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Pipì a letto: non è un problema

Scritto da barbamamma il 22 Ottobre 2014

Va bene, il titolo letto così sembra un ossimoro, ma intendo dire che farsi la pipì a letto non è sempre un problema fisico o psicologico, può essere  fisiologico e passa con il normale sviluppo. Per dirla in modo molto social: #mammanonèunproblema.

Sul sito nottiasciutte.it troviamo che “l’enuresi è il volontario o involontario rilascio ripetuto di urina nei vestiti o a letto in una fase di sviluppo in cui il controllo degli sfinteri dovrebbe essere acquisito.
La maggior parte dei bambini raggiunge il controllo degli sfinteri di giorno e di notte all’età di 5 anni. Può essere primaria (il bambino non ha ancora imparato a riconoscere nel sonno la sensazione della vescica piena) o secondaria (quando il bambino bagna il letto dopo un lungo periodo di asciuttezza). L’enuresi secondaria viene diagnosticata quando il bambino ha un’età compresa tra i 5 e gli 8 anni e bagna il letto almeno 2 volte in due settimane.”

Se tuo figlio non fa parte della maggior parte dei bambini, bhè benvenuta nel Club.

La Barbabimba ha smesso di fare la pipì nel letto di notte al raggiungimento dei 5 anni.

Se ci stai combattendo ti capisco e immagino che quello che ti passi per la testa inizi con la lettera “D”.

D come disperazione.

Vai in sbattimento perché non te ne fai una ragione, pensi che ci sia un problema fisico, fai tutte le analisi e passi a quello psicologico: la menano all’asilo? la sgrido troppo? non la coccolo abbastanza?

Nel frattempo di notte inizia il calvario:

Fase 1. Fai il letto a strati. Lenzulo sotto, lenzuolo sopra, traversina assorbente, ancora lenzuola sotto, lenzuolo di sopra, e coperta. Quando fa la pipì, via il primo strato di lenzuola et voilà il letto sotto, è già fatto.

Fase 2. Punti la sveglia alle 3 e ti alzi per portarla in bagno, se è troppo tardi ritorni alla Fase 1.

Fase 3. Smette di fare la pipì per un breve periodo, ti dai vincitore e taac: la stessa sera ribagna il letto e ripassi alla fase 1/2.

Fase 3 l’illuminazione, compri le mutandine assorbenti da notte, credo esistano solo della marca Huggies Drinites, e usi quelli, basta lavatrici.

A questo proposito devo aprire una parentesi: non so per quale retaggio culturale se si sa in giro che tuo figlio utilizza ancora il pannolino di notte a 5 anni, alimenti le pettegole del quartiere che Alfonso Signorini in confronto è un Missionario ” ma no, le mette ancora il pannolotto?!?”, ” ma è fuori? poi non glielo toglie più!”, ” Ma sbaglia, sicuramente le fanno qualcosa a quella povera creatura, non è normale!”.

Non c’è nessuna arma per difendersi, le malelingue sono troppe, più dei cinesi.

Però una cosa lasciatela dire:E’ stato provato che svegliare di notte il bambino non solo non serve a nulla, ma è vissuto dal bambino  come un atteggiamento punitivo, meglio il pannolino.

I bambini che bagnano il letto di notte, sono gli stessi che di giorno si bagnano le mutandine, vanno in bagno all’ultimo secondo, fanno pipì ma non svuotano completamente la vescica.

Rebecca corrisponde pienamente alla descrizione, dal tunnel della notte ne siamo usciti vincitori, di giorno ci stiamo lavorando.

Vediamo la luce, ma capita ancora che si bagni le mutandine.

Fai tutte le analisi, escludi che sia un problema serio come il diabete, o un infezione urinaria.

Nella maggior parte dei casi scompare con la crescita. Parlane con il pediatra e se soffre di enuresi notturna utilizza pure i pannolini senza ansia, alle pettegole regala Novella 2000 e dormi serena.

P.S.
Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento piì sul blog e lo sai. Ti ricordiamo però altri post che potresti trovare utili:





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Commenti

7 commenti a “Pipì a letto: non è un problema

  1. Davvero è meglio mettere le mutandine assorbenti piuttosto che svegliarli? Mio figlio non ha neanche 4 anni e spesso gli scappa, così quando mi alzo io per farla sveglio anche lui. Faccio male? In effetti mi spiace svegliarlo, ma quando poi se la fa addosso lo devo svegliare comunque, togliere le lenzuola ecc.
    Anch’io ho sempre creduto che fosse sbagliato tornare al pannolino. Avevo approfittato della comparsa della varicella la scorsa primavera per toglierglielo perchè gli dava fastidio, credevo che tornare indietro fosse sbagliato.

  2. Ciao Cecilia, ci siamo davvero scontrati con questa cosa tempo e tempo fa. Arrabbiandoci, perdendo la pazienza, combinandone di ogni colore. Ne abbiamo parlato informalmente anche con più medici e psicologi nostri amici: il “problema” non è grave ed è comune a tantissimi bimbi ed è meglio non forzarli ad andare a fare la pipì durante la notte. Se dormono… dormono. Svegliarli e portarli in bagno non risolve la cosa e non li “abitua” all’andare in bagno alla sera. Se stai pensando, come abbiamo fatto noi, che il mettere la mutandina poi lo impigrisca… non è così. Tutto passa. Passo dopo passo e…con tanta pazienza (Adesso che è finita posso dirlo! :-))

  3. Ciao Cecilia anche io pensavo regredisse, invece non è così, è solo una fase. Poi quando al mattino trovavamo la mutandina asciutta lo abbiamo tolto. Leggendo degli articoli medici ho scoperto che questo problema è anche genetico. Taanta pazienza 🙂

  4. Grazie ragazzi! Esaustivi come sempre!
    La pazienza…ma la vendono da qualche parte per caso?! Sborserei tutto quello che ho!!!

  5. Cecilia non disperare… anche il mio Giacomo faceva la pipì a letto 🙂
    All’inizio la pediatra mi ha suggerito i farmaci ma sinceramente non ne sono mai stata troppo convinta.
    Poi io e mio marito abbiamo scoperto le mutandine DryNites che abbiamo abbinato alla terapia comportamentale e devo dire che i progressi si sono visti da subito.
    Il vantaggio della mutandina è innegabile, evita al bambino l’imbarazzo del letto bagnato, per Giacomo è stato da subito un sollievo svegliarsi asciutto 🙂
    Con tanta pazienza e serenità, anche questa fase della crescita (non semplicissima) si supera!
    In bocca al lupo

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