perfetto pedone, ma può esserne totalmente incapace il giorno dopo” (Stina Sandels*)

SOPRATTUTTO:

  • UN BAMBINO NON VEDE COME UN ADULTO
  • Il suo campo visuale è ristretto: vede unicamente davanti a sé, come portasse un paraocchi.
  • Per la sua piccola taglia non può vedere al di sopra delle vetture in sosta,  ed è a sua volta nascosto alla vista degli automobilisti.
  • Non vede per contrasto: impiega circa 4 secondi per distinguere se un’automobile è ferma o in movimento.
  • Confonde l’altezza e la lunghezza: un’automobile gli sembra più lunga di un camion.
  • Confonde il vedere con l’essere visto.

 

  • UN BAMBINO NON SENTE COME NOI
  • Non distingue bene la provenienza dei suoni.
  • I rumori della via lo distraggono.
  • Sente solo i rumori che lo interessano ( non i richiami, i comandi etc.)

 

  • LA RELAZIONE DI CAUSA-EFFETTO NON GLI E’ CHIARA
  • Così non pensa alla distanza di arresto di un veicolo: crede che una vettura si possa fermare subito, là dove egli la vede, appena il guidatore appoggia il piede sul freno.

 

  • UN BAMBINO NON E’ CAPACE DI VALUTARE DISTANZA, TEMPI, VELOCITA’
  • Gli è difficile osservare contemporaneamente il passaggio dei pedoni, il verde del semaforo, le automobili.

 

  • UN BAMBINO CERCA INNANZITUTTO DI SODDISFARE I PROPRI BISOGNI
  • Giocare, spostarsi, essere puntuali a scuola o a casa, raggiungere i propri genitori sull’altro lato della strada o prendere la palla sono cose più importanti che tener conto della circolazione; per continuare quello che ha iniziato a fare un bambino è capace di gettarsi contro una vettura, che magari ha anche visto, ma che ostacola il suo scopo.

 

  • UN BAMBINO NON TEME LA MORTE
  • Un bambino non ha paura di morire, ma ha più paura di essere sgridato da un adulto se costringerà una vettura a frenare.

 

  • UN BAMBINO HA SPESSO L’IMPRESSIONE DI ESSERE AL SICURO
  • Pensa che nulla gli può capitare se i suoi genitori o degli adulti sono vicini a lui, se si trova nei pressi della sua casa o della sua scuola.

 

  • UN BAMBINO COPIA SEMPRE L’ADULTO
  • Più ancora di un adulto il bambino imita il gruppo: se qualcuno attraversa anch’egli pensa di passare, senza rendersi conto che in pochi secondi la situazione è cambiata; se si tengono per mano i bambini si confortano a vicenda nell’idea dell’assenza di pericoli.

Prima dei 10-12 anni un bambino per strada è a rischio, perché

UN BAMBINO NON E’ UN ADULTO IN MINIATURA

 

*psicologa svedese autrice del libro “Children in Traffic”

 

in collaborazione con Panzeri Claudio, Ass.te della Polizia Stradaleclaudio panzeri polizia di stato