Toxo e Moxa

Scritto da MammaLaura il 20 giugno 2010

Quasi subito ho saputo di essere a rischio per la toxoplasmosi, mentre per tutte le altre malattie ero tranquilla.

Quindi, il responso della ginecologa è stato:”Niente prosciutto crudo, salame, speck, formaggi non pastorizzati…”, mentre già al salame io mi chiedevo se sarei sopravvissuta per vedere nascere il pupo…

Cavoli, non l’ho presa in 40 anni, vuoi proprio che la sfiga mi punti il dito contro alla Zio Sam?

Su internet leggevo di mamme terrorizzate per aver appena appena assaggiato un frattale di roast beef, ma mi sono rifiutata di farmi coinvolgere in questa operazione-angoscia. Certo, non avrei dovuto andare a far compere da un contadino infrattato nelle colline tosco-romagnole, e sarebbe stato bene evitare di leccare lettiere di gatti selvatici per un po’…perciò mi son detta, come Gene Wilder in Frankstein Junior, “Si può fare!”.

Per il resto, mi barcamenavo tra integratori vari, il più feroce dei quali era quello a base di ferro: la carta igienica, fino al momento del parto, non sarebbe più stata la stessa…

A proposito di parto, cominciavo seriamente a preoccuparmi per il fatto che Dadino non si fosse ancora girato ad un mese o poco più dal lieto evento.

Al corso pre-parto si parlava benissimo della Moxa, un sigaro speciale da applicare (non a brace viva, ovviamente) su un punto preciso del mignolo dei piedi. “A mia cognata l’ha fatta suo marito, sono bastate due applicazioni!” mi aveva confessato trepidante una partorienda. “Ma era un esperto?” ribattei io. “No, operaio specializzato”. “Ah, bè…” risposi laconica.

No, non potevo chiedere questo al babbone: sì, è vero, avevo letto su internet che alcuni si offrivano anche di fare la ceretta inguinale alle compagne, visto che dal sesto mese in poi si fa fatica a capire cosa succede da quelle parti… Io, imbranata come sono, avrei rischiato di darmi fuoco agli arti inferiori, per cui, dopo essermi informata sui prezzi, e constata l’oggettiva impossibilità di fronteggiare la spesa, ho deciso di incrociare le dita e vedere come si comportava Dadino.

Come Marika, credevo anch’io di perdermi qualcosa di  fondamentale col cesareo, ma dopo il parto, mi son resa conto che la cosa davvero importante è avere il tuo bimbo tra le braccia sano e salvo e amarlo con tutta te stessa, con tutti gli errori che si possono fare, certo, ma sempre con tanto tanto amore!





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