Dopo che la scorsa settimana ho lavorato a ritmi disumani (concentrare il lavoro full-time in mezza giornata non esattamente una passeggiata), sentendomi pure cazziatoni per il lavoro svolto di fretta (e il part-time me l’hanno chiesto loro), con annessi problemi di salute del piccolo e marito in trasferta, avevo avuto un crollo nervoso senza precedenti.

Questa vita così frenetica, così fitta di impegni di ogni genere tanto da non avere nemmeno il tempo per mangiare a volte, non fa per me!

Negli ultimi giorni mi sentivo in stand-by, o forse sarebbe più corretto dire fusa per il sovraccarico! Finchè ieri, rientrando dal lavoro dopo un’insolita giornata abbastanza tranquilla, complice forse il tiepido sole con una leggera brezza e il cielo azzurro ho avuto come un’illuminazione, non nel senso di un’idea o di un déjà-vu, ma una sensazione. Un po’ è complice anche il telefilm del Dotti Who, di cui sto cercando in qualche modo di vedere le repliche della 7° stagione. Penserete, ma che c’entra? Bhè, il personaggio protagonista di questa serie in particolare, come ha dichiarato lo stesso attore Matt Smith in un’intervista, ha la virtù proprio di apprezzare le cose più semplici della vita, nonostante vaghi per mondi e universi con le più svariate tecnologie, cogliendo quelle piccole sfumature a cui noi ormai non facciamo più caso e di cui ci siamo dimenticati, troppo sommersi dai tanti input.
E così mi sono ricordata di quando vivevo in Francia con mio padre, il periodo in assoluto più bello della mia vita.
Piccola premessa: circa 18 anni fa’ mio padre ha vissuto per un paio d’anni nel nord della Francia per motivi di lavoro. In particolare era a sud della Bretagna, lavorava Saint Nazaire in provincia di Nantes, ma la casa era a Sainte Marguerite de Pornichet, un paesino in riva all’oceano, dove l’azienda aveva preso in affitto una mega villa in un quartiere residenziale, come quelle che si vedono nei film americani. big_1_Vue_LandePornichetAl di là della casa che poco importa e che comunque condivideva con ben altri 4 colleghi, fu l’atmosfera del luogo a catturarmi e affascinarmi come non mi era mai capitato. E’ un po’ come nel film francese “Laggiù al Nord”, per chi l’ha visto, quello che che poi Bisio ha spudoratamente copiato. E’ vero, fa molto più freddo che qui, il giorno più caldo a luglio c’erano 25°C, non ci sono locali e divertimenti, piove spesso…ma la vita lì è così semplice! I ritmi sono molto più tranquilli che qui, come una volta; non c’è traffico; le persone sono gentilissime e ti aiutano in pieno supermercato anche senza chiedere e anche se non parli la loro lingua (è il caso di mio padre, io per fortuna già studiavo francese a scuola…ma è vero anche che parlano prevalentemente il dialetto, proprio come nel film); i paesi sono dei piccoli villaggi nel verde e la cosa che mi ha letteralmente spiazzata sono stati i paesaggi mozzafiato, con spiagge selvagge e non piene di ombrelloni come qui, i parchi stupendi, e gli animali selvatici che la sera invadono le strade tanto non ci passa mai un’auto) e camminano in mezzo alle persone come nulla fosse. Mi sembrava di vivere in una favola, in un cartone della Disney! Mettiamoci pure le tante case in pietra con i tetti di saggina…in effetti non mi sarei stupita se mi fossero apparsi davanti i 7 nani e lo fate buone della bella addormentata del bosco!
Scherzi a parte! La vita delle persone là era quasi fuori dal tempo, senza correre dietro a tutti gli stereotipi moderni come facciamo noi, senza la fissa delle diete, dei vestiti alla moda, della palestra e di mille attività per ostentare il nostro status, con poca tecnologia, internet e cellulari, giusto il minimo per le necessità di lavoro e per distrarsi un pochino la sera.

E con questo ricordo il cuore mi si è riempito di emozione e ho pensato: quanto vorrei vivere così! Ma qui nel nord Italia, Lombardia centrale poi…, c’è la nevrosi per tutto. E allora ho pensato: chi se ne frega!!! Io voglio vivere così, con la gioia e la serenità nel cuore, con l’attenzione per i rapporti umani ma di persona, sena giudizi e pregiudizi, a contatto con la natura, una vita vera con valori veri e non inseguendo stereotipi o altro, per quanto questo mi possa anche essere imposto per motivi di lavoro. Ma è così che voglio che mio figlio cresca, con sentimenti sinceri senza dover per forza dover dimostrare agli altri di essere il migliore, con una vita vera fatta di cose vere, concrete, e che allo stesso tempo riscopro essere le più semplici che esistano al mondo! E intanto sogno di vivere in una bella villetta nel vere vicino ad un faro sull’oceano 😉 Sognare non costa nulla, si sa!