un regalino, un oggetto che il più delle volte è inutile e facciamo ciò adducendo motivazioni diverse. Un bimbo appena nato non ha grandi esigenze, non ha bisogno di “cose”: è il mercato che ha bisogno di vendere.

Così inondiamo bambini e bambine, fin dalla culla, di oggetti che il più delle volte sono inutili. Le persone hanno bisogno di rendersi presenti con un piccolo “pensiero”.
Forse però sarebbe più sano “pensare” ai bisogni reali di una neomadre, di un neopadre piuttosto che a quelli di un bambino piccolo.
Una neomamma trarrebbe più giovamento dalla presenza di un’amica che stira qualche lavatrice, anziché dall’ennesimo sonaglino per il neonato. Sicuramente ci richiede più impegno questo dono, implica tempo, impegno personale, fatica, … implica un “pensiero” un po’ più profondo.
Inoltre i bambini ricevono regolarmente doni da una moltitudine di semplici conoscenti, che non essendo legati da rapporti di intimità, possono solo essere “presenti” con un piccolo “pensiero” simbolico. In questo caso, solitamente si compra qualcosa già temendo che sia superfluo. Perché allora non regalare qualcosa che rappresenti un “sicuro e sano investimento per il futuro”, per esempio un buon libro – comprato in libreria e non al supermercato – facendosi consigliare tra le migliaia di ottimi volumi disponibili per tutte le tasche? Dei bei libri rappresentano veramente un gesto di affetto, di presenza, di rispetto e apre al bambino un mondo di intimità con l’adulto che potrà leggere per lui fin dai primi giorni. Il libro nutrirà la sua mente, il suo piacere, l’autostima, la capacità di “leggere” il mondo che lo circonda, di gestire più agevolmente relazioni interpersonali.

Essere presenti è possibile pensando veramente al bimbo che abbiamo davanti, basterebbe non seguire le solitie martellanti pubblicità e pensare a ciò che da piccoli ci piaceva. I bisogni dei bambini in fondo non sono cambiati di molto e ancora i testi di Grazia Honegger Fresco, che tanto attivamente propone a genitori una guida nelle loro scelte genitoriali, o di Elinor Goldschmid possono aiutare in questo.

Quando i bimbi non sono più neonati iniziano a provare piacere nell’imitazione e nella ripetizione di semplici sequenze, questo per loro è entusiasmante ma noi adulti tendiamo a interrompere tutto ciò sostituendoci a loro o invitandoli ad utilizzare freddi giocattoli di plastica che, rumorosi, tendono a proporre sempre il solito schema stimolo-risposta. Spesso si propongono giochi pensando che il bambino sia capace di compiere certe azioni, che spesso, invece, sono drammaticamente insensate per l’età a cui si rivolgono. Vengono fatte proposte anticipatorie che sono lontane da una risposta rispettosa ed amorevole alle esigenze di bambini. E’ importante non farsi travolgere da plastiche e colori ma pensare che importa tanto come nutriamo le loro menti oltre che come nutriamo i loro corpi. I giochi pubblicizzati spesso non tengono conto dei reali bisogni di sviluppo del neonato e del bambino nei primi anni di vita e -conseguentemente – non danno conto a ciò che procura loro un sano piacere legato allo sviluppo delle naturali competenze relazionali, di movimento e interazione con il contesto.

Quanti di noi si ricordano lo struggente desiderio provato per un oggetto o per un evento ( una gita, un film al cinema o lo spettacolo del circo) tanto atteso? Noi adulti oggi non riusciamo a trattenerci dal comprare cose per i bambini ma così facendo noi spesso anticipiamo risposte a bisogni che il bambino non ha ancora avuto la possibilità di elaborare, oppure che non riesce ad esprimere poiché non gliene viene dato il tempo. ..E così rubiamo ai nostri bambini il “desiderio”!

Inoltre, generalmente, l’adulto è sollecitato da logiche consumistiche a comprare oggetti che nascono solo da strategie di marketing pensate a tavolino, e non guardando come il bambino ama esplorare il mondo e le sue personalità potenzialità. Invito tutti a leggere le ricche pagine di Munari sul gioco e sull’importanza della semplicità assoluta per amplificare al massimo il piacere di inventare, esplorare, creare, inventare e distruggere. Una percentuale di proposte è molto anticipatoria, non rispetta bisogni, curiosità e competenze di bambini e bambine ma, al contrario, propone stimoli, situazioni, comportamenti e costumi che non sono liberamente agibili da loro, se non nel ruolo di fruitori passivi. Offrendo ai bambini più di ciò che possono utilizzare con “partecipazione emotiva, cognitiva e fisica” non li aiutiamo a comprendere il valore delle cose, al contrario li priviamo del piacere di “esplorare, sperimentare, comprendere” il mondo, poiché li istighiamo a passare freneticamente da un oggetto all’altro (spesso solo per far contenti gli adulti che hanno fatto loro tanti regali! ). A volte durante l’ambientamento al nido mi sento dire:” questo bambino a casa non gioca con niente, butta solo in giro ogni cosa….” nauseato e annoiato da tanti inutili oggetti!

attivita piccoli all'asilo nidoPresso il nostro nido ( Il Grappolo di Limbiate – MB) incentiviamo la ripetizione di semplici sequenze di azioni che entusiasmano i piccoli, li fanno sentire più autonomi e competenti. Per i più piccoli al di sotto dei 12 mesi si punta molto alla costruzione della relazione con l’adulto di riferimento. E’ Vygotskij che ci ha fatto sapere come i piccolissimi crescano nella relazione, solo di questo hanno bisogno. Poi si propongono, con il passare dei mesi, giochi non strutturati, possibilmente oggetti naturali, niente plastica. Sassi, pigne e nastrini intrattengono a lungo l’attenzione, prima da ciucciare e in seguito da spostare da un contenitore all’altro, da svotare e riempire, battere e strofinare. Sono questi i giochi che aiutano la costruzione del pensiero della fase successiva di sviluppo. Per i più grandicelli imitare le sequenze di azioni che vedono fare dagli adulti è fonte di grande soddisfazione e di crescente autonomia. Quindi a loro si propone di apparecchiare la tavola, riempire bottiglie in vetro e versare l’acqua nei bicchieri, tagliare la frutta, prendere e riporre la bavaglia al suo posto. Maria Montessori ricorda che queste non sono attività stancanti per il bambino perchè esso cresce lavorando, così come l’uomo trae la sua energia dal lavoro, grazie allo strumento ineguagliabile che è la sua mano che lei definisce “strumento della personalità, organo dell’intelligenza e della volontà individuale…”

Le attività non vengono vissute in modo passivo, perchè proposte dall’adulto, ma scelte direttamente dal bambino a seconda della distanza tra il livello attuale del suo sviluppo, determinato dalla capacità di risolvere problemi in modo autonomo, ed il suo livello di sviluppo potenziale, determinato dalla capacità di risolvere problemi con la guida di un adulto o con la collaborazione di pari più bravi (Vygotskij 1978). Noi crediamo che la competenza dei bambini e delle bambine arrivi fino a questo punto e il nostro lavoro quotidiano ce ne dà ragione. Non proponiamo quindi l’attività giornaliera che sia uguale per tutti ma proponiamo una serie di attività che poi il bambino sceglie liberamente di fare: “oggi voglio colorare, oggi voglio manipolare, oggi voglio infilare…”

Visitate un nido come il nostro, di ispirazione montessoriana, e potrete assistere a questi affascinanti momenti di crescita e di autonomia che da bimbi così piccoli non ci si aspetterebbe! 😉

Daniela Lorenzincoordinatrice dell’asilo nido Il Grappolo

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