Se noi adulti per primi ci permettiamo delle leggerezze (http://vociromane.corriere.it/2012/06/15/i-pedoni-indisciplinati-e-le-strisce-invisibili/), come possiamo pretendere che i bambini non ci imitino?

Abbiamo detto più volte che un bambino ha già delle difficoltà dovute alle fasi dello sviluppo a gestire i pericoli del traffico (Leggi: Che cosa vedono i bambini)

NON GLI OFFRIAMOGLI SCORCIATOIE STUPIDE… E SPESSO MORTALI.

 

Parliamo ogni tanto del pericolo (ma anche del bello della strada), non camminiamo con i nostri figli assorti nei nostri pensieri, facciamoli partecipare a ciò che ci e li circonda.

Spieghiamogli perché esistono le strisce pedonali, il marciapiede, i semafori e perché a volte le persone che guidano se lo dimenticano.

Spieghiamogli perché esiste il casco e perché servon le cinture… perché correre è pericoloso per strada… e perché il luogo più sicuro è quello lontano dai veicoli (MAMME COL PASSEGGINO STATE LONTANE DAL BORDO DELLA STRADA…IL PERICOLO E’ A MENO DI UN METRO!).

Confessiamo di aver sbagliato se loro ci osservano mentre non rispettiamo le regole.

Rispondiamo alle loro domande… non diciamo sempre dopo…

I BAMBINI NON SONO ADULTI IN MINIATURA…MA ADULTI LO DEVONO DIVENTARE.

SPESSO PERO’ COMPRENDONO PIU’ DI QUANTO GLI ADULTI POSSANO IMMAGINARE.

PER STRADA QUESTO PUO’ ESSERE MERAVIGLIOSO O TERRIBILE. DIPENDE DA NOI.

in collaborazione con Panzeri Claudio, Ass.te della Polizia Stradaleclaudio panzeri polizia di stato