Quando sei disorientata, stanca e stressata per dover adeguare la tua vita al nuovo bambino, ci vuole poco a scatenare una grossa litigata con il tuo compagno.

Qui sotto trovi i quattro commenti che più fanno arrabbiare un genitore – e i consigli per come mantenere la pace in famiglia.

“Puoi riprenderti il bambino? Sono esausto”

Con l’arrivo di un bebè, il sonno diventa improvvisamente una cosa da dividersi, da fare a turno e negoziare. La cosa può essere uno shock per voi come coppia.

“La cosa più incredibile per me è come eravamo diventati possessivi con il sonno. Litigavamo un sacco per chi ne aveva diritto maggiormente,” ricorda una mamma.

Mantieni la pace: Cerca di evitare la competizione su chi è più stanco. “Nessuno può dire chi sia più stanco, perché nessuno di voi due lo sa veramente. In realtà, se entrambi vi sentite esausti, entrambi avete bisogno di una mano,” dice Carolyn Pirak, assistente sociale e direttore del centro Bringing Baby Home, un programma che si occupa del rapporto fra i neogenitori.

Se potete permettervi una babysitter, provate a chiamarla per brevi periodi ma regolarmente, in modo che voi due possiate riposarvi di tanto in tanto. Oppure accettate l’aiuto di qualche parente o amico. Non dovete vergognarvi di farvi aiutare per potervi riposare un po’ di più. Anzi, è un gesto responsabile in quanto necessario al benessere della vostra famiglia.

Per evitare di discutere su a chi tocca alzarsi, stabilite un programma per il sonno di entrambi. Per esempio, potreste concedervi un weekend a testa in cui una mattina uno può dormire più a lungo, o fare turni di quattro ore per notte o – se non allatti – fare una notte a testa.

Se uno di voi due lavora e l’altro resta a casa col bambino, potreste organizzarvi in modo che chi lavora possa dormire di più durante la settimana ma si alzi nel weekend, quando il genitore che resta a casa può dormire un po’ di più o fare un riposino.

Ricordate che la mancanza di sonno rende le persone irritabili, depresse e più inclini al litigio. Poche ore di riposo in più possono fare un’enorme differenza nell’umore e nell’aspetto.

“Tieni, il bambino ti vuole”

Se il tuo compagno ti chiede nervoso di prendere il bambino urlante dopo solo pochi minuti, potresti avere voglia di metterti a strillare anche tu. “Appena il bambino ha bisogno di qualcosa o si mette a piangere, mio marito me lo passa” dice una madre. “Sta con lui solo quando è buono.”

Mantieni la pace: Ricordati che non è detto che il tuo compagno stia cercando di evitare i propri compiti. Come ci spiega un padre, “Io desidero confortare mio figlio, ma è un po’ difficile quando è così disperata da farmi sentire un demonio.”

Cerca di lavorare con il tuo compagno in modo da sviluppare una routine. Ti aiuterà ad evitare che il bambino gridi perché vuole la mamma.

“Il mio compito era di fargli il bagnetto,” dice Charles Neuman, padre di tre figli. “E poiché il compito era mio, non c’erano discussioni. Sapevo cosa fare ,sempre, e mio figlio si è abituato a farsi fare il bagnetto da me.”

Sviluppate una routine anche per il cambio di turno. “Se appena entra dalla porta, metti il bambino in braccio al papà, c’è il rischio che non funzioni. Il passaggio è troppo brusco,” dice Pirak.

Cercate invece di passare del tempo come famiglia. E poi, con calma, allontanati. Se lo fai regolarmente, il bambino impara ad aspettarselo e tenderà meno a protestare.

Molti padri trovano che un marsupio o qualcosa che tenga il bambino attaccato al corpo aiuti a diminuire il bisogno della madre.

Ma ci sono volte in cui i bambini piangono nonostante ogni sforzo per calmarli. Va bene. Incoraggia il padre a resistere anche con il bambino urlante. E’ un buon allenamento e, a lungo termine, il bambino imparerà a vedere anche il padre come un elemento di conforto.

“Cosa fai tu tutto il giorno?”

I neonati hanno poche esigenze basilari – ma per soddisfarle ti serve un intera giornata. I piatti si ammucchiano, i panni restano da lavare e le commissioni vengono rimandate. Il fatto che una piccola creatura possa provocare un tale scompiglio nei programmi degli adulti è una delle maggiori sorprese del diventare genitori – e può essere difficile capirlo per un genitore che sta fuori casa tutto il giorno.

“Mia moglie tornava a casa dal lavoro e immediatamente girava per la casa a raccogliere cose e infine sbottava dicendo: ‘Ma cosa diavolo fai a casa tutto il giorno?'” dice Andrea, padre di due figli che resta a casa con loro un giorno la settimana.

“In effetti la casa era un disastro, ma dopo nove ore in cui avevo cercato di dar da mangiare e intrattenere un bambino di sei mesi, l’ultima cosa che mi serviva era una predica.”

Mantieni la pace: Mettersi sulla difensiva è naturale, ma peggiora solo le cose. “Io di solito borbottavo una serie di scuse sul perché la casa fosse un disastro, ricorrendo in fine alla frase ‘Quanti padri conosci che restano a casa?’ e finivamo per litigare” dice Levine.

Cerca invece di spiegare al tuo partner come la cosa ti fa sentire. Per esempio, “Mi metto sulla difensiva quando mi fai quella domanda.” Il che può aiutare a calmare le acque finché non avrete il tempo per parlarne, dice Pirak.

Aspettate che il bambino dorma per poter parlare in modo calmo e cercare una soluzione. Alcuni genitori dicono che funziona: “Ho accettato di stare più attento alle cose che andavano fatte durante il giorno, e mia moglie ha accettato il fatto che la casa potesse non essere perfetta quando tornava,” racconta un papà. “Certo, dopo un mese era tornato tutto come prima, ma ci è bastato sederci di nuovo a parlarne per risolvere tutto.”

“Ma ho pulito la settimana scorsa!”

Un bambino implica nuovi compiti — come cambiare il pannolino e dargli da mangiare — nonché un aumento dei compiti vecchi come pulire, fare la spesa e lavare la biancheria. Infatti, secondo Pirak, occuparsi di un neonato comporta circa 350 diversi compiti a settimana!

Non c’è da stupirsi se poi i genitori si sentono sovraccarichi e non sanno come dividersi il lavoro in un modo che sembri paritario per entrambi.

Mantieni la pace: Non cadere nella trappola di aspettarti che il partner ti legga nella mente e poi sentirti offesa se non succede Cerca invece di spiegargli come ti senti, parlando sempre in prima persona. Per esempio: “Mi sento sovraccarica per tutte le cose che devo fare in casa.”

Spiegagli che hai bisogno di aiuto, spiegagli anche i dettagli più banali. Invece di un generico “Devi pulire di più,” prova con “Potresti riempire la lavastoviglie mentre io faccio partire una lavatrice?”

Stabilire un sistema regolare di compiti può essere molto efficace. “Io ho il compito di passare l’aspirapolvere, la polvere e lavare i piatti,” dice Neuman. “Mia moglie si occupa di cucinare, riordinare, pulire i bagni e lavare i panni dei bambini.”