Come crescono i ragazzi di oggi

Scritto da Viviana ... il 21 Settembre 2015

bambino

Parlando con mamme di ragazzi tra gli 11 e 18 anni, ma soprattutto di ragazze devo dire, mi ha fatto specie notare che il loro timore maggiore sia di non potersi permettere di comprare ai figli abbigliamento e accessori firmati per omologarsi ai compagni.

Ora, la paura di essere ghettizzati nell’età dell’adolescenza e della pre adolescenza l’abbiamo vissuta tutti, il temo del branco è stato più che sviscerato. Ma ho notato che ora più che nel passato, la famiglia stessa, i genitori, danno molto peso all’importanza dell’omologazione ai compagni tramite i beni materiali.

Ma qualcuno ha mai pensato alle ripercussioni sulla crescita psicologica dei ragazzi, che questa, chiamiamola, filosofia di vita comporta?

Io penso che in questo modo stiamo crescendo una generazione di insicuri oltre che di dispotici. Ragazzi abituati ad avere quello che vogliono senza che abbiano un minimo senso del valore che hanno le cose, ragazzi che imparano solo che sei importante, che tu hai un valore, sei uguale agli altri e se sei ricco, se ti puoi permettere certe cose.

Ma è giusto?

Non dovrebbero invece imparare a contare sulle loro qualità interiori ed intellettive, che il loro valore non si misura da come vestono ma da quello che sono interiormente, dalle loro capacità, qualità, caratteristiche uniche che non potranno essere mai uguali a quelle di nessuno?

Noto poi che i genitori che si danno tanta pena a riempire di oggetti i figli per renderli felici, sono poi quelli che li seguono meno a livello educativo, non controllando minimante il loro comportamento e la loro morale. Spesso questi ragazzi diventano poi i primi ad essere bulli e a ghettizzare gli altri ragazzi soprattutto con l’utilizzo esasperato che c’è oggi dei social network, e i genitori neanche si sognano di supervisionare i figli in tutto questo. Li stanno educando? La risposta ovviamente è no.
Allora perché sembra così difficile dire di no ai propri figli e ancor di più seguirli a livello educativo e psicologico indirizzandoli sulla giusta strada?

Io parlo facile è vero, ora farò un’autoaccusa.
1 – sono ancora ben lontana da queste tematiche avendo un bambino di soli 2 anni, quindi quando toccherà a me, non ce la metto la mano sul fuoco che saprò gestire la cosa con polso e sangue freddo, sarei una pazza ed un ipocrita a giurarlo ora;

2 – ai miei tempi la diversità di abbigliamento e le prese in giro inerenti c’erano ma non forse al livello di oggi. Si veniva presi in giro più per i difetti fisici. Vengo comunque da una famiglia che mi ha dato tanto, ma non certo tutto, abiti firmati mai visti ma a me nemmeno interessava. Va sicuramente a carattere, ma come scritto sopra, il fatto che i social network permetta non di stare in contatto 24 ore su 24 ha portato la cosa ad un livello estremo.
Anche io venivo presa spesso in giro, soprattutto per difetti fisici, ma l’autoironia mi ha sempre salvata e poi dentro di me pensavo: sti idioti li vedo per 5/6 ore poi esco e non li devo sopportare, tra x anni finisco sta scuola e poi chi li vede più sti ignoranti. E così andavo avanti per la mia strada e alla lunga hanno smesso tutti di infastidirmi anche perché gli ultimi anni, soprattutto al liceo, rispondevo e non simpaticamente, quindi ero rispettata. Certo non ero tra le “popolari” della scuola, ma sai a me che mi fregava, certo non avevo un gruppo numeroso di amici con cui andare sempre in giro, ma i pochi che avevo erano ben selezionati, sinceri e anche a distanza di tanti anni (ora ne ho 36!!!) siamo ancora uniti ed è una cosa meravigliosa!

Ecco questi sono i valori che credo si debbano trasmettere ai giovanissimi di oggi: che se anche non puoi avere tutto, non sei meno degli altri, ma sei tu. Unico e solo e le tue qualità avranno sempre un valore superiore a qualsiasi bene materiale. E gli amici, quelli veri, sono molto importanti e sono quelli che ti sapranno sempre apprezzare per ciò che se e non per ciò che hai!

Spero che quando arriverà il mio turno saprò tenere fede a tutto questo, ma intanto, genitori di oggi, pur nel mondo difficilissimo in cui viviamo, cercate di essere fermi e forti perché le vostre debolezze di oggi saranno le loro di domani.





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Commenti

8 commenti a “Come crescono i ragazzi di oggi

  1. Ciao Viviana, con un solo post hai toccato un sacco di argomenti davvero caldi.
    L’educazione familiare è sempre alla base di tutto. E’ poi facile predicare bene e razzolare male, credo che succeda nelle case di tutti. E’ più facile gratificare con un oggetto un figlio rispetto ad altro perchè costa meno fatica all’adulto.
    Come al solito è sempre una questione di equilibri e sapere gestire anche i “no” che a volte non sappiamo pronunciare. Bel tema, vediamo che cosa rispondono.

  2. Ti ringrazio molto barbapapa. Infatti come ho scritto, mi rendo conto di parlare facile perchè non sono ancora in quella fase dell’educazione. Ho scritto questo posto con le miglior intenzioni propositive, ma era più una riflessione. Perchè le cose viste dall’esterno si vedono sempre nel modo più lucido e razionale e spero così di aver lasciato un segno anche per me, in futuro, da poter rileggere e su cui meditare.

  3. buon giorno, bimbi lasciati a scuola e ora tra un mestiere l altro, piccola pausa, (con la scusa della pancia che pesa hehe)
    Viviana, hai toccato un tasto dolente, che noto gia ora nei bambini delle elementari e ogni tanto anche nei miei figli, loro più che altro si fanno condizionare dalla pubblicità, sia su cibi di marca e giochi, e gli spiego il perché non compro quello che m i propone la tv, certo senza scendere a spiegare il marketing pubblicitario!
    detto questo, anche io sono ancora in fase figli piccoli, uno sei e la bimba 4, ancora siamo lontano da questo stereotipo di vestirsi di marca! ma penso che prima o poi una richiesta arriverà!
    io sono cresciuta senza marca, anzi spesso con abiti di seconda mano, per me era normale cosi, mai fatte richieste di abiti firmati, qualche volta e scarpe, ma mai seguendo la moda, e sempre se i miei potevano permetterselo, ma non di certo i 90/130 di scarpe che si usa oggi per i giovani!
    anche io sono stata presa in giro per questo, mi chiamavano poveraccia, e la cosa brutta è che succedeva gia alle elementari, inzialmente ci stavo male, gia dalle medie ho cominciato a rispondere in malo modo, e volte con auto ironia, fregandomene del giudizio altrui, eh si che non ho per nulla un carattere forte, ma i miei genitori mi hanno trasmesso bene certi valori, e per me erano talemente alti ( lo sono ancora) che anche quando ho inziato a lavorare a 16 anni mai mi è saltato in mente di cedere alle marche!
    ora spero tanto di riuscire ad insegnare questo ai miei figli, che non si tratta solo di vestiti, ma anche di non prendere in giro persone diverse da noi, con problemi fisici, o altro!
    voglio fare il possibile per evitare che diventano futuri bulli, e insegnare anche a sapersi difendere e reagire di fronte a queste situazioni! quello che mi spaventa tanto è anche vedere come sono aumentati i suicidi di molti giovani proprio a causa del bullismo, questa società mi fa davvero paura!
    ma do molto spesso la colpa ai genitori, che appunto non sanno dire “no”
    e non controllano i propri figli su quello che fanno al computer! spero anche io un giorno di rileggere queste cose per aiutarmi a ricordare ciò che non voglio diventare io, ne far diventare i miei figli!

  4. Sicuramente le basi vengono dalla famiglia, ma poi nell’adolescenza, chi più chi meno, viene trascinato dal branco. E’ inevitabile.
    E’ un discorso complicato.Non si può generalizzare. Rimane solo che fare del nostro meglio per educarli e insegnargli a trattare le persone con rispetto.

  5. @barbamamma, mi spiace ma non sono assolutamente d’accordo con te. Apri una ferita aperta sull’argomento, quindi la risposta non sarà delle più belle.
    Ritengo che incolpare l’influenza del branco sia solo una scusa che i genitori adottano per scaricarsi la coscienza! Mio fratello si è rovinato la vita per sempre a causa delle brutte compagnie che frequentava da adolescente ma sai perchè? Perchè nonostante le segnalazioni e le mie insistenze, i miei genitori hanno lasciato correre perchè erano troppo occupati a pensare a loro stessi e mia madre nemmeno lavorava. Come dice sempre una psicologa che conosco bene: essere genitori presenti fisicamente non vuol dire esserci con la testa.
    Anche altre mamme mie care amiche, pochi mesi fa’, hanno dovuto staccare dal lavoro per stare addosso ai figli adolescenti che si stavano cacciando nei guai per colpa delle frequentazioni, ma li hanno riportati sulla retta via. E questa è l’ennesima riprova che sono l’impegno e la volontà del genitore a fare la differenza.
    E qui mi verrebbe voglia di entrare nell’ormai super sviscerato dibattuto sui genitori di oggi, con scarsa identità dei ruoli e rammolliti, ma è vero che sta diventando così! Per evitare rotture di scatole concedo a mio figlio quello che vuole, ma di lui me ne occupo fino ad un certo punto perchè sono troppo preso da me stesso e dalla mia indipendenza. E qui mi fermo, se no diventa lunga!

    @denia, cara, la penso proprio come te e vedo che veniamo da esperienze molto simili. Io nemmeno negli ultimi anni, che me lo sarei potuto permettere, mi sono mai vestita di marca, nonoctante, per assurdo, sia l’ambiente che frequento ora quello dove guardano di più a queste cose! Ma non m’importa, io continua a ritenere l’essere infinitamente più importante dell’apparire. E, ti dirò la verità, spesso resto in tuta anche provocazione 😉
    Al di là di ciò, tutte quelle che conosco (tra i 30 e i 50 anni) che vanno a fare la spesa con abiti eleganti, tacchi a spillo, truccate e ingioiellate, mi fanno proprio pena: devono essere gran vuote di spirito se il loro massimo appagamento consiste in questo!

    Ho un po’ troppo divagato, ma il tema resta sempre lo stesso: la società di oggi con la sua carenza di valori morali e il trascinamento dei giovani spesso non seguiti adeguatamente, soprattutto in un’era in cui è ancor più facile perdersi per via dei social e dell’esasperazione in tutto che ne deriva.

  6. Chiedo scusa per il tono un po’ “acceso” del commento precedente… Non avrei dovuto scendere nel personale, chiedo scusa a barbamamma.
    Volevo modificarlo, ma non so come fare…

  7. Viviana ma scusa di cosa? figurati. Il mio commento è stato un po’ sintetico, e non è che tu non abbia ragione, mia nonna diceva sempre che la mela non cade lontano dall’albero, e forse è un po’ vero. Viviamo circondati da una generazione di ragazzi che ha avuto la fortuna di avere tutto e non rendersene conto. Liberi di usare i social perché spesso il gap generazionale con i genitori è troppo grande, non vengono controllati e i valori se li creano da soli. Guardo semplicemente mio fratello, che nonostante abbia solo 5 anni più di me, non usa i social: 1 non ne ha il tempo e 2 non saprebbe nemmeno usarli. Morale: i miei nipoti su Fb li seguo io 🙂
    Hai ragione anche quando dici che c’è una forte responsabilità dei genitori, ma non me la sento di affermare che ci siano poche famiglie che seguono adeguatamente i propri figli. Ci sono, ci sei tu, altre mamme che ci leggono. Insomma mi piace pensare positivo.

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