dicessi che mi sono sentita subito in stato fusionale con lui: era più che altro una sensazione di scoperta, di sgomento, di alienazione, in qual che modo… “Da dove sei spuntato fuori?….Chi sei?… Sarà vero che mi riconoscerai dall’odore?…” e mentre pensavo a questo ed altro, un conato di vomito, prontamente rientrato grazie al fulmineo intervento farmacologico dell’anestesista, mi fece tornare alla realtà della sala operatoria e a quello che mi attendeva.

Lo ammetto, più passa il tempo più i ricordi si vanno sfuocando, soprattutto di quei primissimi giorni in ospedale…Rammento di essere stata portata in camera dopo una ventina di minuti, dove c’era il Babbone che mi raccontava dell’emozione fortissima che aveva appena vissuto.

Dopo aver fatto guancia-guancino con Dadino, a quanto pare se lo erano portato via  per fargli fare conoscenza carnale con il papà.

“Lei è il padre?” Si era sentito chiedere da un’infermiera in camice verde con un fagottino altrettanto verde, e urlante, in braccio.

Al “Sì…” ebete del Babbone seguì questa scena: Dadino venne tolto dal telo e infilato nudo sotto la sua maglietta della salute, così, pelle a pelle, senza altre parole.

Di colpo il pianto del piccolo si è calmato e suo padre si è sciolto in lacrime, mentre gli astanti si chiedevano se stesse per svenire o se avesse retto l’emozione…

Quando me l’ha raccontato, sono stata sommersa da mille sensazioni, tra cui anche quella di aver perso un attimo che non sarebbe più tornato e che forse doveva essere mio di diritto…ma tant’è, ero solo felice che tutto fosse andato bene, che il bimbo fosse sano (10 Apgar entrambe le volte in cui è stato esaminato mi riempivano troppo d’orgoglio e gioia: il primo voto portato a casa da mio figlio!!!). e o vedevo l’ora di inviare sms al mondo intero per annunciare l’evento epocale. (continua…)+(presto, ve lo prometto!!!!)