Eravamo in macchina nel ritorno delle vacanze natalizie e mi vennero dei dolori fortissimi alla pancia con un’emorragia e la perdita di un coagulo, lì per lì non ci feci molto caso ma poi qualche mese dopo capii!

I mesi successivi non furono facili per niente, il bimbo non arrivava e mese dopo mese l’attesa divenne sempre più lunga e sofferta, si sommarono anche i problemi di tutti i giorni e il tempo non passava mai… in agosto decidemmo di andare in vacanza in toscana con dei nostri cari amici di Torino, fu una boccata d’aria fresca, e tutto ci sembrò più leggero, a volte basta poco… basta la vicinanza di persone che veramente ti vogliono bene con le quali ti senti viva a farti risollevare la faccia dalla polvere.

Quando tornammo a casa, dopo qualche giorno di ritardo, feci il test e con mia enorme sorpresa alle cinque del mattino svegliai mio marito gridando “sono incinta” ! Non ci credevamo. Eravamo colmi di felicità… finalmente in periodo buio era finito!

Io incominciai un nuovo lavoro e anche se molto presto, iniziai a sentirmi mamma… alla settima settimana incominciai ad avere delle piccolissime perdite scure, corsi in ospedale ma nessuno poteva fare nulla, così andai avanti a lavorare e dopo sei giorni feci un eco e il bimbo era li, c’era il battito e lui era attaccato bene ma dopo cena incominciarono i dolori… sembravano dolori mestruali, ma l’emorragia divenne più forte, e i dolori anche, finché furono insopportabili, mi contraevo nel letto piangendo e gridando a mio marito di fare qualcosa… lui poverino non sapeva che fare, mi coccolò e mi portò in ospedale ma il bimbo già non c’era più!

Non nascondo che mi feci parecchie domande dopo questa perdita… perché il mio corpo rifiutava la nuova vita che si formava in me? Se il bimbo stava bene, il battito era presente fino a poche ore prima, perché mi venivano le contrazioni e lo espellevo?Era colpa mia?

Ma non ci perdemmo d’animo e ci riprovammo subito, i mesi passarono e io mese dopo mese andai sempre più giù senza accorgermene… incominciammo a fare degli esami per vedere se era tutto a posto in noi ma non sempre la medicina ti da una spiegazione razionale al susseguirsi degli eventi, passò un anno.

Nell’agosto 2008 ebbi un ritardo e feci il test, ero incinta!

Feci a letto un mese consecutivo, e mia madre dovette venire ad abitare da noi per aiutarmi, io avevo sempre i dolori di ovaie e corsi in mille ospedali diversi per cercare un aiuto, una parola di sollievo… ma nessuno seppe mai darci una spiegazione.

L’11 settembre iniziai ad avere la solita emorragia e la sera stessa persi il terzo!

Voi direte… che sfortuna! Peggio di così… si muore!

Invece la sfortuna non finì li! Non ebbi neanche il tempo di capire cosa mi era successo, che scoprimmo che mio padre aveva un glioblastoma multiforme al cervello cono una prospettiva di vita di pochi mesi.

Lì si che mi sentii veramente morire, li capii che il dolore che avevo provato fino ad allora non era nulla al confronto, che non contava più niente per me, pensavo di poter morire di dolore da un momento con l’altro.

Mi trasferii da loro in Liguria e misi via l’idea di un figlio, mio marito veniva da me ogni weekend e io passavo il tempo con lui a piangere e a sfogarmi perché davanti a mio padre non potevo tradire ciò che provavo dato che era lui ad aver bisogno di sostegno e io non potevo cedere!

Poi nei miei mille pensieri e mille sensi di colpa ebbi un pensiero più forte degli altri che mi faceva stare malissimo “ mio padre sta morendo e io sono stata incapace a dargli un nipote!” non lo sopportavo e nella mia testa martellava in ogni momento della giornata.

Io e mio marito decidemmo di provarci ancora e così dopo un mese rimasi incinta!

Il test lo feci l’8 dicembre, il giorno dell’annunciazione a Maria, lo dissi a mio marito che rimase incredulo e sinceramente anch’io!

Ci eravamo trasferiti qui a Lecco tutti insieme da poco,a casa mia e di mio marito e ci stavamo ancora sistemando… lo vidi come un segno di speranza nella nostra vita che fino ad ora sembrava veramente apocalittica…

Mia madre non la prese molto bene, la vidi molto spaventata, mi disse che non era certo il momento giusto… e chi può dire quando è giusto?

Mio padre si mise a piangere dalla felicità e io mi sentivo morire dentro, e se gli davo questa speranza e lo perdevo ancora? Che dolore gli avrei procurato? Con che faccia lo avrei ancora guardato negli occhi? Lui così forte, il sostegno della mia vita… la persona che mi ha insegnato tutto ciò che so e che mi ha dato la mia parte impulsiva e artistica, la parte che mi fa sentire speciale rispetto agli altri… lo stavo perdendo, giorno dopo giorno lo vedevo scivolare via da me…

Come cambia la visione del tempo… prima i giorni non passavano più ed ora invece passano così veloci, troppo alla svelta e quasi non ti lasciano il tempo di capire!

Non volevamo illuderci troppo… diciamo che all’inizio rimanemmo in apnea, sospesi in una dimensione strana, tra la felicità e il dolore, in una sorta di apatia ovattata, nella mia testa pensavo al futuro ritrovandomi a sognare la mia nuova vita da mamma, felice… ma appena la razionalità riprendeva il controllo mi veniva una fitta a cuore che mi riportava più giù della fase di galleggiamento, verso il fondo… e mi sentivo in colpa nei confronti di mio padre!

Piano piano il tempo passava e anche i mesi… le prime eco andavano bene e nonostante un leggero distacco della placenta alla decima settimana, risolta peraltro in pochissimo tempo, lui era sempre li nella mia pancia, attaccato alla vita ed io attaccata a lui per non vivere nella realtà…

Non ho voluto scrivere fino ad ora il diario per scaramanzia e anche perché fino ad ora non ne avevo la forza psicologica, ma ora è arrivato il momento di guardare con positività al futuro, penso di meritarmelo e anche Andrea, il mio bimbo.

Ora siamo alla 24esima compiuta… 24+5… per essere esatti!