cardiologica (ho dovuto aspettare per ben 2 ore il cardiologo) e poi di nuovo in camera. L’infermiera che stava con me mi ha spiegato che dovevano mettermi delle pillole per farmi venire le contrazioni e poi dovevamo aspettare per 4 ore. Mi sono cambiata, mi hanno fatto il clistere e poi mi hanno messo 2 pillole. Ero emozionata ma confesso che avevo anche paura: Care mie neomamme, non e’ niente dell’altro mondo quindi niente paura. Peggiorate la vostra situazione.
Per la mia sfacciatissima fortuna il secondo medico che doveva assistermi al parto, parlava italiano. Cavolo ragazze mi sono sentita proprio a casa. Ero un po’ piu calma e la paura e’ svanita. Ci siamo messi a chiaccherare, gli ho parlato un po’ della mia vita e lui della sua. Lo scopo era di farmi calmare un pochino.
Le 4 ore erano finite e io ancora niente, solo dei piccoli fastidi.

Me ne hanno messo di nuovo altre due e poi mi hanno messo in un’altra camera doppia nella quale dovevo stare anche dopo il parto. C’era una ragazza albanese che aveva partorito tre giorni prima tramite parto cesareo. Parlando con lei, tutta rilassata all’improviso ho sentito come dei dolori mestruali in fondo alla pancia. Ci siamo ho pensato…… Ho chiamato subito il mio medico e lui mi ha detto che dovevo chiamare anche mio marito perchè non si sapeva mai. Poverino, lo avevo mandato a casa insieme a mia madre. Non avevano neanche fatto in tempo a mangiare.
Verso le due e’ cominciato tutto.

Mi hanno messa in sala travaglio. Sopportavo bene tutti I dolori che diventavano sempre piu spessi ma non cosi forti come dovevano essere. Seguivo il monitor da sola e controlavo le contrazioni. Quando vedevo che veniva una forte, mi preparavo al respiro. Il medico che mi seguiva mi ha consigliato di dormire un pochino ma non c’era verso, diventavano sempre piu forti. Io non emmetevo neanche un suono di lamento anche con le contrazzioni a 65. Non c’era nessun’altra in attesa quindi hanno fatto entrare mio marito in camera . L’infermiera ha detto che ne avevo bisogno per calmarmi ma io ero calma. Mi hanno fatto un’iniezione per vomitare poi e quello e’ stato un momento da schifo. Orribile! Volevo acqua, avevo la gola secca ma non era proprio possibile visto che non davo segni di dilatazione, ero solo a tre centimetri e tutti si stavano preparando ad un eventuale parto cesareo. Dopo mezz’ora il medico che mi assisteva ha controllato di nuovo e stranamente ero a 5 centimetri. Ha spalancato gli occhi e mi ha detto che se tutto continuava cosi, potevo farcela da sola. Da li fino alle nove di sera ho sopportato tutte le mani possibili e le contrazioni fino a 85. Ero esausta, non ne potevo piu’. Fino a mezzanotte sono arrivata a 8 centimetri e tutti I medici di turno erano intorno al mio letto e respiravano insieme a me. Le infermiere mi tenevano le mani. Poi il mio gine ha deciso che era ora di rompermi le acque e cominciare a fare qualche spinta. Dopo un’ora la dilatazione era completa ma Mighel invece di fare avanti faceva indietro e nessuno riusciva a capire il perche’ . Verso le due e mezza mi hanno messa in sala parto, non c’era tempo da perdere perche’ la testa del bambino si era gonfiata e rischiava grosso. Quando sono salita sulla sedia e uno dei medici ha capito subito che c’era qualcosa che non andava con la mia gamba sinistra. Rischiavo di slogarmi l’articolazione femorale. Me l’hanno legata subito. Li ho sentito le forze abbandonarmi e sono quasi svenuta se non fosse stato per il secondo medico (quello che parlava italiano che tutto il tempo e stato con me), Mi ha scossa per bene. Li ho trovato le forze per una buona spinta ma non era abbastanza e poi il mio gine ha chiesto I ferri.
Ragazze vi giuro che non ho sentito proprio nessun dolore neanche quando mi hanno spalancato le ossa con I ferri e neanche quando mi hanno tagliata sette volte con le forbici senza anestesia. Ricordo solo che ho spinto cosi forte e ho urlato a squarcia gola quando il Mighel e’ uscito. Aveva la testa lunga dovuto allo sforzo e il cordo legato intorno alla pancia. Questa era la ragione perche’ dopo ogni spinta faceva indietro. Me l’hanno messo poi sul petto, l’ho baciato e ho sentito le forze ritornare.

Poi il pediatra l’ha preso.
Io ero ridotta male ma chiedevo in continuazione quanti punti potevano esserci. Dall’espressione del viso del secondo medico ho capito che c’erano molti. Il mio gine si e’ dato da fare in fretta e in meno di dieci minuti ha finito con I cinque punti interni. E stato velocissimo e in continuazione chiedeva scusa per ogni dolore che mi stava causando. Era cosi gentile. Poi ha lasciato al secondo medico di fare le cuciture esterne. Erano solo due ma lui ha deciso di farmi l’anestesia perche’ avevo sofferto fin troppo. Stranamente avevo voglia di parlare e facevo domande in continuazione. Ad un certo punto lui ha alzato la testa e mi ha detto: Scusa Lory ma non sei stanca? In 18 ore hai emmesso un solo urlo, hai sopportato I ferri, hai sopportato I punti interni senza anesteesia e adesso hai voglia di parlare? Ragazza mia tu hai una forza tremenda! Ne ho viste tante ma come te…… Sei viva per miracolo, riesci a capirlo? Cerca di dormire adesso.
Ma io no, non ne volevo sapere proprio. Facevo domande ancora piu stupide. Per esempio: Iorgo (il secondo medico) , quante “I” ha il vostro alfabeto? E lui che si mette a contare dimenticando che doveva finire l’ultimo punto. Anche se faceva male non ho potuto fare a meno di ridere. Ho dimenticato subbito tutte le sofferenze. Hanno ragione quando dicono che tutto si dimentica, ma non credevo cosi in fretta.
Quando mi hanno portata in camera, ho trovato mio marito e mia madre con gli occhi pieni di lacrime perche’ avevano sentito l’urlo dell’ultimo momento. Anche tra lacrime mi marito mi ha detto:” Ma dove hai trovato quel cinese? “ Si riferiva al piccolo. Aveva dei bellissimi occhi a mandorla. Il mio piccolo, finalmente era accanto a me, voleva subbito la poppata anche se io non avevo ancora latte.
Il secondo medico, Iorgo, mi ha accompagniata in camera e li mi ha spiegato alcune cose. Mi ha detto anche che il metodo che ha usato il mio gine si pratica solo in Inghilterra, dove lui ha appreso tutto. E stato grazie al suo velocissimo intervento che ho evitato il cesareo. Se fossi stata nelle mani di qualcun’ altro, non avrei potuto farcela. I medici in Grecia praticano molto il parto cesareo che quello naturale.
Io ringrazio di cuore tutti e due e le due infermiere che non mi hanno lasciata sola neanche per un secondo. Sapete una bella curiosita’? Il mio gine si chiama Christo, il secondo medico si chiamo Iorgo che sta per Giorgio, e le due infermiere si chiamavano Maria, (i greci usano solo nomi cristiani) praticamente ero in mani sante.  Come avrei potuto non farcela, ditemi voi?
I primi quattro giorni non avevo latte e abbiamo usato quello in polvere. Mighel ha perso solo 120 gr ma ha recuperato subbito dopo essere tornati a casa. E’ nato ben 3 chili e 920 gr, e la sua mammina era l’eroina dell’intero ospedale.
Meno male che avevo mia madre vicino, non avrei potuto fare niente da sola. Stranamente i punti non mi facevano male, ne bruciore. Ma l’osso si che mi faceva male anche se io percepisco il dolore in modo diverso. Quando mi hanno fatto il controllo sil secondo giorno per vedere i punti, mi hanno chiesto se sentivo qualcosa, se mi faceva molto male e gli ho detto che sentivo solo come una pressione all’osso sacro. Mi hanno detto che era normalissimo ma nonostante cio’ mi hanno dato del voltarene per il dolore. Anche se facevo molta fatica a girarmi nel letto, ho stretto i denti e mi sono alzata gia’ al primo giorno. Non mi hanno dato niente da medicarmi visto che tutto procedeva bene e forse in due settimane non avrei sentito piu’ niente. Infatti sono passate due settimane e mi muovo piu’ facilmente. Prendo del latte di magnesio per la stitichezza e un kiwi alla mattina. Adesso va un po’ meglio.

Ps: Mi rimangio tutto quello che ho detto sui pannolini di Shakira, Mighel fa pupu’ e pipi’ a volontà. 7 pannolini solo di notte. Ci mandera’ in bancarotta. 🙂