urinarie e intestino. Nel giro di pochi giorni la situazione degenera perché continua ad ingrandirsi a dismisura e sto andando in disfunzione multi organo. Tradotto in parole povere e ahimè orribili, se non mi operano vado incontro a morte certa nel rischio di poche settimane. Non c’è nulla da fare per il bambino, aborto terapeutico, così lo chiamano…

Nell’incoscienza della mia giovane età, mi riprendo bene e in fretta, convinta comunque che avrei presto avuto l’occasione di avere un altro bambino col mio amore. Peccato che dopo un paio di mesi,lui confessa di non volersi assolutamente sposare e che aveva preso quella decisione solo per assumersi le sue responsabilità. La storia viene bruscamente troncata lì. Ma il trauma dell’intervento subito inizia a pesarmi come un macigno e non mi abbandona mai.
Che dire…la vita avanti, il tempo passa, incontro il mio attuale marito. Ma solo 1 anno dopo il matrimonio, 8 anni fa, ecco che ricompare il fibroma. Stesso punto, stesso problema. Stavolta sono seguita da una dottoressa bravissima, specializzata anche in cure per l’infertilità. Nuova operazione d’urgenza o rischio grosso, ma stavolta la ripresa è più lunga, circa 3 mesi. La massa era molto più grossa della precedente, circa 12 cm di diametro, ei hanno dovuto fare una plastica alle vie urinarie e ad una parte del retto. Nonostante i tempi lunghi e le cicatrici che ancora oggi fanno molto male, si cicatrizza tutto alla perfezione, o almeno così sembrava.
Eh già, perché un anno e mezzo dopo questo intervento, ta dà!!! Arriva un altro fibroma interparietale che si è formato da una parte terminale della cicatrice dell’utero.  Sono sotto shock, continuo a piangere chiedendomi perché sempre a me e pensando che sia destino che io non possa avere figli. La ginecologa pensa subito che sia solo una recidiva del vecchio fibroma. Ormai mi chiama la fabbricatrice di miomi, per sdrammatizzare. Comunque altro intervento, molto meno invasivo e molto più rapido, fatto con bisturi elettrico. Vi risparmio la scena horror in sala operatoria per non spaventare nessuno, ma io ho un po’ di problemi con le anestesie locali e la spinale: non mi fanno mai effetto! Così succede sempre qualche guaio e mi devono addormentare di corsa.
Intanto fanno anche degli accertamenti ulteriori prelevando diverse parti di tessuto dall’utero e ne emerge un’anomalia genetica: tutte le cellule del mio utero sono di tipo fibromatoso e quindi possono ingrossarsi in qualsiasi momento. Cerco di farmene una ragione, ma non è facile. Intanto la cicatrizzazione è più lunga del previsto, passa più di 1 anno, perché il buco formatosi fatica a chiudersi essendo a ridosso di un tessuto molto rigido e usurato, ovvero la vecchia cicatrice uterina. Ma finalmente ricevo l’ok per poter tentare una gravidanza. Finalmente direte voi! Eh no, troppo facile.

Salta fuori all’improvviso che mio marito ha problemi al varicocele, uno quasi completamente occluso e necessita di intervento. Lista d’attesa: oltre un anno!!! Ed era quella più breve. Ma alla fine veniamo fuori anche da questa storia.

Così finalmente arriva il momento di cercare di far arrivare questa benedetta cicogna, che a quanto pare di noi proprio non ne vuole sapere. Resto incinta in fretta, al 3° tentativo, nonostante la mia dottoressa mi avesse avvisata di non illudermi e che sarebbe stato molto difficile tanto che mi aveva già preventivato ulteriori visite dopo 6 mesi dall’inizio dei tentativi. Vi confesso che però nulla era stato lasciato al caso, lo dico brutalmente, anche per i nostri impegni di lavoro. Mi sono affidata ad un “computerino” simile al persona, ma della Clear Blu che per ora vendono solo in Svizzera e Inghilterra. Funziona benissimo, garantito!!!
La gravidanza inizia bene, mi sento particolarmente in forma, non ho né nausea né stanchezza, nessun dolore, mi sembra un vero miracolo! Al 2° mese già si intravede il pancino e io cammino ormai sulle nuvole pensando di essermi ormai lasciata alle spalle tutto il mio terribile trascorso di interventi.
Ma ho cantato vittoria troppo presto. A cavallo tra il 2° e il 3° mese di gestazione iniziano delle piccole perdite ematiche. Minimizzo, penso sia un “ricordo” del vecchio ciclo, so che spesso capita, e poi sono così piccole e rade. Le mie colleghe insistono perché io chiami la ginecologa e così faccio un controllo d’urgenza. Solo ora mi rendo conto che non volevo accettare la situazione perché non avrei mai sopportato un’altra sconfitta, ma il destino è beffardo e si prende gioco di me.

Alla visita risulta che il feto non cresce, è troppo piccolo, solo 6 mm, ma il cuore, inaspettatamente, batte forte, non si capisce cosa stia succedendo. Dopo 10 giorni nuova visita, stesso referto. La mia ginecologa è visibilmente sconcertata, non sa cosa dirmi. Di solito, in questo casi, se l’embrione non cresce si va incontro ad un riassorbimento e non dovrebbe nemmeno battere il cuore. Io così non riesco a farmene una ragione, mi sembrava di impazzire, non sapevo cosa stesse accadendo, continuavo solo a pensare a quel piccolo cuoricino che stava lottando per vivere. Ma 2 settimane dopo ancora non ce l’ha fatta. Proprio il giorno del mio compleanno (mi ha sempre portato male, non è una novità), ho avuto un aborto spontaneo tremendo, come un vero parto, nonostante il feto fosse piccolissimo. In preda a dolori indicibili, non riuscendo nemmeno a stare in piedi, mi vedo costretta a chiamare l’ambulanza che da prassi mi porta nell’ospedale più vicino, dove però non lavora la mia ginecologa e dove già sapevo di trovare un ambiente non adeguato.
Mi ricoverano per 24 ore, senza mai nemmeno farmi mangiare nonostante l’eccessiva emorragia in corso. Hanno la brillante idea di farmi un’isterosuzione senza nemmeno l’anestesia, al solo scopo di togliere il sangue in eccesso e mi dimettono senza dirmi nulla.
Ero frustrata, stanca, furiosa e forse la rabbia per lo schifo di reparto e medici che ho trovato ha fatto sì che il dolore per la perdita fosse sminuito. Chiamo la mia dottoressa raccontandole l’accaduto e passo mesi a fare visite perché non si capiva cosa fosse successo e il ciclo non sopraggiungeva.
Si decide di procedere con un’ellettromiografia, un esame particolare fatto iniettando del liquido di contrasto nell’utero e nelle tube. Qui la ginecologa si dev’essere sentita talmente in colpa, poverina, che preferisce farmi seguire dalla primaria dell’ospedale in cui lavora.

Ed eccoci punto a capo, non potevo crederci: all’attaccatura del cordone ombelicale si erano formati un fibroma e 2 polipi che hanno letteralmente tappato il cordone impedendo al feto di ricevere nutrienti e ossigeno. Incredibile!!! Io ormai mi trovo in una dimensione di totale incoscienza/rassegnazione. Dopo tanto tempo e interventi, sono talmente stanca che per sopportare questa ennesima botta mi comporto come se non stessero nemmeno parlando di me. Sono talmente frustrata che ormai mi sembra di non essere più io e anche il lavoro e i rapporti con gli altri ne risentono.
Quindi altro intervento…e siamo ad agosto 2012 ormai! Subito dopo parto per le vacanze, non ne potevo più! Dovevo staccare la spina o sarei impazzita stavolta, non ce la facevo a sopportare di nuovo questo stress.

Contrariamente a tutti gli anni precedenti, ce ne andiamo in montagna, in Trentino, dove andavo sempre da bambina.
Il solo arrivare e respirare l’aria dei boschi, mi ha fatta sentire un’altra, rinata! Ero partita con l’idea di una vacanza relax post intervento, e mi sono ritrovata a fare alpinismo senza sosta! Mio marito era scioccato, non mi aveva mai vista tanto atletica e felice!

Sarà stata l’aria di montagna, non lo so, fatto sta che il primo ciclo dopo l’ultimo intervento arriva regolare e io resto incinta subito dopo!
La mia ginecologa era terrorizzata che potesse essere una gravidanza extrauterina, invece pare che stavolta vada tutto bene: era ora!!! Ma io resto scettica stavolta, ne ho viste troppe e non voglio illudermi ancora. Infatti la vita mi presenta il conto anche stavolta. Non si sa se sia stato per colpa dello stress delle situazioni precedenti o, come dice la mia ginecologa, per gli ormoni che non avuto il tempo di abbassarsi ai giusti livelli, fatto sta che ho passato tutta la gravidanza malissimo: gestosi dalla 4° settimana di gestazione e vomito per tutti i 9 mesi! Non mi dilungo su tutte le visite e corse in ospedale per perdite, contrazioni, svenimenti perché non riuscivo a mangiare, anzi vomitavo solo all’odore del cibo (ad esempio la mia curva glicemica era una barzelletta: dopo il bibitone di glucosio era scesa! Se l’era ciucciato tutto il piccoletto, poverino), fatto sta che nonostante tutto, stavolta sono riuscita ad arrivare al termine, anzi anche oltre!

Il 5 giugno alle 7.15 di mattina, mentre mio marito si stava preparando a partire per l’ennesima trasferta, lo blocco e gli dico “Fermo che ci siamo, contrazioni ravvicinate e regolari!”.
Finalmente tutto bene, penserete voi. Bhè quasi! Il piccolo è nato quasi 24 ore dopo, alle 3.04 del 6 giugno 2013. Avete presente 20 ore di travaglio? Ecco, ancora non ci siete vicino. Già perché il furbissimo già all’epoca, a metà percorso aveva deciso che non gli piaceva l’andazzo è ha cercato di rigirarsi, causandomi così dolori indicibili perché spingeva altrove. Abbiamo entrambi rischiato grosso un paio di volte per i battiti scesi eccessivamente e svenimenti miei per eccessiva stanchezza, ma ce l’abbiamo fatta e con parto naturale!!!

Ed eccolo qui il mio bellissimo principe! Nato dopo molti anni di sofferenze e difficoltà, ma nulla conta più oltre alla gioia immensa di quel momento e do ogni momento insieme da quel giorno!

So come ci si sente quando non si riesce ad avere figli e si hanno problemi, ma non perdete mai la speranza. A volte la felicità è una conquista ardua e doloroso, ma non impossibile. Noi ce l’abbiamo fatta, siamo stati fortunati e vogliamo raccontarlo a tutti coloro che ora stanno soffrendo come ho sofferto io per augurarvi di poter continuare a lottare ed essere un giorno felici come lo siamo noi ora.

(foto a 1 giorno, a 3 mesi e oggi)
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