sei?… Sarà vero che mi riconoscerai dall’odore?…” e mentre pensavo a questo ed altro, un conato di vomito, prontamente rientrato grazie al fulmineo intervento farmacologico dell’anestesista, mi fece tornare alla realtà della sala operatoria e a quello che mi attendeva.

Lo ammetto, più passa il tempo più i ricordi si vanno sfuocando, soprattutto di quei primissimi giorni in ospedale…Rammento di essere stata portata in camera dopo una ventina di minuti, dove c’era il Babbone che mi raccontava dell’emozione fortissima che aveva appena vissuto.

Dopo aver fatto guancia-guancino con Dadino, a quanto pare se lo erano portato via  per fargli fare conoscenza carnale con il papà.

“Lei è il padre?” Si era sentito chiedere da un’infermiera in camice verde con un fagottino altrettanto verde, e urlante, in braccio.

Al “Sì…” ebete del Babbone seguì questa scena: Dadino venne tolto dal telo e infilato nudo sotto la sua maglietta della salute, così, pelle a pelle, senza altre parole.

Di colpo il pianto del piccolo si è calmato e suo padre si è sciolto in lacrime, mentre gli astanti si chiedevano se stesse per svenire o se avesse retto l’emozione…

Quando me l’ha raccontato, sono stata sommersa da mille sensazioni, tra cui anche quella di aver perso un attimo che non sarebbe più tornato e che forse doveva essere mio di diritto…ma tant’è, ero solo felice che tutto fosse andato bene, che il bimbo fosse sano (10 Apgar entrambe le volte in cui è stato esaminato mi riempivano troppo d’orgoglio e gioia: il primo voto portato a casa da mio figlio!!!). e o vedevo l’ora di inviare sms al mondo intero per annunciare l’evento epocale. (continua…)+(presto, ve lo prometto!!!!)





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Commenti

4 commenti a “Primi attimi di gioia….

  1. Che bello che abbiano dato il cucicolo al papi, anche se effettivamente sarebbe stato il tuo momento!
    Comunque anch’io che ho partorito naturalmente ho avuto conati di vomito a go go, una bella dose di anestesia per le ricuciture varie e non ricordo tanto bene il dopo parto: soltanto la sensazione di stordimento e la paura di non riuscire a tenere Fede perchè non controllavo le braccia!

  2. Bellissimo, il papà col Dadino sulla pancia…un’immagine indimenticabile, vero? Così ha partecipato da subito alla vita del nuovo arrivato!!!

  3. Certo, che scuola di pensiero questo ospedale!! Sicuramente una scena bellissima, una sensazione per il papi e per il bimbo fantastica, ma non sn completamente d’accordo con questi metodi ad impatto “tt e subito”, soprattutto con il papi, che stava al di fuori e che soprattutto veniva con vestiti di fuori, e il bimbo così piccolo…… magari mi criticherete, ma menomale che nn lo fanno dove ho partorito io, dove anzi sn molto fissati, soprattutto nei primi gg, con il microclima dei bambini che cmq, fino a quel momento, hanno vissuto in un ambiente praticamente incontaminato…

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